Gianni Pettena / Dettaglio evento

Nato a: Italia



Gianni Pettena

Dal giovedì 12 aprile 2007
al sabato 28 aprile 2007

Gli artisti correlati Gianni Pettena
Curatori Guido Molinari

Comunicato stampa evento: Gianni Pettena

A cura di Guido Molinari

Anticipando l’apertura della 46° edizione del Salone del Mobile, neon>fdv presenta giovedì 12 aprile 2007 alle 19.00 la mostra personale dell’Architetto o meglio AnArchitetto Gianni Pettena. La mostra è a cura di Guido Molinari, promotore di eventi legati alla scena artistica più attuale. Due opere rispettivamente di Maurizio Mercuri e Riccardo Previdi accompagneranno la mostra personale, ad indicare come esista una forte sinergia tra il clima culturale presente negli interventi di Pettena ed alcuni presupposti progettuali oggi in campo. La mostra si inserisce nell’ambito delle iniziative raccolte sotto la sigla Posti di Vista 07, promosse da FDVLAB -Associazione Laboratori Fabbrica del Vapore- con il contributo e il patrocinio del Comune di Milano - Settore Tempo Libero in occasione del 46° Salone Internazionale del Mobile. Dal 18 al 23 aprile la Fabbrica del Vapore ospita 14 eventi attraverso un percorso artistico-sperimentale tra design, fotografia, video, danza, arte contemporanea e teatro. Cocktail di presentazione della mostra mercoledì 18 aprile alle ore 18.30.

In mostra dunque saranno presentate alcune serie di celebri fotografie di Pettena risalenti al periodo compreso tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Si tratta di immagini che contengono in modi accentuati quelle modalità operative che hanno reso Pettena uno tra i protagonisti di rilievo nel dibattito sull’architettura e sul design contemporaneo. Ma il semplice termine architettura può essere estremamente fuorviante per identificare la sua opera. A caratterizzare i suoi interventi non vi è una prevedibile attenzione al funzionalismo, quanto una personalissima intersezione tra elementi riferibili al contesto dell’arte contemporanea, del design e dell’architettura. Proprio come accade nel clima attuale è il fattore emotivo a costituire il punto di saldatura tra questi ambiti differenti. A testimoniare questa decisa propensione alla contaminazione espressiva sarà visibile anche poltramaca, un oggetto realizzato con la sega circolare, iniziato con una particolare intenzione progettuale (poltrona) che risulta estremamente mutata in corso d’opera (amaca). Come negli approcci allo spazio esplorati da Gordon Matta Clark o da Robert Smithson, Gianni Pettena propone interventi stranianti sull’ambiente, in alcuni casi semplicemente “registrando” visivamente lo spazio, altrove intervenendo con elementi formali che alterano e destabilizzano la percezione del territorio, in modo da condurre lo spettatore verso altre mete speculative.

GIANNI PETTENA

12_28 aprile 2007 neon>fdv la Fabbrica del Vapore via Procaccini 4 Milano

Esiste un forte legame tra le opere di Gianni Pettena e il clima culturale che oggi ci appartiene. Questo non soltanto per quanto riguarda le prove più recenti, ma anche e soprattutto a proposito degli interventi storicizzati degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Nelle sue opere il forte senso di appartenenza ad una visione attuale è dato dall’approfondimento del fattore emotivo. In particolare nelle fotografie, nelle performance, nelle installazioni non si ha mai la sensazione di assistere alla verifica di un linguaggio, sondato nelle sue varie possibilità d’impiego, come avveniva talvolta nelle prove delle neoavanguardie. Al contrario negli interventi di Pettena è puramente l’approccio emozionale il fulcro dell’operazione. Il fattore emotivo è avvertibile nella relazione tra la presenza dell’uomo, anche come pura impronta psicologica, e il paesaggio, la natura e i suoi materiali. La scuola avvolta nel ghiaccio, oppure l’abitazione ricoperta di creta, in altri casi le architetture “inconsce”’, identificate nei canyon e in alcune zone desertiche degli Stati Uniti, rivelano questa forza liberatoria che sfugge al pensiero razionale e lo travalica. Ma ad affascinare è anche un doppio registro utilizzato nel dare forma alle opere: a volte colpisce la sua capacità di spostarsi nei territori della leggerezza immateriale e concettuale, giocando in alcuni casi estremi con le nostre facoltà percettive, altre volte appare determinante la fisicità, la dimensione corporea, l’ingombro volumetrico della realtà, che trasmette un fondamentale senso di presenza. Nei suoi interventi la presunzione coltivata da alcuni di affidarsi esclusivamente alla dimensione razionale è contestata alle radici. Persino la linea divisoria per aree di competenza tra architetto, designer e artista è annullata in un flusso creativo che scorre oltre ogni partizione. In ultima analisi colpisce nell’opera di Pettena il senso dell’astrazione, rintracciabile nell’intervento dell’uomo come nelle forme della natura. La geometria semplice, imponente e primitiva, ci proietta in una dimensione non tanto futuribile e progettuale, quanto consapevolmente regressiva. L’uomo tecnologico deve recuperare dimensioni psicologiche profonde e ancestrali, ormai dimenticate dall’io cosciente, sempre più schiavo di pratiche razionali volte alla funzione.

Affiancano la mostra personale due interventi installativi realizzati rispettivamente da Maurizio Mercuri e Riccardo Previdi. Si tratta di due contributi offerti da artisti fortemente legati alla più stretta attualità, a testimoniare una dimensione di consonanza relazionale con le esperienze di Pettena, nonostante background generazionali e sensibilità ideative differenti.

Guido Molinari

neon>fdv via Procaccini 4 20154 Milano 02 45486367 neonfdv@neoncampobase.com

Sulla sua opera hanno scritto: E. Ambasz, G. Dorfles, J. Masheck, E. Sottsass jr., J. Wines, L. Prestinenza Puglisi, A. Branzi, C. Darò, L. V. Masini.

Alcuni estratti:

E’ certo, tra gli esponenti del “Radical” italiano, quello che, forse più di tutti, è riuscito ad evidenziare il rapporto interattivo fra la nuova ricerca architettonica e le espressioni artistiche contemporanee. Lara Vinca Masini (In Arte Contemporanea, Vol. II, Giunti Editore, 1989)

Così molte delle sue costruzioni, come la casa di ghiaccio, la casa di creta o la torre di tumbleweeds, hanno una loro vitalità e una loro sopravvivenza anche al di là del fatto che il momento esecutivo sia andato perduto. G. Dorfles - PRELIMINARI PER UN’ARCHITETTURA CONCETTUALE -
(…) Dopo città senza architettura, architettura senza città e oggetti senza architettura e senza città, nell’opera di Gianni Pettena emerge anche architetti senza progetto, intendendo con questa ipotesi la scissione dell’atomo disciplinare, la soglia ultima del gesto professionale come realtà energetica autonoma, non legata alla funzione costruttiva. Quella di Gianni Pettena infatti è una attività critica che si fonda sulla centralità dell’architetto (o meglio dell’an-architetto) e non più dell’architettura, dove il progetto liberato dai limiti costruttivi diventa attività concettuale, land-art, comportamento, happening. Andrea Branzi (In Gianni Pettena, Silvana Editoriale, 2003)

Inaugurazione giovedì 12 aprile 2007 ore 19.00

Cocktail Posti di Vista mercoledì 18 aprile 2007 ore 18.30

12 - 28 aprile 2007

Info: 0245486367 / 0515877068 / info@neoncampobase.com / neonfdv@neoncampobase.com / www.neoncampobase.com

Per ulteriori approfondimenti invitiamo a visitare il sito: www.giannipettena.it