Giulia Caira

Giulia Caira

Giulia Caira / Dettaglio evento

Artegenova: Out Of Control

Fiera di Genova

Sede Piazzale J.F. Kennedy, 1, Genova
Altre informazioni Tel +39 01053911 | fierage@fiera.ge.it | http://www.fiera.ge.it

Data di apertura giovedì 12 gennaio 2006
Data di chiusura lunedì 16 gennaio 2006

Curatori Lara Costa

Comunicato della mostra : Artegenova: Out Of Control

MOSTRE COLLATERALI


OUT OF CONTROL
- Sezione video –

a cura di Lara Costa

ARTISTI:
Giulia Caira, Ivan Piano, Francesco Arena, Dario Colombo, m&m Fasoli

Questa sezione video prende in esame cinque giovani artisti del panorama contemporaneo che utilizzano il video come mezzo di espressione artistica.
L’elemento caratterizzante di questa rassegna è il corpo: la sua valenza simbolica, sociale , mitica e fisica in relazione con gli eventi e le realtà sociali a noi contemporanee.
Attraverso le loro opere possiamo prendere coscienza di come il paradigma artistico sia in costante evoluzione pur partendo da una riflessione ancestrale quella che pone l’uomo, qui inteso come valenza dualistica tra corpo e anima, tra fisicità e spiritualismo, al centro di una sperimentazione artistica articolata e complessa.
Out of control evidenzia come sia possibile una realtà artistica documentata da video, al di fuori delle immagini convenzionali che attraverso i media percepiamo ormai abitualmente, e come l’opera d’arte renda fuori da ogni controllo emozioni e affezioni contemporanee. L’arte riesce a stravolgere a rendere poeticamente straordinarie le immagini raccolte e manipolate dai video artisti.
La visione di questi lavori porta in primo piano, corpi metafisici che con la loro presenza raccolgono pensieri ed azioni a metafora dell’esistenza umana. Esistenza spesso stravolta e spezzata tra sensazioni e violenze contrastanti, spaccato interessante sia per quanto riguarda il piano sociologico generazionale sia per quanto riguarda quello estetico ed emozionale.
Come porci a fronte di un’arte nuova? Entrare virtualmente all’interno delle video installazioni lasciarsi pervadere dalle immagini, dai suoni, vibrare le emozioni sulle sensazioni prodotte dagli artisti, in modo da modulare una crescita intima e relazionale con la realtà virtualmente espressa sotto forma di opera d’arte.
Questa è la maniera politically correct per assaporare il modus catartico e gli spiriti rivoluzionari di tale arte.
L’immagine parla per mano dei video makers, vivificata da tale intensità che non si può far a meno di sorprenderci e lasciarci andare a riflessioni soggettive e conclusioni nette, che portano il segno di coloro che le hanno generate.
Lasciarsi andare, rallentare il corso delle cose, spezzare il tempo per poi immergersi nei suoi sillogismi spazio temporali questo porta con se la video arte, la capacità mediatica di stravolgere ogni convenzione e stereotipo dell’esistenza per dialogare apertamente con oggetto e soggetto dell’opera.
Mai come in questo delicato momento sociale i video hanno rappresentato il punto d’incontro tra due realtà possibili, il tratto caratterizzante di un cambiamento che ha caratterizzato lo sviluppo di un’evoluzione storico artistica che va di apri passo con l’evoluzione della storia umana.
A seguire a questa breve introduzione le schede tecniche dei vari artisti invitati a questa rassegna all’interno di Arte Genova 2006.

Giulia Caira
“Se stasera sono qui” *
2004
4’08’’ dvd, ed.3.
courtesy: Sabrina Raffaghello arte contemporanea , Ovada.
music performed
voce: Johnson Righeira
tromba elettronica : Giorgio Li Calzi
*musica originale
“Se stasera sono qui”
Luigi Tenco 1967 Ricordi ed.


“Se stasera sono qui è perché ti voglio bene” nasce da una riflessione sulla natura di particolari rapporti di coppia in cui la violenza diventa parte integrante del rapporto amoroso, della routine quotidiana.in questo meccanismo vittima e carnefice si confondono in una malsana reciprocità, complici della tragedia che si sviluppa in correnti alternate tra le coccole e le botte. Incredibilmente secondo i dati ISTAT , si tratta di un fenomeno tutt’altro che marginale.
Una donna su cinque, subisce maltrattamenti dal proprio partner - fisici e psicologici- e l’aspetto più inquietante è che le donne in questione quasi mai si ribellano ,ma spesso coprono o minimizzano tali violenze da diventare complici della propria deriva.


Francesco Arena
Luoghi di tempo LDT “Respiri”
© 2004-2006

Stereo mono compatibile Hi8-DVD- colore
approx running time 45’’ in originale copia unica, 15’’montato finale ed. 20 copie numerate e firmate.
2004/2006
courtesy: Sabrina Raffaghello arte contemporanea Ovada

technical credits:

original title: L.D.T.RESPIRI
international title: L.D.T.RESPIRI
country of production: Italy
year of production: 2004/06
premiere status: world premiere
format: DVD
running time: 15 min. circa
director: Francesco Arena
producer: Francesco Arena
sound: no sound
editing and post production: Samantha Cavagnaro

In respiri (Breaths), una serie della mia recente produzione video "Luoghi di tempo", alcune bocche di ragazze e ragazzi vengono riprese ad inquadratura fissa davanti ad una lastra di vetro; l'inquadratura è simmetrica, il volto illuminato da una luce rossa occupa la metà dello schermo e si contrappone ad una campitura di giallo molto saturo che gli fa da sfondo.
Le bocche respirano per 45 mn. circa e in questa loro performance denunciano ben altro che un bisogno fisiologico: affiorano insicurezze, bisogni, emotività nascoste.
Il girato viene eseguito in live, senza colonna sonora, i frammenti di volto sembra subiscano un arresto quasi si muovessero in apnea, in uno spazio svuotato dalle sue connotazioni fisiche, come se si fosse ricreata una situazione astratta, un bisogno comunicativo; le labbra cercano a tratti di uscire, di oltrepassare quello spazio trasparente che le frena ma, ovviamente non riesco e si distorcono, si appiattiscono contro la superficie del vetro. Il respiro diventa strumento per misurare un emozione e aiuta lo svelamento, la complicità con la telecamera: unica a registrare senza fermarsi questo processo in progress, specchio e interlocutore del "se".

M&M Fasoli
"Fly High as Eagles, Interactive Space n. 87"

Durata 11'02"
Supporto DVD-R
ed.unica
courtesy : Sabrina Raffaghello arte contemporanea , Ovada


…i suggestivi e ammalianti video del duo Fasoli m&m.
Una serie di clips, rielaborate digitalmente, offrono l'occasione per raccontare il proprio "io" al cospetto della quotidianità Urbana. Un tema questo perseguito già da molti anni, sviscerato, indagato con diversi tagli estetici e la serie "Spazi Interattivi” ne sono un esempio.
Con il tempo I’obiettivo dei due artisti/performer -in realtà, per chi li conosce, sono loro l'opera d’arte vera, il loro pensiero, la loro voglia di conoscere di vedere, di capire - si è sposato dall’etnologico “primitivo all'antropologico urbano. Uno spostamento solo iconico non di pensiero. Quello è rimasto sempre intatto, inossidabile nella loro peculiare ricerca di mondi sovrapposti di sguardi indiscreti nelle finestre altrui, nelle porte delle grandi città del mondo. Per svelare gli artefatti, i sogni e i pensieri, gli atteggiamenti e i comportamenti della gente "normale". Quella che ogni giorno sfioriamo mentre camminiamo pensando al giorno dopo. Quella che urtiamo sbadatamente, senza soffermarci a pensare che dietro l'immagine di facciata c'è una vita fatta di pensieri e sentimenti.
Come ha scritto qualche anno fa Erno Vroonen, nei lavori dei Fasoli non ci sono ombre e la loro ricerca più che un piacere è uno scrutare gli accadimenti della vita quotidiana. E lo fanno sovrapponendo, scon¬tornando, allacciando casualità e relazioni impensabili e imprevedibili. Oserei dire che i Fasoli sono gli ultimi surrealisti sopravvissuti alla distruzione del sogno come realtà e della realtà come sogno. -Sono patafisici, estraneanti, distorcono l'oggettività e l'obiettività utilizzando apparizioni fantasmatiche, oniriche, metafisiche. D’altronde, se ben guardiamo, la realtà è proprio questa. Per chi sa vedere le mille sfaccettature da cui è formata, le mille pieghe in cui si racchiudono i nostri sensi, la molteplice sonorità visiva. I luoghi dei loro soggetti sono dei fuori testo, in cui richiamano in scena ogni volta il soggetto che si nasconde dietro, la maschera delle apparenze urbane. L'immagine non è più il frutto di una ricerca data, ma è il risultato di corrispondenze segrete tra due oggetti talvolta distanti tra loro. Il loro pensiero è la rete neutrale di collegamento. Come ricorda Blanchot, è proprio nel quotidiano che si possono percepire i segni dell'estraneità, dello strano rovescio della superficie liscia ed esteriore del mondo.


Dario Colombo
“Balla ( Dance)”
1994

4’20’’ dvd
courtesy: Rino Costa Arte Contemporanea, Valenza

in collaborazione con:
Peppo Rapisarda
Gianni Ubaldo Canale

performed:
Rosanna Ungaretti

la danza come espressione di un corpo metafisico come linguaggio universale , condensato in un insieme di gesti armoniosamente equilibrati tra ritmica e passione. senza tempo il corpo ricorda emerge a una dimensione scenica teatrale a sorta di demiurgo danzante incombente sul destino degli uomini. Poesia visiva in perfetta simbiosi tra pensiero e azione , luoghi materiali e luoghi dello spirito.
Una dimensione simbolica e catartica , affascinante in tutta la sua profondità ed espressività del gesto.

Ivan Piano
“Batman (A life)”

2000/2005
8mm trasferito su dvd 6’48’’
ed.3 signed
courtesy: Sabrina Raffaghello arte contemporanea, ovada

Alterato, deformato, duplicato, ferito, mutilato, metamorfizzato, dagli anni Trenta del ‘900 il Cavaliere Oscuro di Bob Kane è stato sottoposto a infinite trasformazioni. Batman rappresenta il lato più inquietante del Super Eroe e il peggior incubo sia in ambito fumettistico che cinematografico. La carne alterata e il corpo di Ivan Piano questa volta sfociano sulla lama di un rasoio figlio della Pop Art, l’apoteosi del corpo sfocia nell’estasi mediatica del fumetto e nella cultura di massa. Il suo corpo si modella seguendo una realtà oscura perché oscuro è Bruce Wayne, dalla profondità dell’impero mediatico spunta fuori un corpo cattivo, sporco e pieno di graffi e bruciature. Un corpo sul cui petto simboleggia il male, un corpo esemplificato dal divino e dalla sapienza. Il corpo di Piano abbraccia un fenomeno caratterizzato dalla dialettica della cultura alta e dalla cultura underground, da questa fusione avviene la manifestazione più interessante e illuminata del corpo contemporaneo, il Super Eroe è il Super Corpo. Il video Batman (A Life) e i trittici fotografici Gotham City (Batman: The Dark Knight) remixano i grandi fumettisti americani, il cinema di Burton e di Nolan, vivono al limite di alcune forme dove le ricerche sul corpo estremo si rapportano con l’arte classica. Il campo di battaglia del video e delle fotografie scelgono armi diverse, hanno gesti pittorici, segni incisivi e citazioni da videoclip, qui si ricostruisce un figlio prodigo elegante e perfetto tale da far sembrare la sua cattiveria una dote eccezionale.