Le Bon Gyu / Dettaglio evento





Sei mostre a SATURA

Dal sabato 24 marzo 2007
al mercoledì 11 aprile 2007

Orari:
Inaugurazioni: 24 marzo 2007, alle ore 17.00
Periodo: dal 24 marzo all'11 aprile 2007
Orari: martedì-sabato, ore 16.30-19.00; chiuso lunedì e festivi

Comunicato stampa evento: Sei mostre a SATURA

SATURA Associazione Culturale
centro per la promozione e la diffusione delle arti
Piazza Stella 5/1, 16123 Genova.
tel/fax: 010.246.82.84 // 010.66.29.17
e-mail: satura@alice.it www.saturarte.it


sabato 24 marzo 2007 ore 17:00
sala cisterna – inaugurazione

< SCULTURA IN SATURA >
collettiva di scultura
a cura di Mario Napoli

aperta fino al 11 aprile 2007
dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00
chiuso lunedì e festivo

Genova, SATURA Associazione Culturale
Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, s’inaugura, nella sede dell’Associazione Culturale Satura (Piazza Stella 5/1), sabato 24 gennaio 2007 alle ore 17:00, la mostra collettiva < Scultura in Satura >. A cura di Mario Napoli.

A dodici anni dall’apertura (19 febbraio 1994) SATURA, dedica uno spazio interamente alla scultura con il proposito di farne una vetrina dove gli appassionati possono trovare e trovarsi con l’importante disciplina. Lo spazio dedicato, affiancherà i cinque spazi già attivi permettendo una maggiore fruibilità tra le tematiche contemporanee, gli autori affermati, i giovani talenti ed i maestri storici italiani ed internazionali.

In questa occasione verranno proposte opere uniche di Choi Dae Sung, Rossana Gotelli, Song Hyun – Ho, Kim Joo – Hyok, Jeong De Kyo, Le Bon Gyu, Rosy Maccaronio, Marco Ravenna, Franco Repetto.

sabato 24 marzo 2007 ore 17:00
sala colonna – inaugurazione

< IL GIOCO DELLE PARTI >
mostra personale di Paolo Lo Giudice

a cura di Valentina Perasso

aperta fino al 11 aprile 2007
dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00
chiuso lunedì e festivo

Genova, SATURA Associazione Culturale

Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, s’inaugura, nella sede dell’Associazione Culturale Satura (Piazza Stella 5/1), sabato 24 marzo 2007 alle ore 17:00, la mostra personale < Il gioco delle parti > mostra personale di Paolo Lo Giudice. A cura di Valentina Perasso.

“ E’ possibile studiare le costanti della fantasia, della invenzione e della creatività? E’ possibile capire come nasce un’idea?”

Osservando le sculture di Paolo Lo Giudice, la domanda di Bruno Munari è fra le prime che ci poniamo. L’artista spinto continuamente all’evasione creativa, con particolare predilezione per la pop-art e il dadaismo, “gioca” ad assemblare diverse parti della meccanica creando personaggi dalle forme umane o animali originali e dai colori vivaci che portano lo spettatore a sorridere. Elemento protagonista delle sue sculture può essere un particolare che propone l’idea del tutto e attorno ad esso l’artista sceglie e compone le parti mancanti.
Paolo, plasmando l’oggetto contestualizzato secondo il suo piano mentale, fa rinascere le differenti componenti con una nuova collocazione di frammenti in un pezzo finito di plastica, metallo o legno con funzioni diverse da quelle originarie. Così giocando con le parti, saldate, incollate, incastrate o avvitate, la materia viene riciclata sempre in “qualcos’altro” di funzionale o più spesso di fantastico, assumendo valori ogni volta diversi. Questo modo di pensare dimostra come l’artista sia attaccato affettivamente agli oggetti del suo quotidiano che contengono ricordi e ci fa scoprire il modo di renderli eterni, conservandoli anche nel loro significato percepito in un assetto diverso. Molto ironica è la scultura “Elettro-domestica”: una donna che come scopa utilizza parte di uno strumento da cucina, suggerendo la parodia della frenesia della casalinga di oggi sempre intenta a fare qualcosa. Ugualmente “Valentissimo campione” richiama la figura del campione di motociclismo Valentino Rossi, che come braccia ha un manubrio di bici e come viso un faro.
Ogni oggetto perde il suo significato originario per assumerne uno nuovo, magari distante anni luce, dal precedente, senza però trascurarlo totalmente, in una nuova chimerica creazione che lo comprende e ne esalta il senso.
Percepiamo attimi di realtà imbalsamati in frammenti materici contemporanei: ogni intervento è stato ideato con lo scopo di dare forma, interna ed esterna, al suo soggetto, rendendolo quasi vivo, con una configurazione fisica e corporea che assurge sempre a una scena di vita reale comica in movimento.
Fantasia e invenzione sono le parole chiave che definiscono gli attributi di queste opere: Paolo immagina qualunque cosa, anche la più assurda e incredibile e la realizza, utilizzando materiali che richiamano l’idea di invenzione con una tecnica finalizzata ad un uso pratico come se, in un certo qual modo, li esaltasse e volesse quasi tramutarli in “supereroi” incarnati in sembianze umane.


sabato 24 marzo 2007 ore 17:00
sala pozzo – inaugurazione

< PAZZI DE PEUTER >
Mostra personale
a cura di Guglielmo Ghigliotti

aperta fino al 11 aprile 2007
dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00
chiuso lunedì e festivo

Genova, SATURA Associazione Culturale

Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, s’inaugura, nella sede dell’Associazione Culturale Satura (Piazza Stella 5/1), sabato 24 gennaio 2007 alle ore 17:00, la mostra personale di Pazzi De Peuter. A cura di Guglielmo Ghigliotti.
Essere artisti oggi, coltivare il senso della forma e del dar forma, porre come priorità assoluta del proprio essere al mondo la soluzione di problematiche plastiche, è sempre più difficile. La sfida è doppia: con la contemporaneità, avara nel riconoscere la figura socio-culturale dell’artista, e con se stessi. Per fortuna c’è la vocazione, termine che, sfrondato degli accenti romantici, corrisponde all’urgenza insopprimibile che obbliga l’artista a esser tale. La vocazione, dal latino vocare, derivato da vox (voce), è, appunto, un richiamo potente. Si è chiamati all’arte, e anche se per un po’ si prova fare orecchie da mercante, alla fine si cede, come è capitato alla fiamminga Pazzi De Peuter.
Istradata dalla famiglia, nonostante i sogni artistici, verso studi universitari, ben presto si rende conto che è solo col pennello in mano che riesce a trovare la sua serenità. Resiste solo un anno, cosicché la si trova ben presto iscritta all’Accademia di Belle Arti di Anversa, a trascorrere parte della giornata nei corsi di pittura, e la sera in quelli di una scuola di scultura. Nel 1990 è per la prima volta a Carrara, dove tornerà annualmente a lavorare nei laboratori, fino a quando, nel 1996, decide di stabilirsi definitivamente nella città apuana. Qui, la sua scultura incontra le prime resistenze: è scultura figurativa, che fa tesoro della tradizione e anche degli insegnamenti accademici. Difficile farsi apprezzare da coloro che pensano che l’arte abbia fondamentalmente un solo volto, quello astratto. Nessun linguaggio, invece, è depositario della modernità, e la stessa modernità è un guanto che si può rovesciare senza posa, scovandone sempre nuove ed inaspettate sfaccettature. Il problema non è, infatti, l’essere moderni, ma semplicemente attuali con se stessi. E chi non riesce ad apprezzare, dovrà essere almeno indotto a rispettare chi la propria “attualità” espressiva la individua in un’operatività che si appella, come fa la De Peuter, ai criteri di un vivido naturalismo.
Nata pittrice, l’artista belga si è dedicata lungamente alla scultura in marmo, per poi, recentemente, ricondurre entrambe le matrici espressive nell’alveo di una sintesi volumetrico-coloristica, ottenuta con l’espediente della terracotta policroma. Modellare e dipingere, corpo tridimensionale e colore si sono così armonizzati in opere che, come nell’antica plastica greca e romana, occupano lo spazio in quanto massa e in quanto riflesso cromatico. Ma nei ritratti e negli accovacciati nudi femminili plasmati e tinteggiati dalla De Peuter, di pittoricistico c’è pure il trattamento vibrante delle superfici, mosse da increspature e sbozzati grumi materici, che artigliano l’aria, producendo un effetto di ristagno luminoso. E’ un’accezione impressionistica della scultura, che vivacizza i nudi e intensifica la presenza dei ritratti, rendendoli palpitanti ed immergendoli nell’ambiente.


sabato 24 marzo 2007 ore 17:00
sala prima – inaugurazione

< ANTICHI CAPOLAVORI DEL XXI SECOLO >
Giotto, Botticelli, Raffaello & Company “rivisitati” da
due artisti contemporanei, con originalità e fantasia.

mostra personale di Francesco Chiari e Renzo Matta
a cura di Luca Frigerio

aperta fino al 11 aprile 2007
dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00
chiuso lunedì e festivo

Genova, SATURA Associazione Culturale

Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, s’inaugura, nella sede dell’Associazione Culturale Satura (Piazza Stella 5/1), sabato 24 marzo 2007 alle ore 17:00, la mostra personale < Antichi capolavori del XXI secolo > Giotto, Botticelli, Raffaello & Company “rivisitati” da due artisti contemporanei, con originalità e fantasia. Un trionfo di puro colore, in un divertimento di giochi geometrici. Mostra personale di Francesco Chiari e Renzo Matta. A cura di Luca Frigerio.

I soggetti li riconoscono tutti, subito, a una prima occhiata, anche chi non ha particolare dimestichezza con la storia dell’arte. Là la Venere di Botticelli, qui la Fornarina di Raffaello, poco oltre la ragazza con l’orecchino di perle di Durer… L’operazione, quella di rivisitare i capolavori del passato, non è certo nuova, ma Francesco Chiari e Renzo Matta la fanno, come sempre, con originalità e fantasia. E una certa dose di divertimento, che non guasta. Delle celebri opere i nostri due artisti prendono dei macro dettagli. Le figure per lo più, a enfatizzare i gesti, le espressioni dei volti, gli sguardi. Ma anche particolari apparentemente secondari, eppure fortemente evocativi. A scomparire è il contesto, gli sfondi, le stanze o i paesaggi. Al loro posto, semplici schemi geometrici di rette e di curve, di pieni e di vuoti, in un alternarsi, straniante e giocoso, di cerchi e di rombi, di rettangoli e di triangoli. E su tutto, il colore. Puro intenso, smagliante. Orgogliosamente acrilico. La Giuditta di Caravaggio esegue così il suo intervento da macelleria davanti a una quinta psichedelica, dal sapore anni Settanta; la Dama del Pollaiolo si sdoppia in un alone verdastro; l’Eraclito raffaellesco medita pensieroso nella solitudine di tinte forti. Poco più in là il San Francesco di Giotto riceve le stimmate in una Verna pulsante di gialli e di rossi (gli stessi colori, per altro, con cui tradizionalmente è rappresentato il Cristo serafico) mentre le Cortigiane del Carpaccio – che tali non sono affatto, ma il nome è rimasto loro addosso – attendono il ritorno dei compagni in un’atmosfera lunare, con lo sguardo perso nel vuoto. Donne, soprattutto. Con quei loro sguardi, con i loro ammiccamenti espliciti o timidi, comunque affascinanti, che ne hanno decretato la fortuna negli originali, e che qui vediamo riproposti con compiaciuta complicità. Perché in fondo sembra prendere tutto con sana leggerezza, il giovanotto Francesco Chiari, 79 anni, attento a non far inaridire, pascolaniamente parlando quel fanciullino che si agita nell’animo. Riuscendo a trascinare in questo gioco anche chi gli sta attorno, come, nell’occasione Renzo Matta, quasi trent’anni meno all’anagrafe.


sabato 24 marzo 2007 ore 17:00
sala maggiore / sala portico - inaugurazione

< NUOVI PROTOCOLLI DELL’ASTRAZIONE >
Sei individualità tra Cuneese e Savonese

Opere di:
Walter Accigliaro, Corrado Ambrogio, Ferdinando Marchese, Véronique Massenet, Silvio Rosso, Carmen Spigno

aperta fino al 11 aprile 2007
dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00
chiuso lunedì e festivo

Genova, SATURA Associazione Culturale

Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, s’inaugura, nella sede dell’Associazione Culturale Satura (Piazza Stella 5/1), sabato 24 marzo 2007 alle ore 17:00, la mostra < Nuovi protocolli dell’astrazione > Sei individualità tra Cuneese e Savonese. Opere di: Walter Accigliaro, Corrado Ambrogio, Ferdinando Marchese, Veronique Massenet, Silvio Rosso, Carmen Spigno.

L’Associazione “Satura” di Palazzo Stella ospita una considerevole rassegna d’arte contemporanea, con l’ambizioso titolo Nuovi protocolli dell’astrazione. Questa mostra itinerante nel 2007 (Genova, Cervo - IM, Alba - CN) presenta opere di sei artisti, rispettivamente attivi nelle province di Cuneo e di Savona: Walter Accigliaro, Corrado Ambrogio, Ferdinando Marchese, Véronique Massenet, Silvio Rosso, Carmen Spigno.

L’esposizione è promossa dall’Associazione culturale “Satura” di Genova, dal Circolo artistico “Amici nell’Arte” di Garlenda (SV), dal Comune di Cervo (IM) e dal Centro culturale “San Giuseppe” di Alba (CN), con il patrocinio della Provincia di Genova, della Città Genova è della Città di Alba. Si tratta di una sintesi espositiva di opere di pittura e scultura, volta a sottolineare gli obbiettivi raggiunti da un gruppo di artefici in zone confinanti di Piemonte e Liguria. Questi sei artisti si confrontano sulla base di comuni matrici espressive, derivate da talune modalità astratte ed informali, ma riconducibili a certe sperimentazioni contemporanee. Perciò, l’affermazione di una linea di ricerca aniconica e l’aggiornamento delle soluzioni ideative costituiscono le risultanti di percorsi coerenti. La mostra itinerante è pure corredata da un apposito catalogo esplicativo. Vi sono pubblicati, oltre alle documentazioni dei singoli artisti, testi settoriali di Nicola Angerame e Clizia Orlando, nonché testi individuali di Maria Teresa Barolo, Albert Barreda, Clotilde Paternostro, Carlo Pellegrino, Enrico Perotto e Claudia Sugliano.