Francesco Totaro / Dettaglio evento





Francesco Totaro

Dal sabato 14 dicembre 2002
al sabato 01 febbraio 2003

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Comunicato stampa evento: Francesco Totaro

Orario: dal martedì al sabato 15.30/19.30 escluso festivi. Inaugurazione: sabato 14 dicembre 2002 -
ore 18.30. Periodo: dal 14 dicembre - 1 febbraio 2003


Francesco Totaro, fedele al credo per cui è necessario muoversi attraverso i materiali piuttosto che privilegiarne fideisticamente uno, continua a esplorare le possibilità delle più svariate categorie (dalla scultura che rinuncia al tutto tondo ma si inserisce all’interno di una composizione bidimensionale a una fotografia che rinnega l’immediatezza della rappresentazione per confondersi con il gesto pittorico istintivo) al fine di tracciare un discorso sul corpo fisico e sull’identità interiorizzata del sé. Punto di partenza continua a essere il piccolo oggetto in filo metallico piegato e ripiegato, in un sottile gioco bric-à-brac, fino a diventare icona ossessiva dell’”imago hominis”. Minuscole sculturine vigorosamente sessuate, ingigantite dall’effetto fotografico, si stagliano su uno sfondo carnoso che preleva particolari sempre più illeggibili di cui si può tirare a indovinare l’origine ma che indicano soprattutto una sensazione di smottamento viscerale. “L’omino col cazzo dritto” di Totaro è insieme una firma (un logo) ma anche una dichiarazione di poetica, la ribellione alla propria riservatezza, la mise-en-scéne ironica di quello stato d’eccitazione cui, bene o male, provoca l’arte. Le figurine stilizzate invadono le immagini, si moltiplicano fino a costituire una serie, vivono in piccole cellule abitative non più chiuse ma aperte al nostro sguardo attraverso cubi in plexiglas trasparenti, una specie di condominio erotico che si ispira forse al celeberrimo La vita. Istruzioni per l’uso di Georges Perec e all’ossessione voyeuristica del capolavoro di Alfred Hitchcock, La finestra sul cortile.
(…) Nei lavori più recenti Francesco Totaro introduce una serie di elementi innovativi, come i colori artificiali e allucinati o lo sdoppiamento speculare, che consentono ulteriori riflessioni sullo stato di profondo disagio, per non parlare di malattia, in cui sopravvive l’immagine contemporanea. (…) Così l’opera di Totaro acquisisce ulteriore fisicità partendo ancora una volta da quel dato reale sottoposto all’annegamento e al contagio di particolari alchimie che sottraggono alla realtà il suo maggior potere, ovvero il farsi riconoscere.


Luca Beatrice