Giampiero Poggiali Berlinghieri

Giampiero Poggiali Berlinghieri
Nato a: Firenze Italia

Giampiero Poggiali Berlinghieri - Documentazione

Nato a: Firenze Italia

nasce a Firenze il 17 luglio 1936. L’esordio della sua attività artistica è del 1968 e segna il termine di un'accelerata fase di ricerca e di formazione autodidatta, con la prima mostra personale presso la Galleria Inquadrature di Firenze. Curata da Nicola Micieli, esce per le edizioni Pomo d’Oro di Padova la sua prima monografia Poggiali opere 1972-1986 . Per La Casa Usher, con testi di Rolando Bellini e Nicola Micieli, esce nell’ottobre del 1991 la monografia Poggiali-opere 1987-1991 e nel 1993, per le edizioni ArteStudio 53, con testo di Michel Pierre e una poesia di Teodolinda Coltellaro Il sogno progettuale della poesia. Nello stesso anno realizza presso le officine Poggi di Corsalone (AR) la sua prima grande scultura Ares di acciaio inox. La sua ricerca e la sua opera finiscono per svilupparsi per cicli tematici e formali. Sin dagli anni Sessanta, Poggiali nei suoi primi paesaggi sintetici rivisita il Secondo Futurismo e s'immerge nel clima della Pop Art italiana, esperienze poi risoltesi nel ciclo Adesivi 1972-75. Ha in seguito affrontato i temi Nuovi racconti 1976-77, The new space 1978-80, Structural dream 1981-82, Germogli & G.E.R.MO.G.L.l. 1983-85, Phisis 1985-86, con opere nelle quali era costante l’attenzione al problema dello spazio. Spazio immaginato e rappresentato mediante architetture fantastiche e strutture geometriche. Spazio che gioca come elemento costitutivo della forma astratta. Queste esperienze sono state documentate nella monografia Poggiali - opere 1982-1986. In seguito, con Impronte di memoria 1987-88, Eclissi 1988, Orizzonte degli eventi 1989, Translation 1990-91, Virtuale 1992-93, Complexity 1993, Bona Dea 1994, Simposio 1995, Senza titolo 1996, e Montagne 1998, ha elaborato opere ed installazioni intese come concezione dello spazio non più solo rappresentato, ma cercato nella fisicità dell’ambiente: spazio d’inserimento dell’opera e luogo dell’azione dell’opera stessa. I volumi Poggiali opere 1987-91 e Il sogno progettuale della poesia documentano una parte di queste fasi, completandole poi con il volume monografico a cura di Pierre Restany Poggiali sculture e installazioni 1969-1995 edito dal Museo Civico di Taverna. Nel 1997, edito da LoGisma, esce l’opera multimediale interattiva Delfo: una pinacoteca virtuale di oltre 300 immagini di quadri sculture installazioni e cinque video, accompagnate da musiche elettroniche originali appositamente composte. Opere di Poggiali trovano posto in collezioni museali pubbliche e private. Un suo autoritratto fa parte della raccolta degli autoritratti della Galleria degli Uffizi. Gli anni Ottanta, con l’allestimento di due importanti esposizioni, nell’88 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nell’89 a Palazzo Strozzi di Firenze, segnano due momenti antologici dell’attività dell’artista. Gli anni Novanta, con l’installazione Simposio del 1996 al Museo Marino Marini, patrocinata dal Comune di Firenze, e con l’installazione Delfo del 1997, promossa dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, segnano l’approdo delle opere di Poggiali in grandi spazi pubblici. Il 1999 si apre e si conclude con una serie di manifestazioni che l’artista dedica al Comune di Sesto Fiorentino. Da marzo a maggio Poggiali espone presso la Villa San Lorenzo al Prato cui fa seguito l’inaugurazione del monumento Pegaso di acciaio policromo, alla presenza del Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Firenze, Antonio Paolucci, infine la collocazione della scultura di bronzo e vetro Tom in via Verdi all’angolo con piazza Ginori. Nel 2002 è invitato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, dove realizza una grande installazione in omaggio a Pinocchio. Nello stesso anno il Consiglio Regionale della Toscana lo invita a Palazzo Capponi Covoni di Firenze dove espone l’installazione Firenze ti @mo.