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Luisa Valentini - Documentazione
Nato a: Torino
Italia
LUISA VALENTINI
Luisa Valentini nasce a Torino il 13 dicembre 1954, dove vive e lavora.
Si lurea in Germanistica con Claudio Magris presso l’Università degli Studi di Torino nel 1978, diplomandosi poi in scultura nel 1989 presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Dalla fine degli anni ’80 partecipa a una cinquantina di esposizioni, tra mostre collettive e progetti artistici- culturali, soprattutto a Torino e in Piemonte, ma anche a Parigi e New York. Ha tenuto, inoltre, una decina di personali in gallerie d’arte torinesi, musei e associazioni culturali.
Molte delle sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.
Mostre personali
Unione Culturale F.Antonicelli, Torino, 1993
FERT le Serre, Grugliasco, 1993
Galleria S.Filippo, Torino, 1995
Guido Carbone, Torino, 1995
Fondazione Palazzo Bricherasio, Torino, 1996
Margaria della Palazzina di Caccia di Racconigi, 1996
Associazione Culturale “Sotto la Mole”, Torino, 1997
Tra le mostre collettive...
Spazio utile, Fossano,1987
7° Rassegna Nazionale delle Accademie di Belle Arti - Expoarte, Bari,1989
Le vie dell’arte, Torino, 1990
Cultura ed Arte nella contrada di San Filippo, Torino, 1991
Mostra della ceramica ’92 e ‘93 Castellamonte, 1992
Biennale della Ceramica d’arte, Savona, 1992
Art is Life,Torino, Gand, ostenda, Londra, Milano,1993
Trentaquattro artisti per trentaquattro cornici, Torino, 1994
Sculture “Senza frontiere”, Thonon les Bains, Forte di Bard,1994
Ler italiennes et la céramique, Clermont Ferrand,1994
Equinozio d’autunno, Castello di Rivara,1994
Giovane arte contemporanea - III Biennale, Sartirana Lomellina, 1995
Piazze d’artista, Salone del Libro,Torino, 1996
Paraxo ‘96, Borgo del Castello di Andora, 1996
Papierskultur, Linz, 1997
Lookout scultupre Paris, Parigi, 1997
In fuga. Arte attuale a Torino, Palazzo Massari Ferrara, 1997
L’arte e l’automobile, Torino, 1999
La Planque, Clermont L’Herault, 1999
Schoepfungszeiten, Linz, 2000
Nursery Crime, New York, 2000
Periplo della Scultura Italiana Contemporanea, Sassi di Matera, 2000
Nove scultori piemontesi a Cuneo, Fond. Peano, Cuneo, 2002
Scultura Internazionale a la Mandria, Torino, 2002
Fooddesign, One Off Torino, 2003
L’OPERA DI LUISA VALENTINI
Testo a cura di Victor De Circasia
Luisa Valentini ha iniziato negli anni Ottanta a lavorare sugli elementi relazionati alla natura ed alle sue forme. Dopo aver completato i suoi studi all’Accademia Albertina, ha sviluppato un consistente corpus di ricerca e di lavoro che le ha dato la possibilità di creare le prime sculture relazionate a questo tema. Erano strutture e forme prese a prestito dalla natura e dai significati simbolici che diverse culture ad esse attribuivano e sancivano la loro relazione con la percezione umana. Il lavoro si è in seguito sviluppato in una costante osservazione di alberi, piante, fiori e nella realizzazione di una interpretazione letterale, preliminare alla successiva elaborazione in sculture. Le opere appaiono permeate di una capacità inusuale di trasmettere emozione mediante un impegno sulla ‘scala’ (esempio: la trasposizione nel grande formato di un elemento in sé minuto), giocando abilmente su elementi quali la fragilità il movimento e la carica erotica.
Le sua sculture si relazionano apertamente con la geometria, la costruzione in natura, la mutazione, la morte e la rinascita nel regno vegetale ed animale.
Per Valentini non sembrano esservi forme ideali, ma piuttosto esperienze che danno allo spettatore la possibilità di provare un’emozione nel confronto con l’oggetto.
Il motivo descrittivo procede con la manipolazione degli elementi narrativi, nei quali l’artista esprime le proprie idee e le proprie concezioni.
Le tecniche usate si legano ad un proposito di funzione – rappresentazione e possono cambiare anche in forma drammatica da una scultura all’altra e quindi, questo linguaggio della rappresentazione ha esplorato i materiali più diversi: metallo, resina, plastica, acciaio inossidabile, gesso, pigmenti, legno , tessuto e altri.
Le opere più recenti rinnovano la volontà di relazionarsi all’elemento natura aumentando la carica sensuale. Il riferimento visuale fa parte di una tradizione artistica legata alla collezione, alla classificazione e alla osservazione degli oggetti.
La ricerca di forme, modelli e volumi ha permesso di vedere alcune qualità segrete degli elementi presi in esame e la capacità di operare nello spazio ha fornito alla Valentini appiglio e linguaggio per introdurre il suo lavoro in un contesto di rappresentazione che, virtualmente, seziona i prodotti di Madre Natura sotto i nostri occhi, offrendoci nuove ed insperate possibilità interpretative ed associative.
In un certo senso, Valentini elabora un discorso concettuale che permette agli elementi presi in esame di reagire ad un intento filosofico. La sperimentazione di forme e modelli crea, come prima impressione, una sorta di ordine tematico ma in molte situazioni è proprio la catalogazione di affinità che interrompe la possibilità di rivelarci il messaggio concettuale del pezzo.
La fragilità e l’effimero sono componenti importanti del lavoro e danno autenticità alle opere. E’ proprio questo fattore ermetico che ridefinisce la possibilità di vedere le novità insite in ogni scultura. La scultura diventa allora un nuovo corpo, una nuova qualità, diventa reliquia e metafora di un unico e magico oggetto.
In certi casi, come già detto, è importante il carico simbolico che talune culture attribuiscono ai diversi elementi vegetali o naturali.
Dal fondamento naturale, attraverso un processo di seduzione e di sovversione dello spazio si va verso la nuova creazione, unica e capostipite: verso il prototipo.
Talvolta questi prototipi appaiono sovradimensionati e dominanti nello spazio. In questi casi, Valentini esplora la breccia aperta tra l’elemento naturale a noi familiare ed il sogno che alberga nel subconscio di vedere schiudersi e rivelarsi di fronte a noi un elemento gigantesco.
L’influenza dei media moderni ha permesso di introdurre nel suo lavoro una sorta di performance e di relazione tra spazio e scultura. Essendo consci del posizionarsi dei pezzi nello spazio e tenendo in conto il rapporto con gli elementi sottostanti, si ha la possibilità di generare un gioco circostanziale e, talvolta, una nuova scultura.
Peraltro, l’interazione tra la scultura ed il suo significarsi come oggetto crea sempre una condizione un poco vaga, uno stato di loop, un’esitazione ed un’estasi nelle quali lo spettatore sta per qualche tempo immerso, prima di accettare (o di rifiutare) la specifica riflessione proposta dall’autore. Questo ruolo subordinato viene mano a mano superato e recuperato attraverso la definizione dell’insieme, l’interazione di altri elementi (non secondario quello decorativo) per arrivare ad una visione completa.
In questo momento magico si addensa non poca dell’abilità di una scultrice come Luisa Valentini che sa disporre frammenti e pezzi sparsi in una situazione dialogante, quasi una conversazione che permette all’artista di reagire e di governare il processo di azione - reazione e lo stesso principio di gravità in uno spazio dato.
Con queste premesse e su questi fondamenti, non vi sono dubbi che i risultati del suo lavoro continuino ad entusiasmarci e stupirci.
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