Getulio Alviani / Dettaglio evento

Nato a: Udine Italia



Getulio Alviani

Dal sabato 06 maggio 2006
al martedì 31 ottobre 2006

Orari:
mercoledì, venerdì e sabato 16.30/19.30
Per visite su appuntamento chiamare negli orari di apertura.
Gli artisti correlati Getulio Alviani

Comunicato stampa evento: Getulio Alviani

Getulio Alviani nasce ad Udine nel 1930. La sua prima mostra personale viene allestita presso la galleria Mala di Lubiana, siamo nel 1961, e segna l’inizio di un percorso di ricerca visuale sorprendente, rigorosissimo sul piano teorico ed estremamente preciso negli sviluppi formali. La sua propensione al rigore progettuale dell’opera, che gli proviene anche da una attitudine caratteriale, lo avvicina al clima artistico che in quegli anni si sta sviluppando, determinando una delle sostanziali svolte estetiche degli anni sessanta: l’arte programmatica e cinetica di cui Alviani è tra i primi e più lucidi esponenti.
La sua curiosità è onnivora, sistematica ed ordinatrice, formatasi a contatto con il mondo dell’industria dell’ingegneria e dell’architettura..
Osserva la luce in quanto fattore dinamico ed in seguito la sua ricerca si rivolge alle superfici di acciaio e di alluminio e si formalizza nelle note “Superfici a tessitura vibratile”: le strutture, uniche o moltiplicate modularmente, mutano grazie alla fresatura, all’incidenza della luce e all’angolazione visiva. Nel 1967 presenta “ Rilievo a riflessione ortogonale”: un vero e proprio pavimento a moduli quadrati di acciaio inox specchiante, in cui le vibrazioni orizzontali si alternano a quelle verticali; camminare su una superficie variabile, specchiandosi nella propria immagine, crea infatti squilibrio e disorientamento nello spettatore.
La ricerca di Alviani è da sempre inquieta e polidirezionata ed approda anche nella creazione di tessuti
“ positivo-negativo”, disegnati nel 1963 per Germana Marucelli, che sono in assoluto i primi abiti “op” mai realizzati.
Il senso del suo lavoro è da sempre nei capovolgimenti, nei ribaltamenti, nelle inversioni, negli opposti, nei contrari, nelle antitesi, nei positivi e negativi.
Alviani è un artista legato da lungo tempo alla città di Pescara e negli anni settanta collabora con le gallerie di Mario Pieroni e Lucrezia De Domizio; così ricorda questa esperienza «[…] le cose non nascono per forza nei grandi centri dove le situazioni sono adatte […] Mario Pieroni decise di fare delle edizioni con opere di grandi dimensioni, io feci un grande pavimento di acciaio e a questa serie di edizioni fu dato il nome “ dal mondo delle idee”». Inoltre a Pescara ha partecipato a due edizioni di Fuoriuso: “Opera prima” e “Caravanserraglio”.
La mostra allestita a Vistamare pone attenzione sia alla dimensione ambientale del lavoro di Alviani – attraverso la costruzione di due sculture che sottolineano l’alternanza tra positivo e negativo, sfruttando anche il movimento del materiale metallico a lui più caro e congeniale: l’alluminio – sia alla ricerca sulla sintesi tecnica tra luce e dinamismo in opere dal formato più tradizionale.
Tra le sue principali mostre ricordiamo la partecipazione nel 1964 a “ Nouvelles Tendences” al Palazzo del Louvre di Parigi e nel 1965 a “ The responsive eye” al MOMA di New York che acquista alcune opere che entrano a far parte della collezione permanente.
Nel 1968 è invitato a Documenta 4 a Kassel. Dal 1981 al 1985 dirige il Museo d’Arte Moderna di Cludad Bolivar in Venezuela.
Prende parte più volte alla Biennale di Venezia (1984,1986 e 1993). Nel 2000 è curata una sua rassegna di grafica dalla Galeria Bielska BWA di Bielsko-Biala e sue mostre personali sono state ospitate a Chelm (1994), Cracovia (1996), Napoli (1998), Düsseldorf (2000), Bologna, Piacenza (2001), per citarne alcune. Nel 2002 è alla Biennale di Buenos Aires e nel 2004 a Milano alla triennale, nello stesso anno espone alla Kunsthaus di Graz e al Palazzo delle Papesse.
Nel 2004 gli viene dedicata un’antologica dal Museo di arte moderna e contemporanea di Bergamo.


Getulio Alviani

Artista tra i più significati a livello internazionale per tutti gli anni sessanta e inizio settanta quale protagonista di quella corrente artistica che è stata indicata di volta in volta con i nomi di Optical Art, Arte Cinetica, Arte Programmata. La sua è una ricerca che si attiva tra materia e luce, forma e spazio con la produzione di opere astratte realizzate con la molatura di materiali metallici come l’acciaio e l’alluminio, opere dalla superficie cangiante che si definiscono e ridefiniscono a seconda del movimento dello spettatore, ma anche con colori, tele. Con queste opere Alviani raggiunge già agli inizi degli anni sessanta la notorietà internazionale, partecipando da allora a numerose mostre personali e collettive come Documenta a Kassel e a varie edizioni della Biennale di Venezia; ma va altresì sottolineato come egli sia uno dei pochi artisti italiani a poter vantare di aver esposto in tre diverse occasioni nel tempio dell’arte moderna e contemporanea, il MoMA (Museum of Modern Art) di New York, partendo dalla mitica “The responsive eye”, del 1965 a quella delle “Nuove acquisizioni” dell’anno successivo e infine a “Open Ends” del 2000, mostra in cui il MoMA espone una selezione dei più significati 150 artisti del secondo dopoguerra.
Fin dagli inizi Alviani pensa e pratica un’arte e un’idea dell’arte fondata sull’analisi sistematica dei fenomeni percettivi, ricercando una loro base scientifica e oggettivamente verificabile, pensando l’arte come scienza esatta e, pertanto, non soggetta a libere e soggettive interpretazioni. Un’arte intesa sostanzialmente come progetto rigoroso. In tal senso Alviani dà concretezza a “idee le cui opere sono verifiche fenomeniche, verifiche costruttive” consapevole che tutto è fisica e chimica e non letterarietà, metafora. Perciò sulle sue opere e su quelle dei suoi compagni di strada non viene richiesto di farsi un’idea, in quanto ti viene sollecitata, perché anche lo spettatore deve avere la chiarezza del problema posto dentro l’opera: progressione, distorsione, riflessione, complementarietà. Nel suo essere arte e vita tutto si compie come 50 % e 50 %, “Perché è l’ottimale… e poi quando si lavora su archetipi non hai mica molte cose; hai la linea retta e la linea curva e con questo ho costruito tutta la mia vita.” E che pertanto è la sua arte.

Giacinto Di Pietrantonio



Opening 6 maggio 2006 ore 18.30.
dal 6 maggio al 31 ottobre 2006

Vistamare
Largo dei Frentani 13
65127 Pescara
t/f 085/694570
http://www.vistamare.com