Gaspare Calì / Dettaglio evento





Le Forme e i Colori del Sacro

Dal sabato 19 marzo 2005
al martedì 29 marzo 2005

Comunicato stampa evento: Le Forme e i Colori del Sacro

LE FORME E I COLORI DEL SACRO

Nella lettera che il Papa indirizzò "a quanti con appassionata dedizione cercano nuove epifanie della bellezza per farne dono al mondo", c’è l’esortazione agli artisti a continuare "quel fecondo colloquio della Chiesa" con gli uomini dell’arte che per molti secoli "non si è mai interrotto". Arte e religione - precisa il Pontefice - sono connesse e interattive: l’artista come artefice "dà forma e significato" a una materia che già esiste imitando quello che ha fatto Dio dal nulla.

Attualmente si sta vivendo in tutto il mondo un risveglio del sacro e la Galleria Roma sensibile a tutto questo, in occasione della Pasqua, organizza la mostra collettiva di scultura e pittura “LE FORME E I COLORI DEL SACRO” . I massimi esponenti dell’arte siracusana si confrontano col tema religioso dando forma e colore ad un meraviglioso mondo in cui domina l’iconografia cristiana.



NELLO BENINTANDE

...Se l'artista è innanzi tutto il sacerdote del proprio tempo e le sue opere null'altro sono se non l'atto liturgico di una personalissima fede, allora è da vedere in queste opere tutta la tensione dell'uomo verso l'alto, il ripiegarsi a volte su se stesso per attendere ad una riflessione sulla sua natura e il proiettarsi poi verso un cielo di metafisiche presenze.

GIANFRANCO BEVILACQUA

...Nelle sculture di Bevilacqua è infatti possibile ravvisare la musicalità del movimento. il dinamismo dì quei corpi verso l'alto o meglio ancora. verso l’infinito. Quale che sia la direzione verso la quale le sculture si sviluppano, ciò che è fortemente presente non è tanto l’imponenza della forma. quanto piuttosto lo slancio del corpo scultura in movimento. elemento essenziale e caratteristica precipua della produzione di Bevilacqua..

CORRADO BRANCATO

...Scorre in queste tele infatti un’umanità dolente e ambigua, vuota di una qualsivoglia etica (a questo proposito si vedano i quadri riproducenti il clero e le situazioni religiose), aliena da una presenza forte nella storia e portata a rappresentare una caricatura di se stessa; scorre un’umanità di maschere e di manichini, di bambole e di pupazzi, senza spirito, senza affiato, senza speranze.

GASPARE CALI'

La sua "religiosità umana" dove i colori assumono valori simbolici, mostrano tagli inusuali, corposità monumentali, figure cristologiche dalle sintesi quasi monocrome dove è insita una realtà ultra terrena...

VITTORIO LUCCA

Tutto è colore per Lucca e la luce stessa, madre e creatrice del colore, non fa altro che togliere i veli che in sua assenza offuscano e coprono le tinte. Provatevi a guardare una campagna o il mare o il cielo: poi chiudete gli occhi e vi resterà i impressione di masse colorate che ondeggiano nella vostra mente oppure di materia impastata con diversi pigmenti cromatici a sostanziare caseggiati rurali, travi in legno, alberi, cespugli e fiori. La vita stessa è nel colore e con la vita anche il lavoro e la fantasia degli uomini.

SALVO MONICA

...il divino, come forma assoluta di perfezione cui può tendere l'uomo; il riscatto della sofferenza attraverso l'inserimento del dolore umano nel grande fuoco di purificazione nel quale s'immerge lo spirito eletto. La strada che conduce a questi due esiti è quella tracciata dai grandi pittori del passato: estetica! La bellezza formale, la grazia espressiva, la forza evocativa non sono altro che i vagoni di un treno estetico che ci consente di avvicinarci al divino.

ORESTE PUZZO

Sapienza come saggezza ed eleganza ma anche come introspezione e contorcimento, come spasimo dell'esistenza. Sapienza gravida di passione esistenziale e di mistica sacralità (emblematica è la Crocifissione); sapienza come perfezione formale e cromatica; sapienza come dimensione in cui egli pone la sua vita e la sua arte.

TURI VOLANTI

In Volanti invece la natura non è diversa o divisa dalla vita, dalla realtà umana; tutto si plasma e si compone in un miscuglio, in un impasto unico, e il tempo si scandisce sui movimenti di questa texture policroma. Assistiamo a un processo di umanizzazione della natura, che non è il teatro o un apologo della vita dell'uomo, ma la vita stessa dell'uomo, che s'identifica quindi con la sua storia,] corpo caduco che si sgretola e corrompe, eroso dai suoi grandi sommovimenti fisiologici .

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