Luigi Ontani / Dettaglio evento





Hard art

Dal venerdì 27 febbraio 2009
al lunedì 20 aprile 2009

Comunicato stampa evento: Hard art

In arte la rappresentazione del sesso non e' mai ammiccante. Essa puo' essere gioiosa, ludica, tragica, ironica ma non adesca clienti, non vuol vendere una mercanzia. La scabrosità del soggetto ha puntualmente riscatto nella forma. In questa mostra Hard art tali sfaccettature sono tutte rappresentate. Innanzitutto c'e' l'installazione inedita di Francesco Clemente, Positivo-Negativo, posta sul palcoscenico del teatrino della galleria L'Attico. Quest'opera del 1998 nasce dalla reazione emotiva di Francesco al gran numero di amici e colleghi colpiti all'epoca dall'Aids. La selva di sessi in lamiera, sagomati e infissi sulla scena come personaggi alla ribalta, configura un sito sublime e tragico. Non s'era mai visto a memoria d'uomo un camposanto del sesso.

Da questa declinazione esistenziale si passa ad una ironica, di cui e' specialista Luigi Ontani. Il fiore infilato nell'orifizio anale, spudorato e pudico al tempo stesso, depotenzia il dispositivo kitsch dell'immagine. L'ovale del volto reclinato, incorniciato da un braccio, ha le fattezze sfingesche di una maschera del teatro Nō. Il nudo di Luigi, qualsiasi postura esso prenda, reca l'impronta indelebile del tableau vivant.

Il nudo del surrealista Hans Bellmer ha movenze opposte a quello di Ontani. Il suo e' un gioco morboso e ambiguo, ma non annulla la sensualità. Dal corpo femminile, col seno in vista e la vagina schiusa, nasce un virgulto virile aggiuntivo che si ricollega alla cavità orale. Complice strizza l'occhio la luna a questa stralunata creatura ermafrodita.

Altre sfumature introducono i lavori degli altri artisti. Marco Colazzo espone un quadro liquido, azzurro, dove flottano mammelle femminili come molli meduse nell'acqua. Paola Gandolfi espone un piccolo Colosseo, simile a un souvenir da bancarella, da cui emerge come da un pozzo la clitoride femminile. È un lavoro urtante, quasi militante, ma rimane impressa questa rossa ferita innocente.

Il pensiero fisso di Mojmir Jezek s'appunta su una forma tondeggiante, sia essa cuore o deretano femminile. Un'ossessione, la sua, che dilata a dismisura l'anatomia per poi sublimarla, a differenza di un Botero, in una visione geometrica quasi astratta. Ben Vautier, risaputo spirito ironico, utilizza una vecchia stampa erotica su cui decanta, con sapienza materica da pittore, le lodi del membro virile: dur, grand, bon et chaud. Sergio Ragalzi espone una tela sconvolgente, dove un corpo dipinto di donna ha per seni due barattoli veri, svuotati, come schiacciati dalle ruote di un'automobile. Infine ci sono le miniature, una indiana e due nepalesi, del XVII e del XVIII secolo. Le nepalesi sono di una naivete' deliziosa, l'amplesso e' una danza immobile; quella indiana e' piu' raffinata, acrobatica, e strappa a noi occidentali un sorriso d'incredulità...

Da quando ho concepito questa mostra, sarà un riflesso condizionato, cammino per strada indovinando dei passanti il sesso sotto il vestito. Ognuno di noi porta in giro celata la propria croce e delizia.
Fabio Sargentini

Inaugurazione 27 febbraio ore 19.00

Dal 27/2/09 al 20/4/09

L’Attico
Via Del Paradiso 41
Roma 00186
Tel +39 06 6869846
info@fabiosargentini.it
http://www.fabiosargentini.it/

© ArsValue srl - P.I. 01252700057