Giorgio Griffa / Dettaglio evento

Nato a: Torino (esposizione) Italia



35° ANNIVERSARIO DELLA GALLERIA

Dal sabato 21 maggio 2005
al sabato 21 maggio 2005

Comunicato stampa evento: 35° ANNIVERSARIO DELLA GALLERIA

sabato 21 maggio ore 11.30
35° ANNIVERSARIO DELLA GALLERIA
seconda parte

La galleria Studio la Città aprì le sue porte nel novembre del 1969 a Verona. Un ristretto gruppo di artisti inglesi insieme ai loro contemporanei italiani come Griffa, Aricò, Battaglia e Verna, segnò l’attività della galleria nei primi anni settanta. Ma questi artisti non erano altro che una tappa di un programma che aveva avuto inizio con artisti come Gianni Colombo, Mario Schifano e soprattutto Lucio Fontana. E poi, con la fiducia conferita da una riputazione in espansione, la galleria iniziava ad esplorare l’arte di altri paesi europei e degli Stati Uniti: questo rimane il cuore della sua attività e la collocazione a Verona non ha certamente limitato le sue aspirazioni internazionali. Un altro aspetto fondamentale e distintivo è il ritorno continuo ai punti di riferimento dell’arte italiana moderna e contemporanea: Fontana, certamente, ma anche Manzoni, Castellani! , Paolini, Calzolari, Spalletti ed altri.

La seconda delle due mostre organizzate in occasione dei 35 anni d’attività della galleria sarà inaugurata il 21 maggio 2005 ed illustrerà lo sviluppo di questo lungo percorso. Tuttavia, anche se dimostrerà che lo Studio la Città non ha mai aderito ad un rigoroso disegno proiettato oltre le singole decadi, rivelerà chiaramente la sensibilità logica che sta dietro alle sue scelte. Ecco artisti che non urlano, che sono soprattutto intimisti: Giorgio Griffa, per esempio, con le sue diafane strisce di colore su tela grezza o Herbert Hamak che crea opere dove pittura e scultura si fondono indissolubilmente o, ancora, la sottile bellezza concettuale di Alberto Garrutti o, in tempi molto più recenti, Steve Roden con un variegato lavoro sempre sommesso e sottile. Questi sono artisti che comunque, come tutti gli altri in mostra, allargano misteriosamente i nostri orizzonti. Ovviamente, spesso non saranno &ls! quo;in armonia’ visiva. Si differenziano sia nelle poetiche sia nei mezzi, tuttavia le loro sensibilità si sovrappongono. I motivi delle scelta di questi e tanti altri artisti presentati in galleria nel passato e nel futuro, il rapporto fra le opere e gli artisti stessi, si possono paragonare più ai movimenti coreografici di un balletto che al volo di una freccia. Chi sa come sembrerà fra altri 35 anni?


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