Hiroaki Asahara / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: fooD DesigN 2

LA RASSEGNA DEGLI ORGANISMI CONCETTUALMENTE MODIFICATI, DOVE ARTISTI E DESIGNER PROPONGONO COMMISTIONI COMMESTIBILI.
LA METAFORA ALIMENTARE ALLA RICERCA DELLA NOSTRA IDENTITÀ

perché Food Design
La rivoluzione artistica del ventesimo secolo è stata quella di considerare l'arte pop, cioè popular, non più oggetto di culto da museo ma prodotto artistico alla portata di un pubblico più ampio, i cui contenuti prendono forma dal panorama quotidiano che ci circonda.
L'arte si avvicina così alla gente, ne stimola l'interesse e ne permette il contatto diretto: l'arte si tocca, non sta più chiusa nei musei, e si riproduce serialmente.
Nel ventunesimo secolo, è invece sempre più il design ad acquistare importanza artistica: l'oggetto disegnato secondo criteri di stile, utilità ed economia di riproduzione diventa il protagonista dell'immaginario popolare.
Il senso di Food Design è quello di riunire insieme queste due pratiche artistiche arte/design esaltandone il carattere pop e ludico: il cibo (artisticamente cucinato, cioè manipolato dall'uomo) e il design (operazione di disegno ergonomico) si uniscono facendo diventare il materiale alimentare oggetto d'uso, funzionale e utilizzabile. Non il classico concetto di progettazione come supporto alle funzioni legate al cibo, ma un concetto più innovativo e provocatorio, attraverso il quale siano gli oggetti stessi ad essere costruiti con il cibo.


caratteristiche delle opere
In food design, oggetti di vita quotidiana vengono progettati e realizzati utilizzando come materiale costruttivo il cibo, così il ghiaccio gioca a fare il vetro, lo zucchero filato si finge cotone e la muffa imita il velluto.
Le opere sono impermanenti, hanno una scadenza, diventano vittime di quella superficialità consumistica di cui soffre la nostra società. Gli oggetti e le opere sono esposte al processo di naturale deterioramento, vengono letteralmente fagocitate, diventano cibo da consumare. L'identità tra forma e contenuto tipica del design è qui sottoposta ad un processo di capovolgimento: le qualità specifiche del prodotto alimentare vengono esaltate e reinventate cercando cibi adatti a diventare oggetti funzionali invendibili, divorabili con quell'ansia di consumo che dona ad ogni cosa una vita sempre più breve ed effimera.

la manifestazione 2003
Dopo il grande successo (circa 5000 presenze per un evento one-day) della scorsa edizione e visto l'interesse che ha suscitato nel pubblico e tra i media, Food Design si ripresenta quest'anno con l'intento di diventare una manifestazione ancora più ampia ed articolata.
Saranno circa cinquanta gli artisti e i designer che giovedì 29 maggio a partite dalle ore 18,00 esporranno i lavori realizzati con i materiali alimentari tra i più diversi: carne, limoni, banane, uova, formaggio, zucchero, pasta. Le opere verranno distribuite fra i vari locali della zona, creando un flusso di pubblico che si muoverà fra una vineria ed una galleria d'arte, fra un atelier ed uno studio di architettura.
La particolare caratteristica espositiva di Food Design permette così di coinvolgere un'intera area cittadina facendo diventare tutto il quartiere del Quadrilatero un "museo".

La grande vetrina del Quadrilatero Romano ospiterà sia le opere di artisti invitati a produrre e cucinare 'opere food' sia i progetti di design confluiti a seguito del bando indetto da ONE Off e realizzati con il contributo dell'EPAT che ha coinvolto cuochi e pasticceri a lavorare fianco a fianco con i designer.
Gli stessi concorreranno ai due premi speciali che sono stati istituiti dall'Associazione EPAT e da Lavazza.
L'Associazione EPAT premierà il candidato scelto mettendo in produzione l'oggetto di design giudicato più funzionale all'utilizzo nei pubblici esercizi, con relativa distribuzione nei caffè bar di Torino .
LAVAZZA, per confermare il suo impegno con il mondo della creatività in ambito gastronomico e del design, premierà il designer che con la sua creatività, ha dimostrato la maggiore sensibilità nell'ambito del connubio tra cibo e arte, legate al mondo del caffè.
Al vincitore del "premio Lavazza", sarà data la possibilità di produrre la sua opera in migliaia di pezzi, che saranno offerti al pubblico nel corso della serata di Food Design.

Nei mesi seguenti verrà organizzata la presentazione del video in un luogo istituzionale, con una festa in cui verranno proiettate le immagini del making off riprese durante la realizzazione delle opere esposte.

ARTISTI

Hiroaki ASAHARA, Sergio BARBONI, Ennio BERTRAND, Nicola BOLLA con Claudio e Stefano VICINA MAZZARETTO, Daniela CAVALCABO', Santo CINALLI, Fulvio COLANGELO, Ottavio DI CHIO, Mario FALLINI, Duilio GAMBINO, Piero GILARDI, Alberto GROZIO, Monica MAZZOLENI, Antonella PIRO, Marco PORTA, Marisa SARTIRANA, Marco SILOMBRIA, Massimo SPINELLI, Andy TURNER, Vittorio VALENTE, Luisa VALENTINI

DESIGNER
Studio ADRIANO, Andrea ALLOESIO, AUTOPSIE VESTIMENTAIRE, CIVICO 13, COEX, C-WORK-S con PANPERDU, Walter DANG, Riccardo DE GIULI, IACCHETTI+RAGNI Aroundesign, Maurizio MONTESION, Richard MORETA, NUCLEO, Massimo RASERO, SERIE NUMERICA, SUPRADESIGN, UNIKO DESIGN, Walter VALLINI, WOP Italia, ZEROTRE


OPERE

Ennio Bertrand
'Cielo di Limoni'
Un grande tappeto in cui i limoni sono fonte energetica e luminosa..
'Ground Zero'
Fotogrammi in cioccolato tratti dall'omonima opera interattiva

Nicola Bolla'Sugarlight'
Un sontuoso lampadario a gocce di cristallo.. In zucchero!

Piero Gilardi 'Mangos'
Uno dei famosi tappeti-natura in poliuretano dell'artista, ma per Food Design non tutto è finto.

Andrea Alloesio
'Sodeasdraio'
La chaise longue, un classico del design, reinterpretata a base di uova sode

Supra Design
'Bananas' King'
Ancora un lampadario 'importante', costruito con caschi di banane

Luisa Valentini
'L'uccellino dell'imperatore'
Una poetica gabbia in grissini intrecciati, in cui l'uccellino può mangiare le sbarre e conquistarsi la libertà

Marco Silombria
'Pancuoco'
Un cuoco nudo realizzato in pasta di pane a grandezza naturale

Wop Italia
'Golosapis'
Matite in liquirizia per chi ha il vizio di mordicchiare mentre scrive

Marco Porta
'La mia ferocia si nutre di se stessa'
Scultura in zucchero

Daniela Cavalcabò
'Addenta amalgame pre carie'
un gioco di ribaltamento tra i sensi: chi avrà il coraggio di addentare repellenti dentiere e scoprire che sono in ottimo ciccolato?

Nucleo
'Fondimi'
Una pistola per la colla diventa lo strumento per fondute 'al minuto'

Sergio Barboni
'Novafood'
Un'ironica multinazionale produttrice di cibi OGM: a Food Design presenta le banane con le pinne (frutto dell'incrocio con il dna di pesci dell'Artico)

Coex
'Coez'
Lampada con paralume in cozze

Andy Turner
'Dark secrets'
Carta da parati con disegni in cioccolato

Zerotre
'Kukki'
Caramelle per personalità diverse

Ottavio Di Chio
'Organico|elettronico'
un uovo ad altezza uomo, simbolo di vita che interagisce con il pubblico attraverso sensori di prossimità


concorrono al premio speciale EPAT e al premio speciale LAVAZZA
Enrica Cipelletti, Nicoletta De Biasi, Tobias Finauer, Daniel Fintzi, Gruppo Ghigos, Sebastian Hundertmark, Stephan Jacobs, Raphael Meyer, Massimiliano Miglierina, Paolo Francesco Piva, Aparna Rao, Milena Dani Sansugaro, Enrique Luis Sardi, Barbara Uderzo, Agnese Z'Graggen, Matteo Zini

OPERE

Enrique Luis Sardi
'Cookie cup'
Una tazzina da caffè completamente commestibile, fatta di pasta frolla e glassa di zucchero

Agnese Z'Graggen
'Gioielli di una notte'
Eccentriche ed effimere collane realizzate con verdure di stagione: trevisana, fagiolini, carote..




Gruppo Ghigos
'Zucchiaino'
Cucchiaino da caffè in zucchero e biscotto: la paletta si scioglie mescolando, rimane il manico in biscotto da sgranocchiare bevendo il caffè

Barbara Uderzo
'Candy jewel'
Veri e propri gioielli, dal design raffinato, ottenuti con dieci differenti lavorazioni dello zucchero

Milena Sansugaro e Nicoletta De Biasi
'L'uovo in camicia'
Porta uovo a la coque in pasta di pane da sbocconcellare

Raphael Meyer e Aparna Rao (interactive design Ivrea)
'Eggs'
Misteriose uova luminose


l'organizzazione
L'evento è organizzato dal gruppo ONE Off, un nucleo creativo costituitosi nel gennaio 2002, che riunisce designer ed event designer con l'obiettivo di progettare operazioni di comunicazione legate al design e alle sue contaminazioni; un mètissage fra varie forme di espressione quali arte, video, musica, cibo, biotecnologia. La Galleria One Off dunque vuole sostenere concretamente, con la sua presenza a Torino, i progetti, le idee, le suggestioni che possano avere rilevanza e capacità di coinvolgimento sul piano culturale e sociale.

i nostri sponsor

Città di Torino, Regione Piemonte, EPAT, GAS Art Gallery, Lavazza, Fnac, Guido Gobino

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