Agostino Bonalumi e Giorgio Griffa
a cura di Anna Maria Maggi e Marco Meneguzzo
inaugurazione martedì 3 maggio 2005 alle ore 18
apertura al pubblico 4 maggio - 5 giugno 2005
orari dal martedì al venerdì 10/13-14.30/18.30; sabato e festivi 10/18.30; lunedì chiuso
ingresso Euro 6,00 intero; Euro 4,00 ridotto
La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Milano e Assolombarda, inaugura martedì 3 maggio 2005 alle ore 18 la mostra Agostino Bonalumi e Giorgio Griffa.
L’esposizione, a cura di Anna Maria Maggi e Marco Meneguzzo, presenta le mostre personali di Agostino Bonalumi e Giorgio Griffa. Protagonisti assoluti del panorama artistico italiano dagli anni Sessanta a oggi, più volte invitati alla Biennale di Venezia, i due artisti, pur provenendo da esperienze apparentemente molto diverse, sono uniti da un profondo rigore metodologico e da una costante ricerca concettuale.
Agostino Bonalumi (Vimercate, Milano 1935), esponente di punta del costruttivismo italiano, compagno di strada di Lucio Fontana e Piero Manzoni, presenta tutta la produzione artistica, dalle prime opere ancora di stampo informale della fine degli anni Cinquanta, alle prime tele estroflesse degli anni Sessanta, agli ambienti degli anni Sessanta e Settanta che rappresentano il massimo dello svolgimento spaziale e oggettuale della sua ricerca, alle estroflessioni ottico/geometriche degli anni Settanta e Ottanta, a quelle degli anni Novanta e 2000. Fino ai lavori più recenti, come il grande quadro “argento”, recentemente esposto al Reina Sofia di Madrid per la grande mostra internazionale sulla pittura monocroma - Bonalumi è l’unico artista italiano vivente invitato alla mostra; gli altri sono Burri, Fontana e Manzoni -.
Per l’occasione è presentata anche la grande monografia di Agostino Bonalumi, Edizioni Galleria Fumagalli edita nel 2003.
Giorgio Griffa (Torino 1936) appartiene invece a quel gruppo di artisti che hanno scelto di continuare a utilizzare la pittura, anche se in forma rigorosamente analitica e concettuale. Sviluppa in senso riduttivo primario una ricerca specificatamente pittorica utilizzando tele non preparate, sospese al muro senza telaio. La tela diventa luogo e campo di azione di una pratica del dipingere minimale e concettuale; linee di colore tracciate da sinistra verso destra, come righe di una scrittura primordiale o articolati, ma primari elementi decorativi e arabeschi, sono alcuni dei suoi tipici interventi. Di Griffa sono presentati una decina di lavori di grandi dimensioni mai esposti prima, eseguiti tra il 1968 e il 1978 e alcune opere che l’artista realizzerà appositamente per l’occasione. È riproposta al pubblico la grande opera Dioniso del 1980, realizzata per la sala personale dedicata all’artista nel Padiglione Italia, alla XXXIX Biennale di Venezia.
La mostra, organizzata in collaborazione con l’associazione onlus di Segno in Segno e realizzata con il contributo di Orbita srl, è accompagnata da una monografia di grande formato di Giorgio Griffa, che documenta ampiamente il lavoro dell’artista. Il catalogo, in coedizione Galleria Fumagalli e SilvanaEditoriale, contiene i testi di autorevoli critici e storici dell’arte: Klaus Volbert, direttore dell’Institut Mathildenhoehe di Darmstadt; Marco Meneguzzo, critico d’arte e docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano; Luca Massimo Barbero, critico d’arte e curator della Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Oltre ai saggi degli studiosi sopra citati, nel volume è dedicato ampio spazio agli scritti dell’artista, alla sua biografia e alla bibliografia.
Agostino Bonalumi
Agostino Bonalumi nasce a Vimercate (MI) nel 1935, vive e lavora a Milano.
Dopo alcune esperienze legate al superamento della pittura informale attraverso l’utilizzo di materiali “poveri” e sperimentali (cemento, sterpi, paglia) nel 1959 elabora un personale linguaggio legato all’estroflessione ed introflessinone della tela. Con fedeltà ad una concezione mai tradita lungo i vari momenti della ricerca, il fare di Agostino Bonalumi muove oggi attorno alla creazione di opere “oggetto”, in cui il segno sciolto e liberato è ancora allusivo della costruzione, ed Ambienti con peculiarità costruttive e percettive.
Oltre a numerose mostre personali e collettive organizzate in prestigiose gallerie private ed in spazi pubblici di tutto il mondo, tra le sue principali esposizioni personali ricordiamo quella al Museum am Ostwall di Dortmund nel 1968, nel 1979 al Palazzo Reale di Milano, nel 1980 a Palazzo Te a Mantova e la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1970, nel 1986 alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia. La retrospettiva del 2001 a Palazzo Carpegna a Roma, organizzata dall’Accademia Nazionale di San Luca in occasione del conferimento del Premio Presidente della Repubblica e, nel 2002, la realizzazione di un’opera ambiente dal tiolo Spazio trattenuto Spazio invaso in occasione della mostra Temi e variazioni, allestita nella sede della Fondazione Peggy Guggenheim a Venezia. Nello stesso anno allestisce una personale alla Mathildenhohe di Darmstadt. Nel 2004 partecipa alla rassegna Monocromos de Malevich al presente, curata da Barbara Rose, allestita negli spazi del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, a Madrid.
Giorgio Griffa
Giorgio Griffa nasce a Torino nel 1936, dove vive e lavora.
È uno dei principali esponenti di quella tendenza, nata sul finire degli anni Sessanta, chiamata Pittura Analitica o Pittura Pittura. La sua è una pittura fatta di segni e di colore, è pensata e meditata, è disposta con gesti raffinati, che lasciano essenziali tracce sulla tela. Le opere di Giorgio Griffa sono tele senza telaio, sulle quali il colore diventa il tramite di un’azione, e la traccia l’effetto di un pensiero. Le opere vengono appese direttamente alle parti, questo allontanamento dagli elementi classici della pittura suggerisce un’idea di transito, di scorrimento, di movimento, che attraversando la pittura e proseguendo nello spazio che la circonda da ad essa la qualità del finito, del non finito e dell’infinito,
Oltre la partecipazione a numerose rassegne nazionali e internazionali dedicate alla pittura aniconica, tra le sue più importanti esposizioni ricordiamo la sala personale alla Biennale di Venezia nel 1980 e la partecipazione alla mostra Astratta, nel 1988, allestita a Palazzo Forti, a Verona. Nel 1991 nella Pinacoteca Comunale di Ravenna è allestita una sua ampia retrospettiva. Nel novembre 2001 e nel gennaio 2002 la GAM di Torino gli dedica due importanti mostre presentando nella prima opere dal 1968 al 1973 e nella seconda una serie di opere appartenenti al ciclo rosa e violetto.
Nel luglio 2005 l’Institute Mathildenhöe di Darmstadt allestirà una sua mostra personale.
Per informazioni
Cristina Moretti, Ufficio Stampa Museo della Permanente tel 026551445 email
ufficiostampa@lapermanente-milano.it
Associazione Onlus di Segno in Segno, Bergamo tel 035210340 email
disegnoinsegno.onlus@libero.it