Giorgio Cugno / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: M-MULTIMEDIA

rassegna di linguaggi digitali
a cura di Lorenzo Taiuti



INAUGURAZIONI:

MARTEDì 9 maggio 2006 ore 19: IDB – INTER AMERICAN BIENNIAL VIDEO ART

MARTEDì 16 maggio 2006 ore 19: VIDEO GIOVANI ARTISTI DALL’ACCADEMIA DI TORINO

MARTEDì 23 maggio 2006 ore 19: VIDEO DAL FESTIVAL TRANSMEDIALE DI BERLINO

MARTEDì 30 maggio 2006 ore 19: VIDEO GIOVANI ARTISTI DALL’ACCADEMIA DI BRERA



“M-MULTIMEDIA” è quest'anno più collegato ai linguaggi Video che non alle diverse declinazioni del Multimediale. In sintonia con un generale interesse e ritorno di analisi sul linguaggio schermico, il problema digitale si riconfronta con il cinema e il video. Il “significante” multimediale ridiventa (per ora) ciò che avviene nel rettangolo dello schermo nel contesto infinitamente variabile delle arti plastiche.



MARTEDì 9.5 h. 19:
IDB – INTER AMERICAN BIENNIAL VIDEO ART

La rassegna biennale “IDB” assembla video da tutto il latino-america secondo le regole del cortissimo. Due minuti (o quasi) per raccontare il latino america come “Estudio para horizonte” dell’argentino Falco o come Mirta Kupfermic con i suoi disegni animati. Il cinema d’animazione è in effetti la soluzione maggiormente adottata in questa rassegna tutta all’insegna del video come effetto stroboscopico. Cesar Meneghetti lavora sul montaggio iper-accellerato mentre Sebastian Pouliquen in “El entierro” usa lo “stop motion” in una semianimazione. Impossibile rinchiudere in una formula espressiva i numerosissimi lavori. L’atteggiamento che prevale è il lirismo-malinconico secondo la tradizione simbolica del tango e tutti i brevi video hanno in comune soprattutto il codice visivo, sempre anti-filmico e tutto dentro le ipotesi più avanzate della sperimentazione della Videoarte.


MARTEDì 16.5 h. 19:
VIDEO GIOVANI ARTISTI DALL’ACCADEMIA DI TORINO

Tre i giovani artisti dall’Accademia Albertina presentati dal suo direttore Guido Curto:
Diego Scroppo nel “Cuerpo en el espacio” visualizza una serie di varianti di occupazione del corpo nello spazio. Antonio Lorenzo Falbo in “Guardami negli occhi lavora rapidamente sul contrasto reale-artificiale, bambola-corpo, corpo sessuato e corpo a-sessuato.
Donato Canosa in “Immune alla pioggia” , video sulla memoria e sull’infanzia, videopoema, come da tradizione, molto efficace. Già presente in altre edizioni della mostra M-M, Simone Catania esplora spazi di percorso fra video e visione urbana con “Pubbliche Relazioni”, passaggi e ri-passaggi stralunati e impensabili fra non-abitanti dello spazio urbano.
Giorgio Cugno in “Esopo” conduce un suo viaggio trasognato e “naif” fra grandi contenuti e piccoli personaggi quotidiani, meno cattivo dei “Brigata Es”, ma certo meno candido del semplice linguaggio da news che utilizza.


MARTEDì 23.5 h. 19:
VIDEO DAL FESTIVAL TRANSMEDIALE DI BERLINO

“Reality Addict” è il titolo della rassegna del Video dal Festival Transmediale di Berlino e “reality” è detto come antitesi ai passati slogan della “virtualità” tipica dei festival new media., Ian Vanbeek riprende in tempo reale la difficile operazione della compressione dei passeggeri e della chiusura nell’affollatissimo metrò di Tokyo. Camera fissa e camera-verità per riprendere la sospensione e il disagio quasi metafisico della metropoli quotidiana dove l’individualità si perde. “Human Trial” di John Butler vira invece allo stop motion in uno spot “filosofico” e ironico sulle possibilità di apprendere via rete pratiche di controllo sugli individui.
Il finlandese Dariusz Kreckzek in “Lukkaangas” ritorna al tema della “control camera” montando e rimissando le webcam di controllo statali puntate sulle autostrade. Un “oggetto trovato”, le riprese , diventa un collage e un materiale espressivo. “Little Images” di Sarah Vanagt, belga, confronta la storia monumentale con i giochi degli skaters nella storica piazza di Bruxelles. E in generale la rassegna sposta quest’anno il suo centro dalla sperimentazione video al ritorno all’interesse verso il narrativo e i linguaggi filmici.


MARTEDì 30.5 h. 19:
VIDEO GIOVANI ARTISTI DALL’ACCADEMIA DI BRERA

Produzioni a confronto fra i video delle due Accademie segno di una avvenuta integrazione fra i linguaggi plastici e il video come forma espressiva. Molti i coreani che sono a Brera una consistente presenza culturale e con una predisposizione al video dovuta insieme all’influenza del lavoro di Nam June Paik e alla forte presenza del digitale nel paese. Ne “Il Buco” e in “Cut” Choi Hee Jung esprime in modi minimali delle taglienti metafore percettive, Jung Ho Jin in “Arirang” pensa a una installazione-riflessione dove un testo si ripete secondo le modalità dei “rulli di preghiera”, Kang Jang - Won in “ Città del margine” e “ Partita n.1 in Mercato” fotografa le sue percezioni della città occidentale. Panagiotis Samsarelos pensa a una installazione sull’eroismo e la guerra, Francesco Fossati si muove fra animazione e racconto in “The static-moving picture” e in “Franco Game” dove si muove fra cinema alla Mèliès e problemi della creatività. Mentre Giuseppe Termine rappresenta in “Fabbrica” le sensazioni davanti alla storia urbana. Invece con un dispositivo di ingrandimento digitale una minuscola ferita diventa un massacro splatter e sanguinolento nel curioso "Show03" di Marco Paganini.





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