KROITNIJZ presenta:
x
MOSTRA-MERCATO ARTE
25 GIORNI NON-STOP DAL 3 AL 27 MARZO 2004
DALLE h. 11 DEL MATTINO ALLE h. 11 DI SERA
AKA
VIA DEL PELLEGRINO 128, ROMA
Dal 3 al 27 marzo 2004 lo spazio AKA in via del Pellegrino 128 a Roma ospita X la MOSTRA MERCATO ARTE X EMERGENCY. L’iniziativa è una mostra-mercato con finalità di raccolta fondi per documentare l’attività compiuta nei dieci anni di vita trascorsi dall’organizzazione non governativa in 6 Ospedali, 2 Centri Riabilitazione e 28 Posti di Primo Soccorso dislocati in diversi paesi del mondo per la cura e la riabilitazione delle vittime delle guerre e delle mine antiuomo.
All’interno della galleria temporanea in zona Campo dei Fiori a Roma, viene proposta una selezione di opere di giovani artisti italiani curata dall’Associazione Culturale Kroitnijz.
Gli artisti che hanno devoluto le loro opere a favore di Emergency sono:
Atrium Project, Monica Azevedo, Marianna Bertagnolli, Danilo Bucchi, Alessandra Cassinelli, Andrea Dojmi, Arianna Fumagalli, Maurizio Galimberti, Armida Gandini, Fulvia Mendini, Gianfranco Milanesi, Sandra Virlinzi-Ultrapop, Isabela Stampanoni, Kazaan Viveiros.
Per tutta la durata del Mercato verrà proiettato in galleria il nuovo video L’arcobaleno e il deserto, che testimonia l’impegno di Emergency in Iraq.
Per informazioni
K@WADADAW.COM
3282148864
LISTA ARTISTI:
ALESSANDRA CASSINELLI
SANDRA VIRLINZI-ULTRAPOP
ARMIDA GANDINI
MAURIZIO GALIMBERTI
GIANFRANCO MILANESI
DANILO BUCCHI
ANDREA DOJMI
ARIANNA FUMAGALLI
FULVIA MENDINI
KAZAAN VIVEIROS
ANDREA DOJMI
Andrea Dojmi è un artista romano, classe 73, nei suoi lavori il tempo è inteso come spazio dell’infanzia attraverso la ricostruzione di luoghi rimasti illesi nella memoria. E’ come se ti dicesse: «ora ti restituisco un pezzo di spazio fatto di odori intatti, emozioni di un bambino appena sveglio». Le sue opere riproducono un’araldica immaginaria, colma di segni animali, cerbiatti, marmotte, cervi, conigli, come se tornasse sui luoghi dove andava da piccolo e si potesse sedere in un banco di scuola con il profumo di aghi di pino, schegge di legno, la matematica sui quaderni a quadretti, resina e aria buona, pura, incontaminata.
ALESSANDRA CASSINELLI
E’ il padre Attilio, illustratore di libri per bambini, ad averle trasmesso la semplicità del segno, propria dei disegnatori. Alessandra Cassinelli inizia a dipingere solo per sé qualche anno fa, con l’uso di polveri e terre colorate: nero e porpora di Carloforte, Blu del Marocco, ma anche la ruggine terrosa mescolata all’intonaco bianco trovato a Pantelleria in una bottega di colori. Sono i viaggi a dettare il mood delle opere, nella scoperta progressiva di spazi assoluti dove la Terra sprofonda nelle tele e ne riemerge carica di rinnovata energia.
SANDRA VIRLINZI-ULTRAPOP
La realtà in cui siamo immersi è mutevole, ULTRAPOP racconta le mutazioni in corso e ci invita a condividerle. Assume come materia prima l’immagine fumettistica e fantascientifica, e recupera una dimensione narrativa che sembra riguardare trasversalmente tutta la ricerca contemporanea. Solo apparentemente pittura di superficie e di colore, in realtà ULTRAPOP è una dimostrazione di come da cibi precotti e invitanti confezioni colorate possa nascere e svilupparsi un ultralinguaggio per parlare in maniera eccessiva degli eccessivi stati d’animo di questa nostra ultima generazione.
ARMIDA GANDINI
L’opera di Armida Gandini esaudisce il desiderio di far riaffiorare la nostra memoria più lieve. Un disegno sul fondo determina il primo strato, le foto di famiglia più preziose formano il secondo. Tutto il resto è un intreccio di visioni dai colori pastello che ancorano i ricordi a immagini familiari per tutti e rendono il suo lavoro condivisibile e gioioso. I temi sono semplificati ma contengono una sofisticata articolazione di simboli e riferimenti, l’iconografia è rarefatta e immediata, e ricorre all’uso di parole brevi per indicare titoli di fiabe mai scritte ma possibili. L’immaginario spazia da Pinocchio a Cappuccetto Rosso e Alice nel paese delle Meraviglie, mentre il gioco diventa la scena utile a rappresentare i fantastici mondi a noi tutti necessari. La selezione delle foto di amici e contesti familiari da utilizzare per i suoi lavori contiene una poesia infinita, mentre la sospensione del tempo e la profondità di campo sono amplificati dal distacco dell’immagine sospesa tra due strati di acetato che riflettono un’ombra sul disegno a carboncino e raggiungono l’armonia di intenti nell’esito finale, evocante un’età felice e spensierata a cui solo l’arte può ricondurci.
MARIANNA BERTAGNOLLI
Marianna Bertagnolli nata a verona nel 1974 e cresciuta in campagna, a 10 anni vola in USA (LA) con un padre studente e poi si stabilisce a Roma. Per assumere la fotografia a mestiere alterna la facoltà di Storia dell’Arte a studi importanti negli Stati Uniti, incluso l’ICP di New York nel ‘96. Oggi lavora come fotoreporter per l’Associated Press, con la sfida di riuscire a raccontare la realta’. Ha ritratto molti personaggi nel mondo musicale e moltissimi turisti come un’osservatrice instancabile verso mete sparse nel pianeta: canada-giapponecina-taiwan-malaysia-india-egitto-grecia-turchia-marocco-ucr aina. Infiniti viaggi specializzano il suo lavoro di reportage, mentre la sua produzione più lieve consiste in una serie di LIGHTBOX in ferro battuto come se fossero illuminati dai frame delle sue foto stampate in tiratura limitata in vari formati.
DANILO BUCCHI
Danilo Bucchi nasce a Roma il 22 luglio 1978. Consegue il diploma di Liceo Artistico. Le sue prime opere sono state già esposte presso: Mostra organizzata da ³Telethon² (1999); Mostra presso il Museo Comunale di Roma (1997) oltre a numerose partecipazioni in mostre collettive. Gli oggetti raffigurati da Danilo vengono riprodotti sulla tela con tecniche miste, forme fantasiose modellate dall’artista direttamente con le mani, materiali vivi estratti dalla natura, come le foglie la carta, le sabbie. Gli oggetti prendono vita e forma dall’utilizzo di materiali come gesso, siliconi, malte e smalti.
GIANFRANCO MILANESI
Un processo creativo a levare che parte dal suo opposto, sovrapponendo strati di cera bollente: prima il nero che disegna poi la paraffina biancolatte a ricoprire tutto. Da qui ha inizio la fase inversa del levare: la tavola viene rasata lentamente per scoprire l’opera. Gianfranco Milanesi esplora spazi urbani, talvolta underground, volti e dettagli di interni abitati dentro cui sottolinea le tracce di un passaggio recente quasi fossero la location di un film appena girato.
FULVIA MENDINI
Non è una riproduzione dal vero, ma ne conserva la medesima tensione, segno del bisogno di riflettere concretezza e quotidiana pace. E’ invece un giardino incantato, il cui estensore sogna di disegnarne le orchidee en plein air e ottiene al suo posto lo sbocciare di una natura vitaminica, eccessiva, caleidoscopica e per nulla terrena, dall’aspetto piuttosto simile a quello di piante carnivore e creature spaziali.
L’ispirazione primigenia sono le icone russe per cui Fulvia Mendini confessa un debole. La seconda fonte da cui l’artista attinge sono i metodi ornamentali tradizionali a cui si deve l’uso deliberato del colore. L’esito finale è una divertita reinterpretazione di motivi tipicamente indiani, brillanti e festosamente sovraccarichi nei toni e negli accostamenti come lo sono gli originali.
Siamo al cospetto di un erbario fantastico, composto da sedici acrilici su legno. Prima di invitarci a scoprire le preziosità figurative dei cromatismi, i segni stilizzati delle tavole riportano per un momento al segno grafico bidimensionale che è il terreno di gioco di Fulvia Mendini, attiva dal 1994 nell’Atelier Mendini dove, accanto alla grafica, ha maturato una grossa esperienza in un campo altamente privilegiato dello studio, quello della decorazione. A questo dato si aggiunga un’adorazione per le nature morte e una costante applicazione nella lavorazione di motivi simili a quelli di giardini arabi o delle corti di maraja indiani. Il tema ricorrente dei fiori nasce da un’autentica passione, la stessa da cui sorge l’esigenza di creare una personale semantica della Botanica, intesa come realtà parallela immersa in fondali marini di fiaba.
ARIANNA FUMAGALLI
Arianna parte dall’idea di collezionare e manipolare. Il suo percorso è istintivo e non ragionato, sospeso nel viaggio ideale di una memoria incerta ma capace di restituire con la sua lettura ciò che ricorda di aver visto. Fossili di legno, vecchie fotografie in bianco e nero trovate in un baule alla fine di un mercato, chincaglierie, stralci di carte e pagine consunte, oggetti di ferro, ruggine e latta, minuterie metalliche: tutto può assumere una dimensione originale per raccontare luoghi e personaggi realmente esistiti, ma qui riveduti e corretti dal tempo che scorre e ci lascia interpretare un orizzonte solo per noi parziale, con il piacere di scoprire un continente inedito colmo di personalissimi sogni. L’esito del lavoro di riciclaggio artistico si traduce in poesia pura e divertita funzionalità.
KAZAAN VIVEIROS
Kazaan Viveiros vede il mondo con occhio neutro e tutto il clamore tecnologico di cui è pervasa l’arte contemporanea viene ovattato dai suoi segni senza pixel, coraggiosamente selvaggi, dentro cui si racconta molto altro, in modo da dilatare il tempo senza impedire che le cose accadano. Kazaan Viveiros, classe 69, nasce come illustratrice a New York e da qualche anno è sempre più attenta a dipingere e ad esplorare luoghi e oggetti che diventano simboli di un movimento del pensiero di chi intende recuperare il passato per godersi meglio il presente.
Ispirata dall’opera di Robert W. Kelly l’artista lascia convivere sul medesimo supporto una pittura complessa e una astrazione leggera, che si manifesta attraverso la sospensione di più forme narrative, colme di connessioni ad altri significati e simboli più intimi ma gioiosamente celebrative di un percorso che è solo dell’autrice. La stesura sapiente degli acrilici su legno sottile, di piccolo e grande formato, coabita l’erosione della stessa superficie lignea, celebra lo scorrimento del tempo attraverso i numeri smaltati e racconta l’evoluzione della specie dentro assemblaggi di figure animali. Il suo lavoro comunica il passaggio di esperienze appena accennate e conoscenze profonde, senza inquinamento, indispensabili e facoltative, determinate solo dalle nostre scelte. L’esito è tradotto nel titolo EVOLUTION, dove elementi naturali e animali condivisi negli inserti di carte, fotografie e numeri vengono soltanto sussurrati, per lasciare a ciascuno la possibilità di crescere e proiettarvi in fondo ciò che vuole.