Giorgio Cugno / Dettaglio evento





Località

Dal sabato 13 dicembre 2003
al domenica 11 gennaio 2004

Comunicato stampa evento: Località

COMUNICATO STAMPA
mostra: Critica in opera n. 29
titolo: Località, a cura di a.titolo
Giorgina Bertolino+Francesca Comisso+Nicoletta Leonardi+Lisa Parola+Luisa Perlo (info@atitolo.it)
artisti: Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Giorgio Cugno, magmapadano (Stefania Pettinato e
Riccardo Todde), Alessandro Quaranta, Gianluca Sudano, Alberto Trapani
luogo: Galleria Comunale di Arte Contemporanea, Città di Castel San Pietro
indirizzo: via Matteotti 79, Città di Castel San Pietro, 40024, Bologna, tel. 051.940320
enti promotori: Assessorato alla Cultura, Associazione Culturale Pneuma
periodo della mostra: dal 13 dicembre 2003 all’11 gennaio 2004
inaugurazione: sabato 13 dicembre 2003, h. 18
eventi in mostra:
sabato 13 dicembre, h. 19, Prove etiche di trasmissione, trasmissione radiofonica di
magmapadano, in diretta su www.radiodigitale.info (in memoria fino all’11 gennaio)
domenica 14 dicembre, h. 12, Recinto 01, azione di Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Parco
Lungo Fiume, Città di Castel San Pietro
eventi correlati:
lunedì 8 dicembre, h. 20,30 Pinku eiga: Suito Homu, trasmissione radiofonica di e con Tore Andre
Flo e Sara, in diretta su www.radiodigitale.info (in memoria tutta la settimana)
catalogo in mostra
Sono cinque le “case” con “giardini” della Località a cui è dedicata questa mostra curata da a.titolo,
nell’ambito della rassegna Critica in opera, giunta alla sua 29ª edizione.
Un insediamento che potrebbe anche essere una piccola città, accampata, poiché, come in tutte le
mostre, il soggiorno delle opere è temporaneo. Tra la stabilità delle costruzioni e il loro transito,
abbiamo trovato il pretesto per parlare dell’abitare individuale e collettivo, di casa e di città, di
territorio e di paesaggio. Abbiamo scelto case – già pronte ed edificate – il più possibile aperte alle
questioni che ci premono e intorno alle quali l’arte gira, pensa, dice: la comunità e la sua assenza,
l’isolamento e la convivenza tra altri, l’ospitalità, la comunicazione. Sono gli oggetti e i modi che
otto artisti - di cui quattro al lavoro in coppia – hanno costruito per trasformare gli spazi in luoghi,
per mostrare i confini tra abitato e non-abitato. La visita guidata della nostra Località è segnata dal
passaggio continuo tra esterno e interno, dalle soste nelle loro “intersezioni”, dalla ricognizione di
differenti “famiglie di spazi”.
O’ Ker (2002-2003) – che nella lingua dei Rom significa casa – è il grande cubo di cartone dentro il
quale Alessandro Quaranta ha raccolto i racconti di coloro che, nel pensiero comune, non hanno
casa. Per ascoltare ciò che dicono sul loro abitare, dobbiamo seguire una traccia sonora che scorre
lungo i quattro lati dell’installazione. Un’inversione di ruoli e posizioni: noi in cammino e loro
fermi, noi chiusi fuori, loro chiusi dentro. È con O’ Ker che l’artista ha avviato un’intensa
frequentazione di un “campo di sosta” Rom nella periferia torinese, dalla quale sono nati progetti
dedicati alla ricerca di sistemi di mappatura capaci di restituire la complessità di una cultura
sostanzialmente incompresa. Ce la faccio, ce la posso fare (2003) è l’esercizio costruttivo con il
quale Alberto Trapani, impila, in forma di casa, ciocchi di legna tagliati da un bosco. Il bosco – a
San Giovenale di Peveragno – è un’“eredità” di famiglia di cui l’artista si prende cura
trasformandolo in tema di ricerca, spazio di osservazione e di intervento, luogo di ospitalità e di
lavoro condiviso. La casa, costruita come una legnaia, lascia allo scoperto il legame tra natura e
architettura. Ritenta, con saperi quasi estinti, un equilibrio tra insediamento umano e paesaggio,
consapevole sin dal titolo, dell’attenzione richiesta dalla costruzione e della sua precarietà. Recinto
perfetto (2003) è il testimone di una staffetta, un kit progettato da Raffaella Spagna che passa in
dono ad Andrea Caretto e diventa strumento sia per un lavoro individuale che per interventi
condivisi. Il kit – nato per un laboratorio didattico sul giardino – contiene “arnesi” leggeri con i
quali è possibile tracciare un perimetro su qualsiasi terreno. Caretto usa il kit per un progetto
errante, una raccolta di documentazione (fotografie, elenchi, descrizioni) di giardini “istantanei”. È
su questi ritagli di spazio che l’artista applica la propria competenza scientifica riflettendo sulla
distanza tra nome e cosa e sul rapporto, mediato dalla conoscenza, tra uomo e territorio. Il Recinto
perfetto si trasforma in un’azione a due, riportata nello spazio pubblico di un giardino di Città di
Castel San Pietro. Serata a casa di Paolo (2002) di Giorgio Cugno ci sposta nello spazio interno
della casa. Un invito a guardare un film insieme – Following di Cristopher Nolan – diventa la
sceneggiatura di un video. L’artista ha filmato di nascosto la serata, chiedendo poi agli amici di
reinterpretarsi in un remake. Il “rifacimento” estrania la quotidianità mettendola a confronto con la
fiction. Tra le regole assunte dall’artista per i suoi remake (tra questi una sequenza de Il posto delle
fragole di Bergman), vige quella della localizzazione stretta che riduce la ricerca di location, attori,
costumi e attrezzi di scena, al comune di residenza – un paese montano – e alla propria comunità.
Con le Prove etiche di trasmissione (dal 2003) di Stefania Pettinato e Riccardo Todde - in arte
magmapadano - entriamo nello spazio della rete. I due artisti – coppia anche nella vita – lavorano
sullo spostamento dei contenuti quotidiani della loro casa-sito nel territorio non dimensionato di
internet. Dalla loro recente collaborazione con radiodigitale nasce l’installazione in mostra: una
postazione radio per una trasmissione in diretta, dedicata al tema della casa, che avverrà durante
la sera d’inaugurazione. Anche in questo caso l’evento fa da staffetta. Il tema dell’abitare viene
ripreso da altri autori di radiodigitale con la trasmissione Suito homu che anticipa la mostra. Con
Interno (2001) di Gianluca Sudano concludiamo la ricognizione della nostra Località. Nata come
video installazione multipla per la Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo,
nell’edizione del 2001 a Sarajevo, è riproposta su monitor. È un gesto – due mani che graffiano una
parete – che al di là del contesto specifico per cui è stato progettato, viene accolto in mostra per la
forza che esprime nel cercare una via di uscita. Un gesto drammatico, ostinato e orientato al
superamento dei confini. Superamento che l’artista indica, questa volta attraverso l’operazione
curatoriale Bouillabaisse e Bruss, promossa dall’associazione Il Magnete, sul tema del cibo e
dell’ospitalità. Negli spazi dell’internet-café Bu.net, a Torino, Sudano ha invitato, nel corso del
2002-2003, altri artisti (tra cui Caretto, Spagna, Quaranta e magmapadano) a preparare una serie di
cene, improntate ai temi delle loro singole ricerche. La documentazione di Buillabasse e brus è
presente in mostra.
Le “Case” in mostra e i Siti
Andrea Caretto, Il recinto perfetto, 2003, kit e documentazione fotografica
Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Recinto 01, Parco Lungo Fiume, Città di Castel San Pietro, 14
dicembre 2003, azione
www.esculenta.org
Giorgio Cugno, Serata a casa di Paolo, 2002, video proiezione, dvd, colore, suono, 13’
magmapadano (Stefania Pettinato e Riccardo Todde), Prove etiche di trasmissione, 13 dicembre 2003,
trasmissione radiofonica e installazione.
www.radiodigitale.info
Alessandro Quaranta, O’ Kerr, 2002-2003, installazione sonora.
www.progettoatelier.it/alessandroquaranta
Gianluca Sudano, Interno, 2001, video in loop tratto da una video installazione
Buillabasse e brus, 2002-2003, documentazione.
www.ilmagnete.org
Alberto Trapani, Ce la faccio, ce la posso fare, 2003, costruzione in ciocchi di legna da ardere.