Francesco Messina / Documentazione

Nato a: Linguaglossa Italia



Note biografiche
a cura di Paola Valenti

1900
Francesco Messina nasce in Sicilia, a Linguaglossa (Catania), il 15 dicembre. L’anno seguente la sua famiglia si trasferisce a Genova con l’intenzione di emigrare poi in America. Nella casa di vico Fosse del Colle, nei pressi della casa natale di Paganini, vive una infanzia poverissima. A Genova rimarrà fino all’età di trentadue anni. Ripercorrendo nel ricordo la sua storia personale Messina affermerà: “Appartengo a tre Regioni, la Sicula, in me ancestrale, è quella più nostalgica; la Ligure, la più tribolata, ma in amore di affettuoso grido. La Lombarda, ove conduco la croce della vecchiaia, conclusione di tante pene, gioie, poche virtù, esaltazioni ed illusioni”.
1907-09
Frequenta i primi tre anni delle scuole elementari. Inizia l’apprendistato nelle botteghe Rigacci e Callegari per la lavorazione dei marmi, dove lavora per cinque anni.
1909-10
Presso le scuole serali della Confederazione operaia frequenta i corsi di disegno patrocinati dallo scultore Battista Tassara, al quale nel 1916 dedicherà un medaglione in gesso.
1913-14
Lavora nello studio di Giovanni Scanzi, il “mago della statuaria cimiteriale genovese”. Negli stessi anni subisce il fascino, pur con modesti echi nelle rare opere note del periodo, di F.T. Marinetti e dei futuristi presenti più volte a Genova con conferenze, concerti e spettacoli.
1915
Espone nel Ristorante Olimpia di Genova in una mostra di artisti al fronte.
1916
Espone per la prima volta nella mostra annuale della Società Promotrice per le Belle Arti di Genova, dove sarà presente pressoché ininterrottamente fino al 1932. Della produzione di questi anni rimangono pochissime testimonianze anche perché, non soddisfatto degli esiti ottenuti, distruggerà molte opere.
1918
Viene chiamato alle armi.
1919-20
Comincia a frequentare le personalità di spicco dell’ambiente culturale e intellettuale ligure, tra cui i poeti e scrittori Camillo Sbarbaro, Adriano Grande, Eugenio Montale, Angelo Barile, Guglielmo Bianchi, Flavia Steno, Pierangelo Baratono, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi con i quali stringerà affettuosa amicizia. Inizia la frequenza dei corsi dell’Accademia Ligustica di Belle Arti a Genova che concluderà nel 1922.
1921
Espone alla I Biennale di Napoli due Danzatrici, nelle quali si avverte una certa eco futurista, commentate in modo lusinghiero da Margherita Sarfatti sul “Popolo d’Italia”.
1922
Con il bronzo Cristo morto è ammesso alla XIII Biennale di Venezia dove la sua presenza sarà costante fino al 1942 – dal 1922 al 1928 per concorso, successivamente come invitato – ottenendo per due volte, nel 1942 e nel 1956, una sala personale. Alla Biennale conosce Carlo Carrà e Adolfo Wildt. Nello stesso anno conosce la donna che diverrà sua moglie, Bianca Fochessati Clerici. Su designazione di Bistolfi vince il concorso per la statua del Cristo risorto per il cimitero di Staglieno a Genova, inaugurata nel 1926.
1923
Vince il concorso per il Monumento ai Caduti di San Vincenzo Alto a Genova che sarà inaugurato nel 1925. Espone alla Promotrice di Genova l’Ofelia, rilievo con inciso un testo poetico di Grande. Realizza il monumento a Vincenzo Coda, “tribuno combattente antesignano della riscossa fascista”, opera che, secondo Grande, “ha una sua bellezza di equilibrati volumi e di linee energiche”.
1924
Collabora con lo scultore Edoardo de Albertis al progetto per il concorso per l’Arco di trionfo in memoria dei caduti di Genova che sarà poi vinto da Piacentini. Eugenio Montale dedica un articolo all’impresa (alla quale partecipano anche l’architetto Mazzoni e lo scultore Galletti) e alla figura di Messina.
1925
È ammesso dalla giuria alla III Biennale romana. Conosce e ammira l’opera grafica di Vincenzo Gemito. Partecipa con il bassorilievo in ceramica La fiamma all’Exposition des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi: in occasione del soggiorno parigino, in compagnia di Galletti, ha modo di approfondire la conoscenza della scultura di Rodin e Bourdelle. Nella prima edizione di Ossi di seppia, Montale gli dedica la poesia Sarcofaghi.
1926
È invitato alla Prima Mostra del Novecento Italiano a Milano dove espone l’Autoritratto pubblicato in catalogo. Conosce Arturo Martini che definisce “il mio primo maestro della mia vita d’artista”.
1927
La Società Promotrice genovese gli dedica una mostra personale presentata da Adriano Grande. Espone alla Biennale delle Arti decorative di Monza una statua di Cerere che la Camera di Agricoltura e commercio di Genova dona a Mussolini per la vittoria della “battaglia del grano”. Con Marino Marini ritorna a Parigi dove incontra Zadkine e frequenta gli artisti del gruppo degli Italiens de Paris: Filippo De Pisis (che aveva già conosciuto a Genova nel 1920), Tozzi, Campigli, Magnelli, Savinio, Giorgio de Chirico. È un momento in cui si susseguono viaggi all’estero e visite di studio nei maggiori musei europei.
1928
Alla XVI Biennale di Venezia espone la scultura Amanti, pubblicata in catalogo, un’opera in cui Carrà scorge i caratteri di un persistente arcaismo, di modernità, nonché “una parentela di vaga origine picassiana”.
1929
Tiene la sua prima importante mostra personale milanese presso la Galleria Milano, presentata da Carlo Carrà. È invitato alla Seconda Mostra del Novecento Italiano a Milano dove espone il Ritratto del pittore Achille Funi pubblicato in catalogo. Espone nelle mostre di Novecento a Nizza, Ginevra, Parigi. Partecipa alla Esposizione internazionale di Barcellona. Ospita per sei mesi a Sturla Piero Marussig. Incontra a Berlino Ernesto De Fiori.
1930
Ottiene un grande successo alla XVII Biennale di Venezia: la Galleria d’Arte Moderna di Torino acquista il suo Pugilatore per il quale gli fu modello Sandro Cherchi, futuro scultore; il Kunsthistorische Museum di Vienna acquista il Ritratto del pittore Piero Marussig e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma il Ritratto di un poeta (Guglielmo Bianchi).
1930-40
Partecipa alle più importanti mostre collettive d’arte italiana all’estero: Berna e Basilea (1930), Atene, Zurigo, Stoccolma e Helsinki (1931), Göteborg e Oslo (1932), Berlino, Monaco (1933), Varsavia, Parigi, Stoccolma e Vienna (1935), San Paolo del Brasile, Essen, Berlino e Monaco (1937), Berna (1938), Zurigo (1940).
1931
È nominato accademico di merito presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Tiene una mostra personale alla Galleria Vitelli di Genova. Realizza la Tomba Cenni nel cimitero genovese di Staglieno. In questi anni trascorre le vacanze estive a Sestri Levante dove stringe amicizia con il poeta Giovanni Descalzo e lo scultore Giambattista Carniglia. Modella numerose figure ispirate ai personaggi del luogo, dalla venditrice di pesce Cataina ai diversi “adolescenti marini”.
1932
Si trasferisce a Milano, città che già frequentava da qualche anno, per fondervi le sue sculture e “respirarvi l’aria del Novecento”. Qui, alla pasticceria Marchesi, alla libreria di Giovanni Scheiwiller e al caffè Savini, frequenta poeti, scrittori e artisti come Salvatore Quasimodo, precedentemente conosciuto a Genova, Alfonso Gatto, Sergio Solmi, Margherita Sarfatti, Carlo Carrà, Piero Marussig, al quale dedicherà una monografia nel 1942, Achille Funi, Arturo Tosi, Alberto Salietti, Ubaldo Oppi. Esegue il Ritratto di Riccardo Bacchelli.
1934
Ottiene per concorso nazionale la cattedra di scultura all’Accademia di Brera di Milano, precedentemente tenuta da Adolfo Wildt. Vince il concorso indetto dalla città di Chiavari per il grande monumento a Cristoforo Colombo che verrà inaugurato l’anno successivo.
1935
Alla II Quadriennale Nazionale di Roma gli viene dedicata una sala personale in cui espone 21 sculture nate, in gran parte, durante i soggiorni a Sestri Levante. Nel catalogo della Quadriennale l’artista scrive del suo lavoro: “Amo l’ordine e sogno di portare la mia scultura a sintesi di forme palpitanti, a quella plastica insomma che possa vivere anche ridotta a frammento. A questo concetto antico impegno la mia fede e le mie aspirazioni di artista moderno. Non credo possibile la creazione di nuove estetiche, né di nuovi climi artistici senza risalire alla genesi dell’arte e all’umanità dell’artista. Esso non ha nulla da inventare ma tutto da intuire…”.
1936
È nominato direttore dell’Accademia di Brera, carica che manterrà fino al 1944. Su invito di Giovanni Agnelli esegue la statua di Sant’Edoardo per l’omonima chiesa del Sestriere. André Salmon gli dedica una monografia pubblicata a Parigi dalle Editions du Chroniques du Jour.
1937
Esegue per la città di Pavia il monumento equestre, detto del “Regisole”, a ricordo del monumento romano dell’imperatore Antonino Pio distrutto dai francesi nel 1796. Realizza il Ritratto di Salvatore Quasimodo.
1938
Giorgio de Chirico a Roma e Salvatore Quasimodo a Torino presentano due sue mostre personali. Scolpisce il gruppo monumentale in marmo San Carlo reca il perdono ai deputati ospitalieri per l’Ospedale Maggiore di Niguarda a Milano.
1939
Esegue il monumento della Minerva armata per la città universitaria di Pavia. Espone nella mostra Corrente di vita giovanile presso il Palazzo della Permanente di Milano. Scolpisce la statua di Santa Rosa da Viterbo. Realizza una statua del re per il padiglione italiano alla Esposizione internazionale di New York. Con Marino Marini e Arturo Martini riceve l’incarico di decorare l’Arengario di Milano. Tiene una mostra personale alla III Quadriennale di Roma.
1940
Esegue il monumento a Costanzo Ciano per la Spezia.
1941
Scolpisce il Ritratto di Alfonso Gatto e modella il Ritratto del Cardinale Ildefonso Schuster.
1942
Vince il Premio di Scultura alla XXIII Biennale internazionale d’arte di Venezia dove tiene una mostra personale con 15 sculture e 17 disegni. Pubblica per Scheiwiller il volume di poesie Il garofano con prefazione di Alfonso Gatto.
1943
È nominato Accademico d’Italia. È membro della giuria ed espone alla IV Quadriennale di Roma.
1944
Ancora per Scheiwiller dà alle stampe il volume di poesie Notte e giorno.
1946
Esegue il Ritratto di Lucio Fontana.
1947
Inaugura una grande esposizione di scultura e grafica nella Galleria Müller di Buenos Aires dove riscuote uno straordinario successo di critica e di pubblico. Gli viene affidata nuovamente la cattedra di Scultura all’Accademia di Brera da cui era stato temporaneamente allontanato con l’accusa di connivenza con il regime fascista.
1948
Esegue il Ritratto di Arturo Tosi. Espone in mostre d’arte italiana a Parigi e Madrid.
1949
Espone alla grande mostra collettiva Third Sculpture lnternational, organizzata dalla Fairmount Park Art Association di Philadelphia (Usa), cui partecipano maestri come Arp, Brancusi, Epstein, Giacometti, Laurens, Marino Marini, Moore e Picasso.
1950
Esegue il Ritratto di Indro Montanelli.
1950-60
Partecipa alle più importanti esposizioni italiane, allestisce numerose mostre personali ed esegue importanti statue e gruppi scultorei per il cimitero monumentale di Milano, per la chiesa di Sant’Eugenio a Roma e per la Cittadella Cristiana d’Assisi. Realizza inoltre una grande Pietà per la tomba dell’editore Cino del Duca, collocata nel cimitero parigino di Père Lachaise.
1951
Esegue la statua di San Filippo Neri per la chiesa di Sant’Eugenio a Roma. Pubblica il volume di poesie Caldo di sole presentato da Giovanni Papini. Espone alla VI Quadriennale di Roma.
1953
Gli viene conferito il Premio Ines Fila per la scultura.
1956
Partecipa con una mostra personale di 51 opere, presentate in catalogo da Marziano Bernardi, alla XXVIII Biennale di Venezia.
1957
Nei giardini del lungomare di Sestri Levante viene inaugurato il monumento a Cataina, la venditrice di pesce Caterina Bixio: si tratta del busto in bronzo realizzato da Messina nel 1932 e donato dall’artista alla cittadina ligure.
1958
Esegue il busto di Giacomo Puccini per il Teatro alla Scala di Milano.
1959
Jean Cocteau presenta una sua monografia edita da Amilcare Pizzi. Espone alla VIII Quadriennale di Roma.
1961-62
Realizza a Pietrasanta il grande monumento a Santa Caterina da Siena patrona d’Italia, che viene collocato sul lungotevere di Castel Sant’Angelo a Roma. Nel 1962 pubblica Ilaria e altre poesie (1942-1962) con la prefazione di Giovanni Papini.
1963
Esegue il grande monumento a Pio XII per la Basilica di San Pietro in Roma e il busto di Pietro Mascagni per il Teatro alla Scala. A Firenze gli viene conferito il Premio Michelangelo per la scultura. Dona alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze i ritratti di Giovanni Papini e di Salvatore Quasimodo e il Narciso.
1965
Pubblica il volume di poesie I tigli del parco con la prefazione di Salvatore Quasimodo. L’editore Scheiwiller pubblica il volume di Arturo Martini Lettere a Francesco Messina 1926-1927. Espone alla IX Quadriennale di Roma.
1965-75
Partecipa alla mostra itinerante del Bronzetto italiano organizzata dalla Quadriennale d’Arte di Roma, che tocca diciotto paesi.
1966
Modella il grande Cavallo morente per il palazzo della Rai di Roma.
1968
Esegue il monumento a Pio XI per il Duomo di Milano.
1968-1971
Modella una monumentale Via Crucis e scolpisce in marmo di Carrara una grande Madonna con Bambino per San Giovanni Rotondo sul Gargano.
1973
Gli viene assegnata la Sala Borgia della Galleria vaticana Paolo VI, dedicata all’arte sacra contemporanea, come sede di una esposizione permanente di venti opere di soggetto sacro. Modella una serie di bronzetti dorati, con Cristo, gli Apostoli e le Marie, che intitola Il Discorso della Montagna e che, nel 1978, donerà al Museo dell’Opera del Duomo di Milano. Realizza i sette bassorilievi Gli orrori della guerra, ispirati ai tragici ricordi del secondo conflitto mondiale ridestati dallo scoppio della guerra arabo-israeliana. Pubblica per Mondadori Poesie (1942-1976).
1974
A Milano viene aperto il Civico Museo-Studio Francesco Messina nell’antica chiesa sconsacrata di San Sisto al Carrobbio. Vi espone circa ottanta sculture (gessi, terrecotte policrome, bronzi, cere) e una trentina di opere grafiche (litografie, pastelli, acquerelli, disegni a matita) donate al Comune di Milano. Esegue il ritratto di Ranieri llI, principe di Monaco. Per l’editore Rusconi pubblica il libro autobiografico Poveri giorni. Miguel Angel Asturias presenta il suo volume Cinquanta poesie. Con una solenne cerimonia la città di Chiavari conferisce allo scultore l’“Ulivo d’oro”, un riconoscimento offerto ai “liguri che in patria e nel mondo tengono alto il prestigio della loro terra”, con la motivazione: “La terra di Liguria - Genova in particolare - gli diede, fanciullo, il meraviglioso senso della vita e l’esperienza incisiva del lavoro, lo preparò ad essere se stesso, a credere nel suo domani che si annunciava carico di promesse. Ha esaltato nella sua scultura i valori universali dell’arte avvivandoli di forza interiore, di intensa espressività, di calore umano così da renderli plasticamente vivi nella libertà dello spirito privilegio e segno del grande vero artista”.
1975
In maggio è nominato cittadino onorario di Milano. Si dedica con particolare passione ai ritratti di danzatrici, fra cui si ricordano quelli di Carla Fracci e Luciana Savignano.
1976
Per la Rassegna internazionale delle arti e della cultura di Lugano presenta una grande antologica di scultura e grafica nella Villa Malpensata, presentata in catalogo da Piero Chiara.
1977
Nel Museo Civico di Lugano viene accolta la Donazione Messina di opere sculturee e grafiche, allestita in quattro sale.
1978
Tra giugno e agosto si tengono presso il Museo Pusˇkin di Mosca e l’Ermitage di San Pietroburgo due grandi mostre di scultura e grafica che suscitano notevole interesse da parte di studiosi, artisti e visitatori. In seguito alla donazione da parte dell’artista di quaranta sculture e altrettante opere grafiche, scelte fra le più rappresentative, i due musei gli dedicano alcune sale permanenti.
1979
Le Bayerische Staatsgemäldesammlungen di Monaco di Baviera organizzano una grande esposizione di opere scultoree e grafiche. Modella la statua Resurrezione di Cristo, alta sei metri, ultima tappa della Via Crucis di San Giovanni Rotondo.
1981
Inaugura una grande mostra di disegni inediti e di pastelli nella ex chiesa trecentesca di San Francesco e nel Museo Civico di Pordenone. Contemporaneamente espone oltre cinquanta sculture nel cinquecentesco Palazzo Flangini-Bilia a Sacile (Udine). Dona numerose opere al Museo Civico di Belle Arti, Villa Ciani, di Lugano.
1982
Viene inaugurata la Sala Francesco Messina presso le Bayerische Staatsgemäldesammlungen di Monaco di Baviera. Pubblica Mosaici con nove poesie e due incisioni.
1983
Presenta una grande mostra antologica di scultura alla Maison de l’Unesco a Parigi. Il 10 agosto muore la moglie Bianca.
1984
A Vienna, al Theseus Tempel (Kunsthistorische Museum) e alla Graphische Sammlung Albertina, gli vengono dedicate una mostra di scultura e una di grafica.
1985
Partecipa con dieci opere alla grande mostra “Representation Abroad” all’Hirshhorn Museum di Washington. Pubblica per Scheiwiller Care, grandi ombre. Ritratti di artisti e scrittori del ’900. Tiene una mostra antologica al Casinò Municipale di Sanremo.
1986
Espone quaranta opere di scultura alla Universe Gallery di Tokyo; la mostra viene poi presentata al Museo Hakone.
1987
Una sua mostra antologica di scultura e grafica, curata da Luigi Cavallo, viene allestita nel rinascimentale Palazzo Ricci di Macerata. Con questa mostra l’artista intende onorare il 150° anniversario della morte di Giacomo Leopardi.
1988
Il 28 giugno, nella sede del Consolato dell’Unione Sovietica a Milano, riceve honoris causa il diploma di accademico dell’Accademia di Belle Arti dell’URSS. Tiene la mostra antologica Francesco Messina. Omaggio al Maestro a Saint-Vincent.
1989
Si inaugura a Firenze la mostra della sua donazione al Museo Nazionale del Bargello, comprendente 15 sculture, bronzi, terrecotte e argenti (questi ultimi esemplari unici), nonché una quarantina di disegni scelti tra le 154 opere di grafica donate dall’artista al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.
1990
Vittorio Sgarbi presenta la mostra antologica allestita presso la Fabbrica del Duomo di Salò. Tiene una antologica a Brescia curata dall’Associazione Artisti Bresciani. Luciano Caprile presenta la mostra antologica allestita a Sarzana nella Fortezza di Sarzanello. L’artista pubblica Amica della sera, una poesia corredata da una puntasecca.
1991
L’Ettore Majorana Centre for Scientific Culture di Erice cura una mostra con venti sculture e venti pastelli. Suoi lavori entrano in collezioni e musei europei, americani, sudafricani: significativa è l’acquisizione di opere da parte dell’Accademia di Belle Arti di Tokyo, del Museo Hakone, della città di Nagoya e di numerose fondazioni e privati collezionisti nipponici. Tiene una mostra antologica nel Palazzo San Vitale di Parma. Il Comune di Torino e la Società Promotrice delle Belle Arti organizzano la mostra celebrativa per i novant’anni dello scultore.
1992
Nella mostra inaugurale di Palazzo Ducale di Genova, Il mito di Colombo e l’arte contemporanea, espone il grande bozzetto e il ritratto realizzati per il monumento a Colombo di Chiavari.
1993
Si inaugura la mostra Dio nell’uomo. Omaggio a Francesco Messina allestita presso il Braccio di Carlo Magno di piazza San Pietro in Vaticano. Nel catalogo della mostra compaiono saggi di F. Brivio, M. Fagiolo dell’Arco, M. Ferrazza, A. Paolucci. A. Petrioli Tofani e G. Romanelli. F. Zeri cura la mostra “Francesco Messina. Una visione sfolgorante” tenuta al Centre Saint-Benin di Aosta. Vanni Scheiwiller cura la pubblicazione di Lettere a Bianca e altre poesie. Gli è dedicata una sala nella mostra Cento anni di scultura a Chiavari curata da F. Ragazzi nel convento delle Clarisse a Chiavari.
1994
La presidenza dei Consiglio dei ministri gli conferisce il Premio dello scultore. Dona il Ritratto di Lucio Fontana al Museo della Permanente di Milano.
1995
Francesco Messina muore il 13 settembre nella sua casa di Milano. La Presidenza della Repubblica gli conferisce il Premio della Cultura. Alcune opere degli anni genovesi vengono esposte nella mostra Presenze liguri alle Biennali di Venezia 1895-1995 allestita nel Palazzo Ducale di Genova a cura di M.F. Giubilei, F. Ragazzi, F. Sborgi.
1996
A Genova, presso l’Istituto Vittorio Emanuele II, viene allestita la mostra Il poeta e lo scultore con alcune opere di Messina e il fondo costituito dalle lettere, poesie e disegni di Eugenio Montale dedicato a Bianca e a Francesco Messina, donato dallo scultore a Vanni Scheiwiller nel 1994 e pubblicato a cura di Laura Barile l’anno dopo nel volume Eugenio Montale. Lettere e poesie a Bianca e Francesco Messina.
1999
A Catania, la piazza Federico di Svevia, di fronte al Castello Ursino, viene trasformata nella scenografia di una mostra d’arte dedicata alle grandi sculture dell’artista. Per l’occasione viene pubblicato, a cura di N. Loi e L. Zichichi, il catalogo Francesco Messina. Le grandi sculture della maturità.
2000
In occasione del centenario della nascita, a Roma, nel Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, si tiene la grande retrospettiva Francesco Messina, 100 anni: sculture e disegni (1924-1993), a cura di P. Toubert, N. Loi e L. Zichichi, che ripercorre tutta la carriera dell’artista presentando oltre cento sculture, trenta pastelli e diversi bassorilievi. Nel catalogo compaiono testi di A. Camilleri, M. Calvesi, A. Fiz e un ricordo di Paola Messina.
2001
Quattro delle sculture precedentemente presentate nella mostra “100 anni”, vengono esposte nel cortile di Palazzo Montecitorio a Roma. Viene organizzata una retrospettiva ad Asiago.
2002
In occasione della grande mostra antologica di Genova, la figlia dell’artista dona cinque importanti sculture alla città.

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