Laura Ambrosi

Laura Ambrosi

Laura Ambrosi / Dettaglio evento

RISCRITTO

Galleria Porta Palatina 13

Sede Via Porta Palatina 13, Torino 10122
Altre informazioni Tel +39 011 4362092 | mariolademeglio@cristiani.net | http://www.cristiani.net/

Data di apertura giovedì 22 maggio 2008
Data di chiusura sabato 21 giugno 2008

Orari:
mar/sab h. 11.30/19.00

Comunicato della mostra : RISCRITTO

Personale di Cornelia Petruţa Badeliţa - con la partecipazione di Laura Ambrosi

La forza evocativa della parola che si fa immagine, opera d’arte. Un’idea, uno stato d’animo, una condizione dell’uomo e dell’artista che si rivela nella drammatica semplicità del nero imperfetto di un timbro. E’ questo oggetto, all’apparenza così asettico e prosaico, a diventare un pennello nelle mani di Cornelia Petruţa Badeliţa, giovane artista romena che si sta imponendo sulla scena torinese e italiana con i suoi lavori realizzati proprio utilizzando piccole frasi o parole isolate che, impresse sulla tela con un timbro, diventano figure piene di vita. Con ‘RISCRITTO’, la sua seconda personale che sarà ospitata dalla Galleria Porta Palatina 13, Cornelia Badeliţa presenta circa quindici lavori inediti in cui la parola-timbro viene usata per riscrivere il passato in chiave attuale.

Come si legge nell’introduzione di Franco Fanelli al catalogo della mostra, ‘’ben presto è parso chiaro che Cornelia stesse praticando un versante della ‘conservazione della memoria’ legato non tanto all’esibizione manuale del proprio indiscutibile talento di disegnatrice, quanto all’evocazione e alla trasmissione di un proprio intimo ‘teatro’ di simboli, figure, apologhi e allegorie’’. E allora ecco tele che affondano le loro radici nell’esperienza personale, come le due cartine dell’Italia e della Romania unite dalla linea rossa del percorso fatto a piedi dal padre dell’artista, e quadri che riscrivono temi della tradizione pittorica, come un San Giorgio e il drago in cui il santo sembra soccombere a un drago che ha assunto le sembianze di un serpente, o le tre teste di maiale che osservano una Madonna con Bambino dipinta con la più classica tecnica dell’icona. Lavori in cui l’artista esprime non solo i due lati del suo carattere ma anche la vita e il suo contrario, il bene e il male, l’antico e il moderno, la forza e la dolcezza, il positivo e negativo che saranno fisicamente visibili nella lastra di zinco realizzata per la mostra e che sarà esposta accanto al suo positivo, ossia la stampa. Da qui l’uso del timbro in bianco e nero con inserti di colore, spesso piccolissimi.

Nella mostra, Cornelia Badeliţa ha al suo fianco un’artista con la quale ha condiviso il gusto e l’interesse per la parola che si fa arte, Laura Ambrosi, che si unisce a lei in un progetto in cui le due artiste, di generazioni ed esperienze differenti, indagano il tema della ‘riscrittura’, appunto, di una parte, di un ruolo. Come se nel lavorare insieme fosse loro concessa la possibilità di riscatto rispetto al passato o, più nostalgicamente, di rivivere un ricordo piacevole che vorrebbero reiterare. I loro lavori si incontrano proprio sulle modalità espressive, sugli elementi che caratterizzano le loro ultime ricerche: le parole e i segni. Che siano, infatti, le parole materialmente fissate nei lavori in plexiglass di Laura Ambrosi o le frasi ormai illeggibili nella sovrapposizione dei timbri di Cornelia Badeliţa, il linguaggio del verbo diventa il filtro più efficace per comunicare, per trasferire immediatamente, senza mediatori, l’intensità del loro messaggio. In mostra sono presentati nuovi lavori di Laura Ambrosi, pensati, vissuti e creati per accompagnare nel loro cammino quelli di Cornelia Badeliţa.

Missing words
Il battesimo, comunemente conosciuto come il primo dei sacramenti nella religione cristiana, è in verità una pratica già diffusa nell’antico Egitto. Battesimo significa letteralmente “immergere nell’acqua” e simboleggia, dunque, il seppellimento del vecchio essere in favore della sua rinascita. Ma il battesimo è anche la cerimonia di inaugurazione o di consacrazione di un evento. Ed è passando attraverso queste accezioni che nasce Riscritto, il progetto di due artiste di generazioni ed esperienze differenti che, indagando il tema del battesimo come percorso condiviso di rinascita, senza precisi ruoli di madrina e figlioccia, svelano l’attualità di un rito in cui entrambe diventano testimoni della forza del lavoro di coppia, dell’equilibrio dare-avere nelle relazioni e della giusta interazione tra le parti nello scambio di idee.
Condividendo le proprie esperienze, Cornelia Petruţa Badeliţa (1982, Radauti, Romania) e Laura Ambrosi (1959, Soave-VR) trovano un forte punto di incontro nelle modalità espressive, negli elementi che caratterizzano le loro ultime ricerche: le parole e i segni. Che siano, infatti, le parole materialmente fissate nei lavori in plexiglass di Laura Ambrosi o le frasi ormai illeggibili nella sovrapposizione dei timbri di Cornelia Badeliţa, il linguaggio del verbo diventa il filtro più efficace per comunicare, per trasferire immediatamente, cioè senza mediatori, l’intensità del loro messaggio. Attraverso pratiche artistiche diverse, le due artiste riflettono così sul significato del battesimo come “riscrittura”, appunto, di una parte, di un ruolo, come se nel lavorare insieme fosse loro concessa la possibilità di riscatto rispetto al passato o, più nostalgicamente, di rivivere un ricordo piacevole che vorrebbero reiterare. I ricordi, infatti, scaldano il corpo dall’interno, ma allo stesso tempo lacerano dentro. Lacerazione sulla quale sceglie di soffermarsi Laura Ambrosi nel suo Riscritto, ascoltando l’eco di suoni mancanti, delle assenze che perdurano senza manifestarsi, senza esserci.
Elenchi di parole in fila e numeri ricorrenti visualizzati sulle radiosveglie sono i segni scritti di Missing, titolo del nuovo progetto di Laura Ambrosi in cui l’artista dà forma ai propri ricordi, ai bisogni, alle proprie parti mancanti.
Attraverso la stessa modalità con cui si è soliti annotare i prodotti che mancano nella credenza per accingerci alla spesa, Laura Ambrosi traccia l’elenco di ciò che le occorrerebbe per riempire il suo horror vacui, scrive la lista di quello che le manca, esseri viventi compresi, che sa di non poter trovare in un comune supermercato. Su plexiglass trasparente compaiono così delle scritte che apparentemente sembrerebbero annotazioni per se stessa, segni di un alfabeto personale per colmare quel vuoto interiore e affrancarla dal dolore della mancanza. Quelle scritte, però, che nel materiale plastico sono in parte coperte perché il foglio di plexiglass è stato piegato come a spuntare la mancanza già colmata, non solo riescono a scaldare il cuore dell’artista, ma con semplicità e rigore formale colpiscono chi le guarda perché ognuno di noi, adulto o bambino, ha una propria lista delle parti mancanti, dei bisogni da riempire. Nella compilazione delle sue “missing words”, Laura Ambrosi si esprime in lingua inglese e non per apparire più internazionale, ma perché solo l’inglese, attraverso la sua forma ‘continuous’ (Ing form), riesce a restituire l’idea di un sentimento che si dilata e si espande nel corpo, che fluttua nel tempo e che, per contro, utilizzando il presente indicativo della lingua italiana, si fisserebbe una volta per tutte nel momento stesso in cui lo si pronuncia.
Se nella trasparenza del materiale impiegato, vale a dire nella comprensione razionale delle sue assenze, si leggono parole chiare e ben definite, proprio come i bisogni da colmare, nel secondo lavoro di Laura Ambrosi, Sham, le parole si intravedono solamente, appaiono quasi sfumate e a tratti invisibili. Dietro spesse lastre quadrate di plexiglass, opache e cangianti, infatti, sono racchiusi differenti versi che, al di là della lingua in cui sono riportati e del significato a cui alludono, si fondono come parti di un tutto. Come in un sogno.
Nella massa indefinita di Sham, compaiono così le parole e le scritte che, verosimilmente, non appena saranno razionalizzate dall’artista, potranno far parte di un nuovo Missing. I frammenti dei versi costituiranno, dunque, una nuova lista della spesa del cuore, perché le parole, vale a dire ciò che manca, si muovono ogni volta che si ricorda.
Recuperare i ricordi e i bisogni, e racchiuderli in una forma perfetta, lapidea o plastica che sia, significa celebrarli, consacrarli con un rito affinché ciò che è riscritto diventi esperienza per superare la paura più antica, quella della fine.
[Claudio Cravero]

Vernissage giovedì 22 maggio ore 18.30

22 maggio - 21 giugno 2008

Il catalogo della mostra sarà realizzato da Truly Design con i contributi critici di Claudio Cravero e Franco Fanelli
La mostra sarà anche su Secondlife

Galleria Porta Palatina 13
Via Porta Palatina 13
10122 Torino
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Ufficio Stampa
Erika Petromilli
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