Horacio Garcia Rossi / Dettaglio evento





Hugo Demarco e Horacio Garcia Rossi

Dal Friday 16 January 2004
al Sunday 15 February 2004

Gli artisti correlati Horacio Garcia Rossi, Hugo Demarco

Comunicato stampa evento: Hugo Demarco e Horacio Garcia Rossi

Venerdì 16 gennaio 2004 alle ore 18, presso la Sala Sant'Ignazio di Arezzo, si inaugurerà un'importante mostra delle opere di Hugo Demarco e Horacio Garcia Rossi, entrambi di origine argentina e stabilitosi a Parigi negli anni Sessanta.
La mostra ripercorre circa quarant'anni di attività dei Maestri del Cinetismo, fondatori del GRAV, Avanguardia storica che ha saputo concentrare in sé tutte le conquiste dell'arte del Novecento, i cui artisti hanno il merito di avere portato reali innovazioni in ambito artistico attraverso proposizioni nuove sia nel campo della ricerca, in cui l'Arte si avvale della scienza, che in quello della fruizione, dove il pubblico viene coinvolto attivamente nella vita dell'opera d'arte.
Demarco e Garcia Rossi sono tra i maggiori propulsori in questo straordinario orizzonte espressivo, a cominciare dalla loro fertile partecipazione a partire dal 1960 al ''Group de Recherche d'Art Visuel'' di Parigi.
Essi hanno saputo mantenersi fedeli nel tempo agli ideali cinetici; così per Demarco, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1995, e per Garcia Rossi che ancora oggi, con le sue opere, ottiene risultati in linea con le intenzioni originali, ma aggiornate all'attualità, secondo la realtà sociale e tecnologica.
La mostra è composta da cinquanta opere per artista che ripercorrono tutto l'arco della loro attività, sia per i lavori realizzati in ambito al GRAV, che per quelli conseguiti da ricerche individuali.
Scrive, tra l'altro, Giovanni Faccenda, nella prefazione in catalogo: ''...Già allora, la peculiarità più marcata di Rossi e Demarco appare la volontà di scandagliare, senza troppe mediazioni, le molteplici ragioni del vedere, del percepire, dell'illuminare, attraverso un'estrosa sollecitazione del terminale ottico, in un complesso processo strutturale utile, infine, a determinare la creazione di opere, per così dire, aperte, tali, ovvero, da imporre un comportamento integrativo e attivo da parte dello spettatore.
La partecipazione umana, in questo caso, diventa ovviamente essenziale, perché il cinetismo non è algido meccanicismo, e il movimento, in quanto tale, rappresenta un concetto, un'essenza, una categoria del pensiero, prima ancora di tradursi in meccanismo, oggetto o altro. ...''

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