Giorgio Celiberti / Dettaglio evento





Afro, Celiberti, Zigaina, Music e Vedova

Dal venerdì 23 giugno 2006
al giovedì 10 agosto 2006

Orari:
martedì/sabato 10.30/12.30 e 16.30/19.30

Comunicato stampa evento: Afro, Celiberti, Zigaina, Music e Vedova

La mostra, che si avvale della ricerca storica dell’architetto Marianna Accerboni, appare particolarmente interessante per l’importanza degli artisti rappresentati e per la qualità delle opere esposte: si tratta infatti di una ventina di lavori, quasi tutti pezzi unici, realizzati prevalentemente su carta da alcuni degli autori più significativi e innovatori del Nord Est italiano. L’esposizione prospetta un’interessante itinerario del segno contemporaneo.


Afro (Udine 1912 – Zurigo 1976) è presente - scrive Accerboni - con tre tecniche miste eseguite tra gli anni Cinquanta e Sessanta e una grande grafica degli anni Settanta, in cui il gesto si libera gradualmente dalle modulazioni ad incastro d’ispirazione cubista e postcubist, orientandosi verso le nuove, raffinate mete intellettuali dell’informale.

Emilio Vedova (Venezia 1919), uno dei più grandi artisti italiani viventi, geniale autodidatta, sensibilissimo assertore, fin dagli esordi, dell’urgenza di rinnovare il linguaggio dell’arte, compare con tre tecniche miste degli anni cinquanta, che testimoniano un momento della sua coraggiosa astrazione venata di romanticismo. Della produzione di

Zoran Music (Gorizia 1909 – Parigi 2005), la mostra propone un momento centrale attraverso tre tecniche miste degli anni Cinquanta e una degli anni Sessanta, dedicate al tema delle colline senesi, delle donne al mercato e della sintesi dei “Fiori a Cortina”. In tali lavori l’artista riprende, dopo la tragedia di Dachau, la vita e l’attività pittorica, dando il via a quel processo di rarefazione e di osmosi tra memoria, realtà e rappresentazione, che qualifica la sua pittura.

Di Giorgio Celiberti (Udine 1929), sono esposti due grandi oli su tela del ’52, d’inclinazione ancora figurativa, e una natura morta. L’evoluzione compositiva e linguistica dell’artista friulano prese avvio a Venezia - dove Celiberti ebbe modo di frequentare lo studio di Vedova e di essere amico di Tancredi - e durante i lunghi viaggi e soggiorni a Parigi, in America, a Bruxelles, Londra e Roma, nel corso dei quali apprese e rielaborò la via dell’astrattismo e dell’informale e una poetica del segno di valenza europea, cara a Klee, Wols, Dubuffet, Tàpies.

Giuseppe Zigaina (Cervignano del Friuli 1924) è presente con quattro tecniche miste della metà degli anni Settanta, realizzate a disegno ad inchiostro e interventi a tempera, che testimoniano la libertà figurativa dell’artista e tra le quali incontriamo l’affascinante opera intitolata Mio padre l’Ariete.


23 giugno – 10 agosto 2006


Galleria Cartesius
via Calducci, 10
Trieste
INFO: 3356750946