Gianni Dova / Dettaglio evento





Gianni Dova

Dal giovedì 08 maggio 2008
al sabato 19 luglio 2008

Orari:
mar/sab h. 10.30/14.00 - 15.00/19.00; lun h. 15.00/19.00
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Comunicato stampa evento: Gianni Dova

“Sono fermamente convinto che arti ed artisti vivranno finché vivrà l'Uomo. Potrà darsi, forse, che cambieranno i mezzi di espressione degli artisti. Quando l'umanità sarà molto avanzata nella sua evoluzione, potrà darsi che il pittore, anziché dipingere un quadro lo pensi soltanto e che il pubblico captando il suo pensiero ne goda come se lo vedesse; però se ci saranno creatori ci saranno sicuramente anche amatori dell'opera d'arte” ( Gianni Dova)

A più di quindici anni dalla scomparsa di Gianni Dova (Roma,1925- Rigoli, 1991) la Galleria Il Castello dedica una significativa retrospettiva al maestro milanese. La mostra organizzata da Adriano e Marcello Conte corona il lungo rapporto intercorso tra Dova e il gallerista Guido Conte, amico del pittore e a lui vicino per lungo periodo. L’esposizione intende presentare al pubblico una rassegna di opere pittoriche che rispecchiano sensibilmente le differenti fasi della produzione doviana in un arco cronologico che va dai primi anni cinquanta agli inizi degli anni ottanta. Un trentennio cruciale, quello preso in considerazione, che vede l’adesione del giovane artista al Movimento dello Spazialismo di Lucio Fontana, la precoce avventura internazionale nell’ambito del tachisme teorizzato da Michel Tapié nei primi anni cinquanta, il superamento della fase sperimentale connotata da un automatismo di natura surreale verso la ricomposizione di un’immagine figurativa, fino all’infittirsi di un immaginario totemico nei primi anni sessanta; la mostra testimonia questi e nuovi passaggi con opere pittoriche di alta qualità, tra cui alcune testimonianze inedite.
Sono esposte, tra le opere degli anni ’50, l’importante Relitto sulla sabbia (1951); soluzioni spurie, non solo di nitido immaginario marino, ma anche di stratificazioni quali Nucleare (1951); il notevole esempio di Pittura spaziale (1952) esposto al Naviglio nel 1952, che rivela uno spessore di ricerca, come è stato da più parti notato, rivolto alla pittura fiamminga e il Nucleare (1953), che sedusse Michel Tapiè in quell’estate del 1952 , immortalato con Dova in preparazione dell’esposizione veneziana, al punto da inserire l’artista in quella che si potrebbe definire la “bibbia” dell’informale, ovvero Un Art autre, edito a Parigi proprio quell’anno.
Emblematici, tra le opere presenti, i capolavori presentati alla Biennale di Venezia del 1962, di straordinario effetto spiazzante e ambiguo come Uccello (1958) o Sahara (1962): nel primo, che reca le tracce di toni rossi surreali e qualche asprezza di profili taglienti, anche se ormai rarefatti, l’elemento protagonista campeggia entro una spazialità siderale, divenendo icona perentoria in tutta la sua diramata presenza; nel secondo, frutto di una maturazione cromatica che conduce l’artista a una sorta di monocromia di terre più morbide, a verdi cupi, appare chiaro come il passaggio a strutture più elementari abbia spinto il maestro a seguire da vicino le forme di natura.
Accompagna la mostra un bel catalogo (Skira) che intende proporre una riflessione sulla pittura di Dova, con un saggio scientifico di Paolo Campiglio, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Pavia, corredato da un apparato iconografico a colori e schede tecniche relative alle opere riprodotte: il volume presenta infatti materiali inediti, testimonianze fotografiche e apparati biografici e bibliografici aggiornati.

PRESENTAZIONE
La galleria Il Castello nasce nel 1964 a Milano. Fondata da Guido Conte in via Ciovasso, si occupa da subito dei più noti artisti del panorama artistico italiano e internazionale del 900 fino al dopo Guerra.

Dopo essersi trasferita nel 1968 nell’attuale sede storica di via Brera 16, la galleria promuove la sua attività in relazione al periodo artistico di Corrente intessendo relazioni che vanno al di là degli interessi professionali per trasformarsi sempre più spesso in rapporti di sincera amicizia con personaggi quali Brindisi, Carena, Dova, Guttuso, Lazzaro, Migneco, Morlotti, Peverelli, Rosai.
La galleria organizza mostre tra le quali si ricordano quelle dedicate a Ottone Rosai (1968 e 1973), Filippo De Pisis (1968), Felice Carena (1969), Felice Casorati (1970), Victor Vasarely (1973), Ardengo Soffici (1979), Mario Sironi (1980) e Walter Lazzaro (1991).
In seguito a queste manifestazioni vengono editi dalla galleria i cataloghi per la promozione degli artisti tra cui spiccano anche la prima monografia di Ottone Rosai uscita nel 1973 e il primo volume del catalogo generale delle opere di Giuseppe Migneco del 1975.
Alla fine degli anni ‘80 i figli di Guido Conte, Adriano e Marcello, iniziano a occuparsi dell’attività e nel 1993 costituiscono la società Il Castello Arte Moderna e Contemporanea. Nello stesso anno viene organizzata la mostra dedicata a Crippa, Dova e Fontana. Negli anni successivi, tenendo fede alle scelte e all’attività paterna ma ampliando nel contempo l’interesse della galleria verso artisti informali dell’Avanguardia, Il Castello organizza le personali di Mark Kostabi (1995), Emilio Tadini (1996), Gianni Dova (1997), Giulio Turcato (1999), Roberto Crippa (2000), Ennio Morlotti (2002), Piero Dorazio (2003) e Piero Gilardi (2004).
Da anni la galleria raccoglie in un proprio archivio le opere del maestro Gianni Dova; in modo particolare si occupa del periodo noto anche criticamente come quello “degli smalti”, dipinti ad olio realizzati principalmente negli anni tra il 1955 e il 1970.

Nel 2000 Il Castello apre una sezione dedicata interamente all’arte Contemporanea e rivolta a giovani artisti di livello quali Alfonso Bonavita, Willy Verginer, Matteo Pugliese, Sergio Fermariello, Agostino Ferrari e Piero Gilardi.

Inaugurazione giovedì 8 maggio 2008 ore 18.00

9 maggio - 19 luglio 2008

Ufficio Stampa
Laura Canepa
canepa.laura@gmail.com

IL CASTELLO Arte Moderna e Contemporanea
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