Gianni Moretti / Dettaglio evento





Gianni Moretti - Settantasette centesimi

Dal martedì 15 luglio 2008
al venerdì 29 agosto 2008

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Comunicato stampa evento: Gianni Moretti - Settantasette centesimi

A cura di Martina Cavallarin

Martedì 15 luglio alle ore 18.30 la Galleria Michela Rizzo inaugura la mostra Settantasette centesimi di Gianni Moretti a cura di Martina Cavallarin, presso la Project Room di Calle degli Albanesi 4254, Venezia.
Settantasette centesimi è un lavoro sull’affastellamento e sulla bulimia, sull’aggiunta continua e sulle grandi ceste da cui attingere senza tregua.
Su ogni tessuto trovato a pochi soldi si apre una porta. Non c’è perdita, tutto è lì, ogni frammento è al massimo scivolato giù ma non dimenticato.
Con questa mostra l'artista ha abbandonato i materiali noti e gli esercizi conosciuti per allargare il recinto. L’intenzione rimane la stessa, raccontare il suo modo di sentire il corpo come la palestra dell’incerto, dell’equilibrio mai del tutto raggiunto e della perdita in agguato.
La scommessa che ogni volta fa vibrare il piano su cui poggia il lavoro è probabilmente comune alla quasi totalità degli artisti, o almeno Moretti vorrebbe che fosse così. Pensare ed esercitarsi a presentare qualcosa che metta in discussione innanzitutto se stessi, che spazzi via il noto (ma non ciò che da questo è stato appreso) per riportare l’artista, prima di tutti gli altri lui, sopra una tavola che slitta su dei cuscinetti, mille sfere di metallo che garantiscono al massimo la caduta, mai l’equilibrio.
Moretti ha voluto esercitarsi nuovamente sul racconto della difficoltà ad immaginare un corpo fatto di materia forte. Il corpo è delicato, è pericoloso e pericolante: è una torre di vetro piena di spifferi ed è impastato di rischio ma l’artista non è ancora riuscito a trovarvi
un senso. Egli vuole mantenere tutto questo nel lavoro almeno fin quando ce l’avrà in testa e prendere a spallate il recinto per aggiungere di volta in volta pezzi nuovi. Probabilmente è questo il senso: raccontare il rischio di cui è intrisa una forma instabile ed esercitare ogni volta il piacere di correrlo, questo rischio.
Pena del rischio è la morte, l’immobilità, lo spreco della vita.
Alla fine anche l’artista è al di qua dal vetro insieme a tutte le altre persone, osserva e si stupisce di quel che succede, e ne prende nota, ed è felice che tutto sia ancora da farsi e dirsi.
Per chiudere ci si aggrappa alla spalla di un grande personaggio, come fanno le scimmiette coi suonatori d’organetto:
Nessuno potrà mai chiederci perché non siamo stati qualcosa di diverso da quello che siamo; ma è probabile che, avanti negli anni, saremo noi stessi a chiederci che cosa abbiamo fatto della vita che ci è stata data. Bene: se l’avremo spesa a proteggerci dagli imprevisti e dai cambiamenti, non riusciremo nemmeno a organizzare una risposta, non
avremo elementi né punti di riferimento, perché sarà come se non ci fossimo avventurati mai sul cammino che porta fuori dal regno dell’illusione verso la vita vera. Se, altrimenti, non avremo speso le nostre energie in una sorta interminabile di surplace, peraltro non
meno faticosa di una corsa, là troveremo una risposta di cui non vergognarci, qualunque essa sia, una risposta che non tradisca il rimpianto di non disporre di un’altra esistenza di ricambio. E’ giusto dire che non sappiamo perché siamo stati messi al mondo, ma certo
sappiamo che non è per guardarci intorno e restare lì senza muovere un passo.
Aldo Carotenuto

Inaugurazione martedì 15 luglio 2008 ore 18.30

15 luglio - 29 agosto 2008

Galleria Michela Rizzo - Project Room
Calle degli Albanesi 4254
Venezia
info@galleriamichelarizzo.net
http://www.galleriamichelarizzo.net/