Opere dalla Collezione La Gaia
di Bruna Girodengo e Matteo Viglietta
a cura di Francesco Poli
Questa mostra ha un’impostazione particolare che nasce, per così dire, dall’incontro fra un libro, La scultura del Novecento (Ed. Laterza 2006), scritto dal curatore, e una grande collezione d’arte contemporanea, la
Collezione La Gaia. Con un’ampia e accurata scelta di opere si è riusciti a proporre un articolato percorso espositivo che documenta in modo emblematico a grandi livelli di qualità, tutti i principali sviluppi della scultura contemporanea secondo le indicazioni di fondo messe a fuoco nel libro.
Il saggio analizza in chiave storico-critica le fasi cruciali di rinnovamento delle ricerche plastiche tridimensionali e le loro specifiche evoluzioni fino alla più stretta contemporaneità. Per far questo sono state delineate cinque grandi aree che corrispondono, in linea
generale, ad altrettante modalità creative che, con incidenze diverse, hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare oggi la pratica della scultura intesa in senso allargato.
Si tratta innanzitutto della scultura come forma modellata e scolpita, con tecniche e materiali “classici”, e anche con nuovi materiali sintetici o di altro genere. L’identità specifica di queste opere è quella di presentarsi come dei corpi plastici a se stanti, la cui configurazione è il risultato dell’azione formante più o meno diretta dello scultore sulla materia. E' un modo di fare scultura che, con le più diverse elaborazioni, rimane ancora oggi il più radicato nella pratica artistica.
La seconda modalità operativa è quella della scultura come costruzione (che nasce dagli assemblaggi/collage cubisti di Picasso), che comprende ogni genere di lavori realizzati attraverso la strutturazione o l’accorpamento di elementi separati, con i più diversi materiali e oggetti, anche di recupero, in termini più freddamente costruttivi o combinatori.
C’è poi la scultura fatta di oggetti reali più o meno elaborati. Questa rivoluzionaria concezione di scultura va dai primi esempi dadaisti di Duchamp e Man Ray agli oggetti surrealisti, dagli oggetti neodadaisti e pop a quelli concettuali fino a quelli di molti artisti delle ultime generazioni.
La quarta categoria è quella della scultura come installazione e come ambiente: sono realizzazioni tridimensionali definibili come sculture nel senso più allargato del termine che si caratterizzano per il superamento della concezione dell’opera (come corpo plastico, costruzione o oggetto) sostanzialmente autonoma rispetto allo spazio esterno di collocazione.
I lavori che coinvolgono direttamente la dimensione dello spazio ambientale (che risulta di fatto parte integrante dell’operazione artistica) diventano un aspetto progressivamente sempre più importante delle ricerche artistiche di punta dagli anni Sessanta fino a oggi.
Infine c’è un’ultima categoria: la “scultura come corpo vivente”, che propone i corpi come veri e propri materiali plastici in performance dal vivo o attraverso foto e video.
Forme
Jean Arp, Tony Cragg, Edgar Dégas, Lucio Fontana, Asger Jorn, Mike Kelley, Myriam Laplante, Leonardo Leoncillo, Jacques Lipchitz, Luigi Mainolfi, Giacomo Manzù, Marino Marini, Henry Moore, Michelangelo Pistoletto, Man Ray, Medardo Rosso, Thomas Schutte, Pia Stadtbaumer.
Costruzioni e assemblage
William Anastasi, Giovanni Anselmo, Arman, Mel Bochner, Anthony Caro, Ettore Colla, Luciano Fabro, Donald Judd, Kcho (Alexis Leyva Machado), Fausto Melotti, Gianni Piacentino, Richard Serra, Giuseppe Spagnulo, Gunther Uecker, Costa Vece, Bernar Venet.
Oggetti
Darren Almond, Francis Alys, Peter Fischli & David Weiss, Raymond Hains, Ilya Kabakov, Edward Kienholz, Yves Klein, Paul McCarthy, Claes Oldenburg, Gabriel Orozco, Pino Pascali, Man Ray, Tom Wesselmann.
Installazioni e ambienti
In mostra verrà esposto l’ambiente di Monika Sosnowska, mentre una serie di situational sculptures (Anthony Gormley, George Segal), di installazioni minimaliste (Carl Andre, Robert Morris), installazioni poveriste (Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis), installazioni ambientali (Thomas Hirschhorn, Jason Rhoades, Joao Sarmento) e video ambienti (Pavel Althamer, Paul McCarthy) sono documentate in mostra da un video di Ugo Giletta, girato direttamente
nella sede della Collezione La Gaia a Busca.
Corpi viventi
In questa sezione sono presentati i video delle performance di body art di Marina Abramovic, Vito Acconci e Regina José Galindo, e i lavori fotografici di John Coplans, Otto Muhel e Brigitte Niedermair.
10 giugno - 30 settembre 2007
Il Filatoio
Via Matteotti
12023 Caraglio (Cuneo)
http://www.cesac-caraglio.com