Marcello Jori

Marcello Jori

Marcello Jori / Dettaglio evento

57° Premio Michetti. Laboratorio Italia

Fondazione Michetti

Sede Piazza San Domenico 1, Francavilla al mare
Altre informazioni Tel 085 4912347 | gidige@libero.it

Data di apertura sabato 15 luglio 2006
Data di chiusura venerdì 15 settembre 2006

Orari:
18.00/24.00 tutti i giorni
Chiuso il lunedì
Curatori Philippe Daverio

Comunicato della mostra : 57° Premio Michetti. Laboratorio Italia

A cura di Philippe Daverio


Sabato 15 luglio si inaugura nella storica sede del Palazzo S. Domenico e del Museo Michetti a Francavilla al Mare il 57° Premio Michetti dal titolo Laboratorio Italia.
Oltre 100 gli artisti invitati dal curatore Philippe Daverio che nelle vesti di antropologo, oltre che di critico d'arte, li ha catalogati in cinque etnie, a seconda delle diverse espressioni: ne è nata una sorta di genetica della pittura con gli Insubri-espressionisti, i Felsini-morbidi, gli Etruschi-materici, gli Adriatici-bizantini e i Mediterranei-barocchi.

Nel percorso suddiviso in tre parti le cinque sezioni etno-antropologiche sono precedute da due aree di riflessione, sorte, più che dalla volontà critica, dalla raccolta di percorsi eccentrici catalogati da Philippe Daverio. La prima parte dal titolo De Rerum Natura è una riflessione sulla natura anche nel suo incontro con la scienza e riunisce opere di artisti come Agostino Arrivabene, Stefano Faravelli, Giuliano Mauri, Patrizia Medail, Laura Panno e Tommaso de Paris; la seconda, A proposito della luce, è uno studio sulla luce e su come la fotografia diventi un pezzo unico quando è rielaborata: qui, tra gli altri, si trovano i lavori di Vincent Berg, Cristopher Broadbent e Marinellia Pirelli. La terza è rappresentata dalle cinque sezioni etno-antropologiche e comprende molti artisti tra cui Cesare Berlingeri, Raffaele Bueno, Momò Calascibetta, Pirro Cuniberti, Beppe Gallo, Marcello Jori, Alejandro Kokocinski, Giovanni Ragusa, Luca Sacchi Gracco, Fabius Tita e Alessandro Verdi.
“Il panorama attuale delle arti visive in Italia - precisa Philippe Daverio - è nella sostanza costituito da quattro aree ben distinte: un olimpo sancito dalle aste internazionali, alcuni artisti diventati con gli anni emeriti, una vasta produzione di giovani artisti con notevole e regolare produzione, un schiera più misteriosa di artisti nascosti nei meandri della società ma nondimeno portatori di innovazioni estremamente interessanti. L’intenzione è di portare all’attenzione del pubblico questa ultima categoria, costituita non solo da percorsi ancora sperimentali e in divenire ma anche di evoluzioni professionali accertate, riconosciute da collezionisti nazionali e internazionali. I criteri di selezione, vista proprio la tipologia indagata, non hanno potuto essere quelli usati abitualmente dalla critica tradizionale, sono stati così utilizzati parametri più vicini a quelli della antropologia culturale, in base ai quali la sommatoria degli elementi stilistici ha determinato raggruppamenti raccolti in base ad informazioni trasversali ottenute del mondo della cultura. Si sono evidenziati quasi automaticamente cinque gruppi, definiti non secondo scuole o consorterie ma attorno a tribalità antiche che sicuramente nella penisola sopravvivono così come sopravvivono le abitudini linguistiche e alimentari. L’Italia in questo modo si suddivide, ed è ovviamente una divisione più ludica o concettuale che effettiva, in insubri, felsini, adriatici, etruschi e tirreni. Ciò che è apparso straordinariamente intrigante è che ognuno di questi gruppi esprime uno stile linguistico con un senso di autonomia fortemente distinguibile".

Molti degli artisti qui presenti provengono dall'esperienza di 13x17www.padiglioneitalia, a cui è dedicata una sala: questa mostra si è dimostrata un interessante stimolo che ha gettato le basi per una nuova visione dell'arte contemporanea in Italia. Le opere raccolte sono state realizzate da artisti di spicco del panorama nazionale e internazionale, a cui si affiancano nomi meno noti al grande pubblico. La manifestazione, sostenuta da Philippe Daverio, è stata il risultato del progetto che ha portato alla realizzazione di un padiglione italiano esterno durante la Biennale di Venezia 2005. In quell’occasione tutti gli artisti attivi sul territorio nazionale erano stati invitati a essere presenti nella Chiesetta di San Gallo, con un lavoro il cui unico vincolo era la misura di 13x17 cm: una sorta di “ex voto” concepito come reazione all’assenza di artisti italiani nel Padiglione Italia, a un sistema che non dimostrava rispetto per la produzione artistica nazionale. La risposta è stata corale: Philippe Daverio ha infatti definito il progetto come “un segno visibile della forza della creatività dell'arte contemporanea italiana”.

Il concetto dell'allestimento del Premio Michetti è rivisitato nell'ottica della cultura barocca e dell'ambientazione totale, in modo da consentire alle opere di essere partecipi di un tutto.

Il Premio Michetti, il più antico in Italia dopo la Biennale di Venezia, verrà conferito da una giuria il 15 luglio, giorno dell'inaugurazione: l'opera che si aggiudicherà il primo premio verrà acquisita dalla Fondazione Michetti ed entrerà a far parte della collezione permanente.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Vallecchi Editore con testo di Vincenzo Centorame, presidente della Fondazione Michetti, presentazione e interventi per ogni gruppo antropologico di Philippe Daverio.

Catalogo Vallecchi Editore




Premiazione: sabato 15 luglio

Inaugurazione: sabato 15 luglio h.19
15 luglio - 3 settembre 2006
(Prorogata al 15 ottobre)


Piazza S. Domenico, Francavilla al Mare (Chieti)


Ingresso gratuito


Informazioni al pubblico
Palazzo S. Domenico
Tel./Fax 085/4912347
fondazionemichetti@tiscalinet.it

Ufficio Stampa Irma Bianchi Comunicazione
Tel. 02.89404694 - 02.89400732
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