Johannes Inderst

Johannes Inderst

Johannes Inderst / Dettaglio evento

Scapes - paesaggio alpino:mutazioni

Kunst Meran/o Arte

Sede Portici 163, Merano 39012
Altre informazioni Tel +39 0473 212643 | info@kunstmeranoarte.org | http://www.kunstmeranoarte.org/

Data di apertura sabato 07 febbraio 2004
Data di chiusura domenica 21 marzo 2004

Ufficio stampa Studio Pesci

Comunicato della mostra : Scapes - paesaggio alpino:mutazioni

kunst Meran|o arte

edificio Cassa di Risparmio



inaugurazione della mostra


s c a p e s

Paesaggio alpino: mutazioni


Barbieri Basilico Casolaro Guidi Gursky Inderst
Linke Schletterer Spinatsch Vaccari


inaugurazione - sabato 7 febbraio 2004 ore 18.00


scapes - Paesaggio alpino: mutazioni dimostra le trasformazioni del paesaggio nell'arco alpino.
Con sguardo analitico e incisivo, individuale e antituristico
i dieci fotografi selezionati puntano il loro obiettivo sul paesaggio.
Il video e la fotografia sono al contempo documentazione e volontà espressiva, volti a indurre una sensibilità percettiva lontana dai modelli stereotipati veicolati dalla televisione e dalle cartoline.

Periodo mostra 7 febbraio ­ 21 marzo 2004






Con la mostra fotografica .scapes - Paesaggio alpino: mutazioni dal 7 febbraio al 21 marzo 2004, a cura di Thomas Demetz, Valerio Dehò e Letizia Ragaglia, la Kunst Meran/o Arte continua la sua indagine sulle infinite potenzialità estetiche dei paesaggi che ha dato inizio lo scorso anno al progetto .scapes, in cui il paesaggio viene visto come spazio residuale, contaminato da una presenza umana sempre più disincantata e invadente.
La mostra, prima esposizione dopo il ciclo di incontri e workshop dello scorso anno, intende illustrare la trasformazione del territorio dell’intero arco alpino attraverso le immagini di artisti diversi che lavorano con la fotografia e con il video, con l’intento di favorire la nascita di una consapevolezza vera nel ricercare il giusto equilibrio nelle interrelazioni tra ambiente naturale e intervento umano.
Tra gli artisti esposti si trovano protagonisti della fotografia italiana attivi a livello internazionale a partire già dagli anni Ottanta, come Olivo Barbieri (che espone prospettive aeree di foreste valdostane e della Baviera del Sud modificate dall’uomo) Gabriele Basilico (che presenta una raccolta di immagini della periferia di Bolzano) Guido Guidi (che propone frammenti ravvicinati delle montagne trevigiane), Franco Vaccari (con la sua pedante ripresa di camion che ostruiscono la visuale del guidatore d’auto) e la più giovane Gea Casolaro (che attraverso percezioni parziali, scaturite da una visione soggettiva, mostra sequenze precarie del territorio), ma anche artisti europei provenienti dai contesti alpini che ritraggono, quali Andreas Gursky, Armin Linke, Nikolaus Schletterer, Jules Spinatsch.
L’indagine che accomuna tutti gli artisti presenti in mostra é caratterizzata dal tentativo di andare oltre la mera rappresentazione del reale: usare il medium fotografico e il video per indurre lo spettatore a vedere oltre le immagini stereotipate di luoghi che spesso si codificano nella memoria in modo preconcetto, a causa delle facili e consuete divulgazioni dei media e della pubblicità.


Scheda tecnica


Titolo mostra: .scapes
Alpenlandschaft im Umbruch.
Paesaggio alpino: mutazioni

Sede: kunst Meran/o arte ­ edificio Cassa di Risparmio

Periodo: 7 febbraio ­ 21 marzo 2004

Vernice stampa: sabato 7 febbraio 2003 alle ore 13

Organizzazione: Ursula Schnitzer Scherer

Curatore: Valerio Dehò, Thomas Demetz, Letizia Ragaglia

Con il gentile sostegno di: Cassa di Risparmio, Azienda energetica Bolzano/Merano,
Comune di Merano, Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige
Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano

Orari di apertura:

da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 18
chiuso il lunedì

Ingresso:
Intero 5 euro
Ridotto (Anziani, studenti, gruppi) 3 euro
Visite guidate (a richiesta) 1,50 euro

Per informazioni:

Kunst Meran/o Arte
Portici 163, 39012 Merano (BZ)
Tel. +39 0473 212643
Fax +39 0473 276147
WS: www.kunstmeranoarte.com
@: info@kunstmeranoarte.com

Ufficio Stampa Studio Pesci
Via G. Petroni 18/3, 40126 Bologna
Tel. +39 051 269267
Fax +39 051 2960748
WS: www.studiopesci.it
@: info@studiopesci.it






send a card

progetto di coinvolgimento del pubblico - 250 tra fotografie/cartoline/immagini di paesaggi possibil e spazi percepiti come paesaggi - presentati in mostra in un video come prologo di .scapes

tutto il progetto send a card e le immagini all'indirizzo http://www.kunstmeranoarte.it/scapes/it/sendacard/index.htm






.scapes
Alpenlandschaft im Umbruch
Paesaggio alpino: mutazioni
7 febbraio – 21 marzo 2004

Saggio di Letizia Ragaglia


In mostra sono presenti diversi protagonisti della fotografia italiana come Gabriele Basilico, Guido Guidi e Olivo Barbieri, che già negli anni Ottanta si sono relazionati tramite il medium della fotografia al territorio con l’intento di testimoniare che il cambiamento del paesaggio si trova nelle realtà marginali e soprattutto nelle zone della mobilità. Di Gabriele Basilico saranno esposte una serie di opere realizzate negli ultimi anni nella periferia di Bolzano su commissione della Provincia Autonoma di Bolzano al fine di indagare il volto più anonimo e nuovo della città senza retorica, ma anzi conferendo silenziosa dignità ad ogni situazione architettonica. Guido Guidi ha concentrato il suo sguardo sulla trasformazione del paesaggio nella zona pedemontana di Treviso cercando di interrogarsi su un mutato concetto di spazialità mediante prospettive ravvicinate, mentre Olivo Barbieri ha realizzato i propri lavori dall’elicottero, ovvero con una prospettiva dall’alto, che gli ha permesso di cogliere i mutamenti delle foreste della Baviera del Sud così come di alcune aree valdostane sulla base dei pattern che l’intervento umano genera nei contesti naturali. In questo senso è anche da intendere la presentazione di un vecchio progetto di un altro grande protagonista della scena italiana come Franco Vaccari: in un viaggio da Modena a Graz ha concentrato il proprio sguardo sul retro dei camion che viaggiavano nella sua direzione e su squarci di paesaggio che riusciva a carpire, aggiungendo così un altro tassello alla presa di coscienza che oggi viviamo e recepiamo sempre più il territorio in un diffuso stato di attraversamento.
Numerosi giovani artisti hanno continuato a cercare di “misurare” il territorio con la fotografia e il video. Hanno assimilato le tendenze della fotografia degli anni Ottanta e hanno individuato nel medium fotografico uno strumento privilegiato per relazionarsi al territorio che li circonda. Nei loro percorsi le immagini fotografiche così come quelle in movimento sono relazioni con il mondo, capaci di restituire uno sguardo denso e complesso sulla realtà, che si distingue dal modo di vedere comune e diventa esperienza autentica. I lavori di Gea Casolaro nascono dalla consapevolezza di una generalizzata diffusione della condizione dell’attraversamento e delle sue modalità, di cui coglie solo un particolare frammento. L’interesse che guida lo sguardo della fotografa romana non risiede tanto nell’inquadrare architetture o ambienti quanto nell’assecondare un senso di precarietà, o per lo meno di permanente mobilità, annunciato dai soggetti: non effettua riprese panoramiche che ci permettono di cogliere l’insieme di una situazione, ma realizza prevalentemente visuali parziali che alludono ad uno stadio successivo.
L’austriaco Nikolaus Schletterer negli ultimi anni con le sue grandi fotografie a colori ha tracciato una personale “mappa” del paesaggio europeo: con uno sguardo poetico ma al contempo privo di pathos ha catalogato luoghi e soggetti apparentemente banali per interrogarsi sull’evoluzione del paesaggio naturale attraverso le dinamiche del turismo e dell’industria ad esso connessa.
Nelle sue fotografie ambientate in contesti alpini lo svizzero Jules Spinatsch predilige prospettive ravvicinate e deformanti, che generano un disorientamento sensoriale nello spettatore; sovente l’attenzione dell’obiettivo si concentra su motivi naturali o artificiali, che formano una sorta di texture sulla superficie dell’immagine e mettono in secondo piano la specificità del luogo.
La ricerca di Armin Linke unisce motivazioni estetiche, antropologiche e sociali volte a sondare l’impatto umano con il territorio. L’ultimo progetto di Armin Linke si concentra su un territorio geograficamente vicino all’artista: si tratta di un film in pellicola intitolato Le Alpi in movimento, che ha come obiettivo la documentazione della varietà e dell'intensità dei flussi, naturali ed artificiali, che oggi caratterizzano il territorio dei paesi attraversati dalla catena alpina.
Tutti gli autori presenti in mostra seguono un loro preciso percorso, ma sono accomunati da un uso “non-turistico” del medium fotografico, ovvero dall’intento di cogliere realtà più nascoste e meno evidenti. Sovente lavorano sullo spiazzamento di noi spettatori che abbiamo in mente immagini di luoghi fisse e preconcette, trasmesse dalla televisione o mediate dalla cartellonistica. Deviando da queste immagini fittizie inducono ad una presa di coscienza dello spazio in cui ci muoviamo. L’obiettivo di .scapes consiste proprio nel fatto di contribuire a gettare un nuovo sguardo sulle trasformazioni di un territorio che ci circonda e di favorire un rinnovato riappropriamento dello stesso mediante gli sguardi affatto scontati dei fotografi presentati.