Lisa Castellani / Dettaglio evento
50ma Biennale di Venezia - progetto speciale - Riserva Artificiale
Dal Saturday 14 June 2003
al Sunday 02 November 2003
Gli artisti correlati
Alessandro Ambrosini, Alessia Bellon, Anna L. Dionello, Antonio Guiotto, Cesare Pietroiusti, Changiz Jalayer, Eleonora Sarasin, Lisa Castellani, Manuela Mocellin, Maria Ida Clementel, Melissa Valso, Stefania Bona, Stefano Zatti, Valentina Paganello, Valeria Cozzarini, Viviana Carlet
Comunicato stampa evento: 50ma Biennale di Venezia - progetto speciale - Riserva Artificiale
Progetto speciale
Riserva Artificiale
Porto Marghera, Darsena di via dell’Atomo
Un progetto di Cesare Pietroiusti e Alessandro Ambrosini, Alessia Bellon, Stefania Bona, Viviana Carlet, Lisa Castellani, Maria Ida Clementel, Valeria Cozzarini, Anna L. Dionello, Antonio Guiotto, Changiz Jalayer, Manuela Mocellin, Valentina Paganello, Eleonora Sarasin, Melissa Valso, Stefano Zatti.
Nato da un seminario (dicembre 2002) tenutosi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e a Marghera, Riserva Artificiale sviluppa una nuova forma di collaborazione fra la Biennale e l’Accademia di Belle Arti per progetti legati ad una interpretazione e rilettura del territorio veneziano nella sua complessità.
La Darsena di via dell’Atomo è un piccolo specchio d’acqua, in uso ad una compagnia di rimorchiatori, in un punto di passaggio all’incrocio fra i binari dei treni che trasportano materiali verso gli impianti industriali, gli stabilimenti della Fincantieri, la strada dove passano i camion. E’ una porzione di “terra di nessuno”, come ce ne sono tante ai margini delle città e degli insediamenti industriali, ma è raggiungibile, anche con i mezzi pubblici. Lo specchio d’acqua da una parte e la strada, con l’edificio del bar e dell’edicola dall’altra, delimitano una zona dove sono stati depositati, forse abbandonati, residui industriali, pezzi di macchinari, tubature e legnami, un frammento di una vecchia conduttura con le valve dei mitili incrostate e un enorme pezzo di cemento ormai solidale con il metallo, una barchetta di legno con dentro qualche vestito e una grossa corda, una scaletta col passamano giallo, una borsetta verde….
L’idea di Riserva Artificiale è prendersi cura di questo luogo e dei suoi oggetti, inventariarli e sistemarli, cercare, con appostamenti, osservazioni, e soprattutto interviste e incontri, di tirar fuori le loro storie, di valorizzare gli aspetti conoscitivi ma anche poetici di un luogo di margine con forti e contraddittorie connotazioni. Un luogo che, per la durata della mostra, potrebbe diventare un capolinea di percorsi narrativi, dove “prendere” qualcosa: un caffè o posto su una panchina per un incontro romantico, le storie di operai in pensione che vanno a pescare accanto alla loro vecchia fabbrica, oppure un minibus o una bicicletta per fare un giro di Porto Marghera “in notturna” – se serve, con un pezzetto di buccia d’arancia per coprire gli odori.
Al pubblico della Biennale gli artisti di Riserva Artificiale, offriranno dei buoni per tali servizi o storie da “consumare” in darsena; in mostra, si impegneranno in un lavoro un po’ paradossale di “promozione” e cercheranno di convincere a spostarsi verso un luogo scomodo e non precisamente bello, qualcuno che non ha il tempo per farlo.
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