Gabriele Mazzara

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Gabriele Mazzara / Dettaglio evento

Lughia e Gabriele Mazzara - UNIVERSI

Galleria L'arte è....


Data di apertura sabato 20 novembre 2004
Data di chiusura domenica 05 dicembre 2004

Gli artisti correlati Gabriele Mazzara, Lughia Mazzara

Comunicato della mostra : Lughia e Gabriele Mazzara - UNIVERSI

Per millenni l’uomo è stato condizionato dal rapporto diretto con l’ambiente naturale. I “luoghi”, più o meno circoscritti, hanno dettato le condizioni della sopravvivenza fisica ed hanno determinato gli ambiti mentali entro i quali si è sviluppato il pensiero. In tempi recenti gli uomini han preso ad abbandonare le terre distaccandosi fisicamente e mentalmente da quegli spazi ristretti che da sempre sono stati per essi fonte di sostentamento.

A partire dalla seconda metà dell’ottocento, larga parte dell’umanità ha intrapreso un percorso che l’avrebbe portata ad allentare sempre più i contatti con la madre terra e con i ritmi naturali che scandiscono il lento, incessante scorrere del tempo. Il susseguirsi del giorno e della notte, l’alternarsi del caldo e del freddo e l’avvicendarsi delle stagioni un tempo condizionavano fortemente l’uomo costantemente impegnato, per la personale sopravvivenza, a confrontarsi con le forze della natura. Un allontanamento dall’economia contadina per un passaggio in massa a lavorazioni che con il luogo hanno avuto, nel tempo, sempre meno a che vedere. Non è più il territorio fonte di sopravvivenza per gli uomini bensì la capacità organizzativa di questi i cui orizzonti fisici e mentali si sono progressivamente allargati. L’umanità ha preso a viaggiare, a vedere lontano ad estendere le proprie conoscenze. Un sapere sempre più vasto ma superficiale, a scapito di un’antica, profonda capacità di comprendere e condividere. Oggi i ciclici fenomeni naturali sono percepiti “lontani” da miliardi di persone svincolate da ogni rapporto diretto con la natura e sempre più racchiuse in limitati luoghi artificiali sempre uguali a se stessi, dove la luce non tramonta e la temperatura non subisce oscillazioni. Con la perdita del contatto fisico e quotidiano con la terra è andato sostanzialmente scemando il rapporto dell’uomo con l’ambiente e con esso l’istinto animale, o meglio la capacità, alla sopravvivenza. Privata del rapporto diretto con le manifestazioni della natura l’umanità appare estranea ad un sistema di cui è parte integrante e in ciò non c’è soltanto la perdita della sua “animalità” ma soprattutto l’allontanamento dalla componente spirituale, quella che trae linfa vitale da un rapporto viscerale e sintonico con la “Madre Terra”. Estranea alla produzione dei frutti della terra ed alla cura degli animali, l’umanità ha perso il senso del divenire. Il singolo uomo ha scisso il proprio destino dalle ristrettezze del luogo che un tempo lo accoglieva mentre chi governa l’umanità nel suo complesso ha fatto propria, sotto la bandiera della globalizzazione, una visione strettamente economica dell’antico rapporto con l’ambiente. All’intorno e nel profondo di ogni singolo uomo è cresciuto un grande vuoto. I lavori di due artisti, Gabriele Mazzara e Lughia, colgono pienamente questa nuova condizione. Gabriele Mazzara con le sue “tribù senza terra”, Lughia con i suoi mondi “disertati dalla presenza umana”. Da una parte esseri arcaici, decontestualizzati, che non trovano riscontro in alcuna precedente rappresentazione ma che certamente albergano da qualche parte, nel profondo della nostra anima, impegnano con la loro presenza il vuoto assoluto. Essenziali nelle loro rigide fattezze ci appaiono stanziali, caratterizzati da grandi piedi, più necessari al mantenimento dell’equilibrio che non all’attraversamento dei luoghi. Prorompenti organi sessuali in corpi scarsamente articolati sembrano volerci rassicurare sul futuro mentre la rigidità del portamento ci lascia piuttosto pensare, come in un cerchio che si chiude, ad antiche società pietrificate. Dall’altra “architetture di sabbia”, immensi scenari desertici, disertati dall’uomo. Contesti dove il lento fluire del tempo è segnato dall’inarrestabile divenire che trasforma la pietra in sabbia, per poi tornare a compattarla in un ciclico, infinito ritorno. Luoghi della mente, universi infiniti carichi di atmosfere, ricchi di un nulla che racchiude tutto, un tutto che ineluttabilmente accoglie quella stessa umanità che si autoesclude. Un tutto concepito e non più vissuto.

Silenti, senza interferenze, i due universi coesistono.

Giuseppe Salerno


Località: Calcata

Galleria: L’Arte è …

Periodo: dal 20 novembre al 5 dicembre (sabato e domenica)

Orario: 11.00/13.00 – 15.00/19.00

Titolo: “UNIVERSI”

Artisti: Lughia e Gabriele Mazzara

Curatore: Giuseppe Salerno

Organizzazione: Associazione Il Peperoncino

Inaugurazione: sabato 20 novembre ore 17.00