Dal 18 Marzo al 9 Aprile la Galleria Elleni presenterà una selezione di lavori dell’artista Gian Paolo Tomasi.
La mostra farà perno su alcune opere dedicate alla città di Bergamo, reinterpretate e filtrate dall’obbiettivo stravolgente di Tomasi.
Torna la combinazione visuale tra antico e contemporaneo, tra un vedutismo di intelligenti citazioni e una serie di cortocircuiti dal cuore attuale e dalle prospettive sempre più aperte.
Dopo il primo ciclo interamente dedicato a Venezia, il grande lavoro per la XIV Quadriennale (GnaM di Roma) e altre sperimentazioni sulle città storiche italiane, Tomasi continua le sue ricerche figurative sui temi capillari del paesaggio e sulle questioni, altrettanto complesse, del ritratto.
MORDERE LE NUVOLE
di Omar Edoardo Pedrini
Gli esperti di sostanze psicotrope(o di fitoterapie) raccontano che non si debba cercare il peyote poiché è lui che trova te.
Non sono "nagual" ma ho la netta sensazione che Tomasi abbia trovato me.
Ciò che provai la prima volta al cospetto di una sua opera era quel retrogusto metallico tipico della segale cornuta, fungo parassita dei cereali, o dell’ LSD se preferiscono. Chi ama la psichedelia (da Hendrix a Castaneda a Jodorowski) non avrà difficoltà a comprendermi se sintetizzo in "mordere le nuvole " l'emozione di quell'attimo infinito. Giovane(?)Dante(?)accompagnato da Francesco Caprini Virgilio nei gironi infernali di MI ART passeggiavo spensierato finché la mia guida pontificò : "Devi vedere Tomasi! ti piacerà". Aveva ragione. Dovevo. Dovremmo.
Come in ogni periodo di decadenza avvertiamo bisogno di restaurazione, nella Milano di inizio millennio il rigurgito neoclassico, il senso del bello, le visioni settecentesche e le riletture vedutiste del Tomasi appagarono pienamente quell'esigenza placando il vuoto caotico che le precedeva. Nei labirinti della grande fiera il rigore e l’eleganza uccisero il festoso frastuono regalandomi un incanto che dura tuttora. Poi, ad uno sguardo più attento si offrirono come elementi dell’inconscio (collettivo o di disturbo?) oggetti del nostro tempo catapultati nella tela, nel passato. Elicotteri sul colosseo e automobili in piazza S.Marco nella visione del Canaletto. Più che un'emozione, uno stato di coscienza. L’acido entrava nella sua fase finale. Sentii una melodia, perché è un compositore Tomasi. La netta sensazione di ascoltare i Pink Floyd. Una sinfonia rock. Eppoi quegli oggetti volanti non erano forse parenti dei maialini sospesi della cover di Animals?
Poi ho conosciuto Gian Paolo, uomo squisito. Poi nella "bottega" milanese il fratello Roberto, l’occhio che guarda. Un alter ego, credo, l’emisfero destro complementare all'altro. DIGITAL TWINS. Molto Cronenberg,anche. Poi la dolce Roberta, parte spirituale della faccenda. Andammo a cena a casa loro, sul lago. Elenoire era felice e ridevamo cenando al cospetto delle acque quando mi addormentai profondamente. Mi svegliai che la corrente aveva spinto a riva uno strano tronco d'albero e Tomasi lo mostrò a tutti, era a forma di croce ed ebbe un'idea.......
…ma questa è un'altra storia.
Breve biografia
Gian Paolo Tomasi nasce a Milano nel 1959. Nel 1988 ha brevettato il “Phototransfer”, innovativo processo di stampa fotografica. Ha stampato per maestri della fotografia come Franco Fontana, Mario Giacomelli, Oliviero Toscani, Fabrizio Ferri, Giovanni Gastel ma anche per stranieri come Irving Penn, Richard Avedon e Annie Leibovitz. Nel 2000 ha realizzato per GQ le prime sette modelle virtuali che poi ritroveremo nella campagna di Extè. Ha lavorato per aziende, multinazionali e case editrici. Dal 2001 inizia il suo progetto artistico attorno ad una serie di paesaggi digitali. Ha partecipato alla XIV Quadriennale di Roma, al 1° FotoFestival Internazionale di Fotografia a Brescia, al progetto itinerante “plot.@rt.europa ” e alla “Cow Parade” di Firenze. E’ stato finalista alla seconda edizione del Premio Celeste.
Vive e lavora tra il lago Maggiore e Milano.
Gian Paolo Tomasi agisce dentro l’archivio enciclopedico della memoria individuale. Entra come un bug silenzioso e perforante, seleziona il punto di rottura ed immette il suo spostamento minimo rispetto al vero. L’opera diviene un nucleo mimetico di simulazioni sovrapposte dove perdi e riacquisti prospettive, riconosci e confondi riferimenti, in bilico tra quel che è e quel che appare. I suoi paesaggi sono archetipi iconografici in cui qualcosa ribalta ogni sicurezza e crea la “differenza” (non solo di stile ma di indagine e contenuti). Stessa sorte per le figure femminili (alcune vere, altre virtuali) che mescolano le posture morbide a citazioni dichiarate e oggetti misteriosi, creando una simbologia irrequieta tra antico e contemporaneo. Tomasi agisce al perfetto confine tra l’estetica del chiaroscuro e il flash elettrico dei suoi elementi attuali (squillanti, acidi, impressivi per forma e colori), costruendo il cortocircuito che rende la memoria un ingrediente davvero attivo del presente.
Gianluca Marziani
inaugurazione
sabato 18 Marzo 18:30
sarà presente l’artista
ELLENI gallerie d’arte
via Broseta, 41
Bergamo
tel. 035243667
e-mail
cristiano.calori@fastwebnet.it
Roberta Pizzorno
349/5245841
ufficiostampa@tomasitomasi.com