Gianfredo Camesi / Dettaglio evento

Nato a: Cevio Svizzera



GIANFREDO CAMESI - Chemin du corps 24 – 24

Dal Tuesday 10 February 2004
al Saturday 06 March 2004

Gli artisti correlati Gianfredo Camesi

Comunicato stampa evento: GIANFREDO CAMESI - Chemin du corps 24 – 24

GIANFREDO CAMESI
Chemin du corps 24 – 24
31 giorni all’Istituto Svizzero novembre-dicembre Roma 1998


Durata mostra: 10 febbraio – 6 marzo 2004
Orari: lunedì-sabato 14.00-18.00, ingresso libero
Luogo: CCS - Centro Culturale Svizzero
Via Vecchio Politecnico 1/3 (P.za Cavour) - Milano
Inaugurazione mostra: martedì 10 febbraio ore 18.30, interviene Claudio Guarda
Mostra a cura di: Gianfredo Camesi

Documentazione fotografica: Gianpaolo Minelli

In mostra: installazione/mostra di N.31 lavori su carta formato cm. 40,5 x 65,5; N.2 tele cm. 210 x 131 e cm. 131 x 131.
Ogni giorno un percorso, ogni giorno una traccia, ogni giorno un disegno.
L’opera si esprime sottoforma di un diario giornaliero tenuto a Roma nell’arco di un mese, durante il quale l’artista, attraverso dei segni e dei gesti ripetuti, vale a dire riattraversati ogni giorno, si interroga sul senso dell’esistere e del nostro rapportarci al mondo.
Tema di fondo è la vita come viaggio, interrogata tutti i giorni, attraverso tre gesti esemplari: imprimendo su una tela le impronte dei suoi piedi in movimento.
Accompagnano la mostra N.30 immagini fotografiche di Gianpaolo Minelli, stampate su foglio unico montato su forex, che illustrano in sequenza il percorso dell’artista Gianfredo Camesi.



Gianfredo Camesi
Pittore, è originario di Menzogno, nasce a Cevio, Svizzera, nel 1940, attualmente vive tra Colonia e Menzogno. Negli anni ’50 inizia come apprendista dall'architetto Pisenti a Locarno, dal ‘60 al ‘74 vive e lavora a Ginevra, nel 1970 è invitato ad Amsterdam, ospite degli atelier dello Stedelijkmuseum. Nel 1973 rappresenta la Svizzera alla XII Biennale di San Paolo in Brasile. Dal ’74 al 76, soggiorna per lavoro prima a Blankenstein, in Germania, poi a Bages, nel Sud della Francia, infine si trasferisce a Fontenay-aux-Roses vicino a Parigi. Nel 1980 apre il suo atelier al n.1 del passage Rauch nell’XI di Parigi. Nel 1982 soggiorna in Umbria vicino a Perugia, e nel 1987 a Tokio, nell’ambito del programma “Artisti svizzeri residenti in Giappone”. Nel 1997 si trasferisce a Vienna e nel 1998 soggiorna nell'Istituto Svizzero a Roma.
Alle opere di Camesi sono state dedicate numerose mostre, tra le quali: nel 2002/2003
“Vacuité” alla Neue galerie der Stadt Linz, Linz, “Vacuité terrestre“ a Magliaso (Lugano) alla Galleria Officinaarte, “Genesi di un processo creativo” a Villa dei Cedri, Bellinzona. Nel 2000 “Spazio, misura del tempo” al Museo di Vallemaggia, Cevio. Nell’ 1989 e nel 1987 ha
esposto alla Galleria Dabbene di Lugano, nel 1998 al Manoir de la Ville e Fondation Luis Moret, a Martigny, nel 1997 espone “Vacuité” alla IV Biennale SPSAS d’arte all'aperto di Cureglia. Nel 1994, espone “Vacuité” al Kunstmuseum di Berna, la retrospettiva “1959-1994” al Tal Museum di Engelberg e Musée d’art et d’histoire di Neuchâtel. Nel 1988 espone l’installazione “Lambda”, che aveva esposto l’anno prima al Meguro Museum of Art di Tokyo, al Centre culturel suisse di Parigi. Nel 1986 espone “Cosmogonie 0-10, Théâtre des Signes” al Kunsthalle di Mannheim e al Museo Rath di Givevra. Nel 1973 rappresenta la Svizzera alla XII Biennale di San Paolo. Nel 1971 espone allo Stedelijkmuseum di Amsterdam. La sua prima personale è del 1965 al Museo Rath di Ginevra.


Gian Paolo Minelli
Nasce a Ginevra, Svizzera nel 1968, dal 1999 vive e lavora a Buenos Aires/Argentina.
Inizia il lavoro di fotografo dopo una serie di work shop con autori del calibro di Gabriale Basilico, René Burri, Francesco Radino e Alberto Flammer. Benchè molto giovane, ha partecipato con i suoi lavori a numerose collettive già a partire dal 1991. Gli sono state dedicate ben 10 personali tra le quali: nel 2004 la mostra “Cárcel de Caseros 2000_2002” è stata esposta al Dabbah Torrejón arte contemporáneo di Buenos Aires, alla Galeria Bernhard Bischoff di Thun e al Museo de Arte Moderno MAMBA, Buenos Aires. Nel 2002, la mostra “ACQUA” al Centro d’ Arte Contemporanea Ticino CACT, Bellinzona, nel 2001 ha esposto alla Fotogaleria San Martin di Buenos Aires e nel 2000 la mostra “Minelli & Repetto” alla Galleria Leonardi – V – idea di Genova.
Ha ricevuto numero si premi, tra i quali: la Menzione d’onore per “Che c’è di nuovo” al Museo Cantonale d’Arte di Lugano, il Premio Concorso Federale Arti Applicate dall’Ufficio Federale della cultura di Berna, il “Werkjahr 2002” della Fondazione UBS per la Cultura di Zurigo.



Gianfredo Camesi: 24 novembre - 24 dicembre: un soggiorno a Roma di 31 giorni

Testo di Claudio Guarda

Ogni giorno un percorso, ogni giorno una traccia, ogni giorno un disegno.
L’opera che qui si presenta si esprime sottoforma di un diario giornaliero tenuto a Roma sull’arco di un mese, durante il quale l’artista, attraverso dei segni e dei gesti ripetuti, vale a dire riattraversati ogni giorno, si interroga sul senso dell’esistere e del nostro rapportarci al mondo. Tema di fondo è la vita come viaggio e interrogazione che egli pone in atto, tutti i giorni, attraverso tre gesti esemplari: imprimendo su una tela le impronte dei suoi piedi in movimento, nella loro fisicità individualizzata: segno di un corpo che è materia peso e direzionalità dentro il flusso del vivere; recandosi poi a piedi fino alla Posta (contatto e comunicazione) e inviando una cartolina riproducente essa stessa i suoi piedi in cammino; tracciando da ultimo, su un foglio convalidato giorno per giorno dalla Posta, una serie di linee orizzontali decrescenti verso l’alto: segno di un orizzonte lontano che ci sta davanti verso il quale si guarda e tutti si cammina.
Chemin du corps – un tema già sviluppato da Camesi nei decenni passati – torna a proporsi qui sottoforma di un’amplificazione progressiva – a onde concentriche – di temi e concetti che partendo dal singolo nella sua individualità sia fisica che spazio-temporale, si allargano poi ai temi della socialità e della storia, e concludono infine – come interrogativo e tensione –
su una dimensione che va oltre il contingente ed il finito, per affacciarsi sull’infinito come sentimento e bisogno connaturati dentro l’animo umano.

© ArsValue srl - P.I. 01252700057