Hans Hartung / Documentazione
Nato a: Berlino
Germania
Hartung si è tenuto al di fuori di movimenti e tendenze guidato dal proprio segno-azione attraverso il quale ha saputo filtrare ogni suggestione e sfida con- temporanea, reificandola nel proprio inimitabile linguaggio formale. Quello che più affascina è il “suo fare”, questa azione segnica che esprime forme, colori, spazi, tempi e fantasie senza mai lasciarsi catturare da definizioni, etichette o altro. Vi si ritrova la riflessione critica di un Gastone Bachelard, il dibattito sviluppatosi dagli anni ’30 agli anni ’80 tra tutte le arti, tra queste ultime e le scienze. Il suo stesso lavoro, soprattutto quello che viene ampiamente documentato in questa mostra, sembra ripetere con lui: “In quanto a me, voglio rimanere libero di spirito, d’azione. Non lasciarmi rinchiudere, né dagli altri, né da me stesso”. Sembra ribadire, con l’artista, le sue stesse parole, il monito che Hartung si è dato e ripeteva a se stesso, consistente nell’impegno di proseguire la sua strada senza cedimenti di sorta, guidato dalla necessità “Di non tradirmi, né di tradire le mie idee”.
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