Giuseppe Bombaci / Dettaglio evento





TREPERSEI

Dal martedì 29 gennaio 2008
al mercoledì 27 febbraio 2008

Curatori Loris Di Falco

Comunicato stampa evento: TREPERSEI

Inaugurazione martedì 29 gennaio ore 19

Stefano Abbiati, Dario Arcidiacono, Giuseppe Bompaci, Eleonora Rossi, Śiva, Alessandro Spadari


Tre opere per sei artisti, sei diversi modi di declinare la pittura, con dei lavori di grande formato scelti per la mostra che vogliono rappresentare un interessante documento sullo stato della ricerca che vede nella pittura sempre nuove motivazioni stilistiche e la sintesi espressiva delle contaminazioni culturali, dei desideri e delle paure dei nostri tempi.



Stefano Abbiati

Attraverso un procedimento mentale di "flow", rielaboro segni e iconografie tratte dalla cultura popolare di massa, spogliando il significato del soggetto fino a costituire in ogni quadro una sorta di spazio che io definisco "semanticamente cavo". In questo spazio cavo si possono trovare Maradona, Fonzie, Rocco Siffredi (magari mentre discute col mio vicino di casa) etc. estratti dal loro contesto originario e inseriti, mantenendo nel complesso un impianto strettamente figurativo, in un ambiente mentale diverso, estraneo al concetto immediato che si ha di loro . A queste figure fa da sfondo uno strato pittorico più o meno piatto da cui emergono citazioni disparate, tra Topolini, Paperini o mostriciattoli delle pubblicità televisive. Una sorta di "ora buca" dove sguinzagliare la mente, senza che questa si ponga il problema di definire identità , percorsi, tessere magnetiche...Insomma, prima di istituzionalizzarsi.
Dario Arcidiacono
La mattina dell'11 settembre 2001 stavo andando nello studio che condividevo con gli altri tre Ultrapop e con Dorota Koziara, bravissima artista polacca. All'epoca stavamo preparando una mostra al museo di Villa Croce a Genova. Fu Jacopo Foggini, che aveva lo studio accanto al nostro, a darmi la notizia. Lo incontrai per strada: era agitatissimo, mi disse che era praticamente scoppiata la terza guerra mondiale. Io ero sveglio da poco, non capivo bene cosa stesse dicendo. Andai a casa di Totto Renna (Supertotto), che abitava lì vicino. Vidi in diretta tv il secondo aereo che si schiantava sulla seconda torre. Chiamai al cellulare mio fratello Arturo che mi disse di non dire minchiate, che era con un cliente, che stava lavorando. Da allora non ho più smesso di disegnare quella giornata.
Giuseppe Bompaci

Ultimamente sto indagando il corpo, la carne, il sangue, il disfacimento di essa, non solo nel senso fisico ma nel senso "romantico" del termine (vedi Karl Rosenkranz- L'estetica del brutto), corpi di bambini, di uomini ambigui e di donne giovani e vecchie altrettanto ambigue rappresentano attraverso il colore a e la loro presenza "l'eroticità del quadro" mentre teste di ragazzi o bambini apparentemente normali si presentano in una realtà carnale tumefatta portando con sé l'effimerità di essa stessa inserita in un contesto contemporaneo di rappresentazione.

Eleonora Rossi

Non è attraverso gesti plateali o volontariamente spettacolari che voglio denunciare il disagio sociale al quale lavoro. Ma al contrario attraverso un discorso più intimo e legato alle sensazioni. Il mio vocabolario interiore mi porta ad un percorso concettuale che si concretizza in opere spesso figurative che provengono dalla mia esperienza di contatto con le realtà border line e le banlieue del mondo.

Śiva

Nei miei dipinti voglio creare un paradiso artificiale iperbarocco dove si attua una perdita dei valori dati dalla società, dove possono convivere elementi opposti come l'aria e l'acqua, dove la segnaletica perde il suo originario riferimento simbolico per diventare un semplice segno, senza riferimenti ad altro.
Si tratta di un paradiso dalle tinte molto sature, caramellose e abbaglianti, come nelle visioni lisergiche.
Sulla superficie del tessuto dai riflessi metallici fluttuano pesci e uccelli tra elementi decorativi tratti dall'art nouveau, piante e fiori dalle tinte piatte, misteriose cariatidi e ritagli di tessuti decorati che formano un collage.


Alessandro Spadari

Prediligo il paesaggio come soggetto, che fa dei contrasti la sua forza, nelle scelte cromatiche, nella violenza dei bagliori contrapposti al nero che sembra sciogliersi nella tela, al contrasto delle parti lucide a quelle opache.
Ma anche qui il contrasto della scelta pittorica si ripropone presentandoci nella liricità poetica della natura, paesaggi innevati dove sembra sentirsi “il silenzio” ovattato della terra, o raccontandoci di cieli viola che si specchiano in se stessi o montagne d’oro che aspettano avidi esploratori.
E’ il ritorno della pittura.








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