Francesco Preverino / Dettaglio evento





Francesco Preverino - La mia pittura: esplorazione e radicamento

Dal mercoledì 11 giugno 2008
al domenica 27 luglio 2008

Orari:
mar/ven h. 15.00/19.00; sab/dom h. 10.00/12.00 - 15.00/20.00; lun chiuso
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Comunicato stampa evento: Francesco Preverino - La mia pittura: esplorazione e radicamento

A cura di Francesco De Bartolomeis

La mostra, curata da Francesco De Bartolomeis, è iniziativa del Comune per onorare Francesco Preverino (nato a Settimo nel 1948), e rientra nelle manifestazioni per il 50°anniversario della Città. Le opere, che vanno dal 1962 al 2008, sono affiancate da alcuni video che documentano il percorso artistico del pittore.

Chi conosce l’artista per i grandi dipinti materici si meraviglierà della finezza dei disegni di un diciannovenne. Disegni originali e molto vari: dalla macchia alla delineazione leggera, da tenue stesure a segni fitti. Del 1967 anche due dipinti: Quasi un suonatore e Qualcosa di nero in lontananza nella pianura. Persone, cose, fatti di natura hanno piena vita artistica senza ricorrere alla verosimiglianza.
Preverino fino al 1990 circa si segnala per una rigorosa esplorazione di volti come a stabilire con le persone un dialogo di approfondimento. Poi imbocca una strada diversa: nasce una gremita serie di figure umane priva della testa, e gli arti sono assenti o poco appariscenti o fanno blocco con il corpo. Il mutamento è anticipato dalla serie dei menhir (1991-1993), monumenti di natura costruiti dall’uomo, remoti nel tempo ma intatti nella vitalità dei simboli danno al materiale. Nel 1998 inizia una nuova svolta: il ciclo dei Trittici di grandi dimensioni. Con la figura femminile interagiscono alberi, paesaggi, acque con accentuate trasformazioni dei riferimenti naturalistici.
Del 2002 i Giardini neri: imponente installazione pittorica di otto pannelli dipinti recto-verso che variano da 100x245 cm a 210x245 cm. La sequenza scenografica poggiata al suolo colloca l’osservatore in uno spazio di continui rimandi tra i vari elementi di natura che con difficoltà s’intravedono nel bianco e nero. Si gira intorno all’interno e all’esterno, si vive uno stato di immersione.
Dopo il ciclo Giardini neri, incentrati sulla simbologia della chiusura e dell’impenetrabilità, un nuovo ciclo: Tra cielo e terra del 2007, sette grandi dipinti che hanno alle spalle numerosi studi che iniziano nel 2001. I titoli si riferiscono a esperienze che assumono di volta in volta una particolare situazione come simbolo. Sono le “stazioni” della vita: La mia anima, I campi dello spirito, La battaglia giornaliera, La ferrovia, Notte di S. Giovanni, L’iniziazione, Fantastica notte.
La ricerca di Preverino si colloca con una fisionomia originale negli sviluppi avanzati della figurazione del dopoguerra che si confrontano con la pressione di eventi drammatici, di esperienze traumatiche ma anche con la speranza di grandi mutamenti. In molti casi i simboli tendono a concentrarsi sulla figura che porta pesi, ha vincoli. Dalla figura umana ai paesaggi. Paesaggi dell’anima.
Nei vari cicli si mantiene intatta la magia della vitalità, della scoperta e della meraviglia. La perizia tecnica nell’usare una grande varietà di materiali riesce sempre a metamorfizzarli nella purezza e nella leggerezza della pittura. Dove sembra che ci siano soltanto irruenza e approssimazione come destino della precarietà delle forme prevale il tentativo di conservare a disegni, dipinti, sculture le incertezze e le contraddizioni che sono nella vita.
(dallo scritto di Francesco De Bartolomeis nel catalogo Francesco Preverino. La mia pittura: esplorazione e radicamento)

Inaugurazione 11 giugno 2008 ore 17.30

11 giugno - 27 luglio 2008

Catalogo a cura di Francesco De Bartolomeis

Info
Fondazione E.C.M. Servizio Istituzioni Culturali
011 8028290
011 8028238

La Giardinera
Via Italia 90 bis
Settimo Torinese