a cura di Vincenzo Trione
IVAM Institut Valencià d'Art Modern. 18 dicembre 2007 – 17 febbraio 2008
Organizza: Institut Valencià d'Art Modern - Valencia (Spagna)
Sponsor: BANCAJA
Il 18 dicembre apre, presso l'IVAM di Valencia, a cura di Vincenzo Trione, la mostra Il secolo di Giorgio de Chirico. Metafisica e architettura, prodotta dall'IVAM insieme con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi di Milano. L'esposizione si propone di leggere l'opera di de Chirico in una chiave fortemente contemporanea, indagando soprattutto su echi e su riflessi. L'obiettivo è quello di riscoprire il Pictor Optimus, a circa trent'anni dalla sua morte (avvenuta a Roma, il 20 novembre 1978). Addentrarsi nelle pieghe dei suoi complessi e talvolta ermetici dipinti. Spogliarlo finalmente dell'abito conservatore che gli è stato spesso cucito addosso. Seguirlo nelle sue ardite variazioni stilistiche. E svelare l'identità di un artista dotato di una personalità sfuggente. Di un pittore che Jean Cocteau ha descritto come un assassino, abile dapprima nel rassicurare la sua vittima, per poi colpirla alle spalle.
Un assassino che si richiama a memorie lontane. E, insieme, riesce a incidere fortemente sui modi e sulle strategie della sensibilità novecentesca. Questa stringente attualità emerge, in particolare, se si esamina il dialogo intrattenuto con lo spazio dell'architettura. De Chirico attinge a un vasto archivio di archetipi, fatto di figure solide come piazze, torri, archi e colonne. E anche di motivi lirici come ombre, vuoti, silenzi e prospettive trasgredite. Un alfabeto che viene sottoposto a modificazioni inattese e a giochi stranianti. Un sillabario che, in maniera non sempre evidente, influenzerà significativi territori della ricerca progettuale del XX secolo. Dalle stagioni del rappel à l'ordre alle fasi del postmodern. Dai sostenitori del ritorno a un'austera monumentalità ai protagonisti del decostruzionismo, dai creatori delle città del silenzio di epoca fascista ai profeti di un'architettura disegnata, libera da obblighi e da doveri.
Queste atmosfere attraversano Il secolo di Giorgio de Chirico. Una ricognizione tesa a investigare, per la prima volta, sui rapporti tra metafisica e architettura. Una retrospettiva, dal taglio espositivo inedito e sperimentale, che si offre come una sorta di romanzo visivo, suddiviso in tre capitoli. Il primo – De Chirico e l'architettura – indaga sulla presenza di alcuni stilemi costruttivi nelle tele dechirichiane. Il secondo – L'architettura e de Chirico – si sofferma sugli echi lasciati dall'opera del Pictor Optimus sulla poetica di progettisti di varie tendenze, dagli anni venti a oggi: da Dimitris Pikionis a Giuseppe Terragni, da Giovanni Muzio a Gio Ponti, da Marcello Piacentini ad Adalberto Libera, da Aldo Rossi a Luis Barrágan da Paolo Portoghesi a Massimiliano Fuksas. Il terzo capitolo, infine, ospita il viaggio fotografico di Gabriele Basilico in diversi luoghi italiani densi di tracce e di assonanze metafisiche.
Una mostra concepita come una narrazione per immagini, tra indizi e indicazioni, per sfiorare i segreti di una storia ancora meravigliosamente ignota.
La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Skira, in tre edizioni (spagnolo, italiano e inglese). È curato da Vincenzo Trione, e ospita i contributi critici di Renato Barilli, Gianni Contessi, Elio Franzini, Francisco Jarauta, Ada Masoero, Luca Molinari, Giuseppe Montesano, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Antonio Riccardi e Joseph Rykwert.
Scheda técnica
Luogo: IVAM. Guillem de Castro 118. Valencia. Spagna
Ingresso: 2 € / ridotto 1 € (studenti). Domenica gratuito
Sito web:
www.ivam.es
E-mail:
comunicacion@ivam.es
Telefono: 0034 9638677679
Departamento de Comunicación y Desarrollo
Institut Valencià d'Art Modern
Tlf: 963 867 679 Fx: 963 921 094
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