Week-end di ritmi e visioni
venerdì 21 dicembre 2007 - ore 22:30>3:00
Dj set
James Priestley (Secretsundaze Party - Simple Records) Zeno Roundhouse (Punch)
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“PRESEPE VIVENTE”
performance di Gianni Piacentini
Il maestro Gianni Piacentini vi svela che il "presepe" non può che essere "vivente" come la sostanza delle cose non può che essere patetica, come l'amore. il resto è utile e interessante, ma superfluo. Andrea Lisi
BLUEROOM ospita la performance PRESEPE VIVENTE di Gianni Piacentini.
L’artista ha prodotto un invito/opera multipla che viene consegnata accartocciata al pubblico e che una volta aperta, oltre alle informazioni sull’evento, fa sul retro da carta-montagna già increspata per il paesaggio del presepe. Il pentagramma riprodotto in basso è lo spazio in cui saranno annotate le note da cui prenderà le mosse la performance.
OGNUNO HA UN PRESEPE: LE PROPRIE MANI.
Il “presepe vivente” proposto risponde fondamentalmente a questi quesiti:
Come fare un presepe senza utilizzare alcun oggetto?
Come insegnare a fare un presepe?
Come augurare buon natale?
Come poter dare un segno d’amore?
La performance Presepe Vivente non è un presepe oggettuale, una costruzione o un modellino, bensì la piccola scena, un’ azione minima fatta di sole mani nude e presentata a uno o due interlocutori per volta. Un evento inaspettato frutto di ispirata fragilità, di pochezza della situazione e pure di scoperta del corpo che diventa p a e s a g g i o.
Un presepe di una tenerezza davvero disarmante.
Con questo lavoro il performer diventa un prestigiatore particolare: lucido e umile.
Questa performance intende provocare una sorta di r e s a grazie alla radicale bontà del racconto e dell’azione: una favola e un gioco da bambini, capace forse di attrarre con la sua pacata mitezza gli adulti.
Un presepe irriducibile a immagine fotografica, a video o a scultura: soluzioni prive della componente emozionale portata dalla viva presenza dell’autore in intimo dialogo col pubblico.
Un’opera dimessa, un vero saluto, un salve o “un buongiorno che significhi davvero buongiorno”. Un augurio di Natale e un pallido gioco a fare da ponte ideale tra i presepi costruiti e il presepe vivente francescano. Quindi un’opera (artistica) buona o come ha detto Nanni Balestrini: intelligente e gentile.
Della sua profonda ingenuità, l’autore (come è possibile una performance ingenua?) fa dono a chiunque. Portando una traccia laica di vita gioiosa e di speranza nell’uomo.
Rialtosantambrogio
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