Marcello Jori

Marcello Jori

Marcello Jori / Dettaglio evento

Laboratorio Italia

Fondazione Michetti

Sede Piazza San Domenico 1, Francavilla al mare
Altre informazioni Tel 085 4912347 | gidige@libero.it

Data di apertura sabato 29 luglio 2006
Data di chiusura domenica 03 settembre 2006

Orari:
18.00/24.00 tutti i giorni
Chiuso il lunedì
Curatori Philippe Daverio

Comunicato della mostra : Laboratorio Italia

57° Premio Michetti.
A cura di Philippe Daverio


Sabato 29 luglio si inaugura nella storica sede del Palazzo S. Domenico e del Museo Michetti a Francavilla al Mare il 57° Premio Michetti dal titolo Laboratorio Italia, a cura di Philippe Daverio.

Il presidente Vincenzo Centorame nel suo testo in catalogo esordisce: "Laboratorio Italia costituisce una delle maggiori scommesse di queste ultime edizioni del Premio Michetti, rappresenta una sfida importante per la vastità e l’articolazione della proposta e, soprattutto, per il suo porsi in un terreno altro rispetto alle ormai consuete “partite di giro” e dei riti abituali dell’arte contemporanea in Italia (…). Riteniamo di poter dire che Laboratorio Italia rompa le convenzioni e le abitudini alle quali siamo quasi costretti da una grancassa mediatica alla quale corrisponde una prospettiva sempre più asfittica. Il Premio Michetti continuerà a svolgere il suo ruolo autentico di ricognizione e di proposta soprattutto se non avrà paura di essere inattuale nell’audacia dei curatori e degli artisti che ospita".

L'edizione odierna coincide con il sessantesimo anniversario del Premio ed è la mostra più grande degli ultimi vent'anni con un consistente numero di opere: più di 300 lavori per oltre 100 artisti.
Il percorso è suddiviso in tre sezioni: la prima, De Rerum Natura, è una riflessione sulla natura anche nel suo incontro con la scienza e riunisce opere di artisti già noti come Agostino Arrivabene, Stefano Faravelli, Giuliano Mauri, Patrizia Medail, Laura Panno e Enrico T. de Paris; la seconda, Per una altra questione fotografica, è uno studio sulla luce e su come la fotografia diventi un pezzo unico quando è rielaborata: qui, tra gli altri, si trovano i lavori di Vincent Berg, Cristopher Broadbent, Anna Rosa Gavazzi e Marinellia Pirelli. La terza sezione, la più estesa, dal titolo Per una altra ipotesi classificatoria, è rappresentata da cinque gruppi etno-antropologici, sorti più che dalla volontà critica, dalla raccolta di percorsi eccentrici catalogati da Philippe Daverio. Il curatore, nelle vesti di ricercatore e antropologo, ha dato vita a una sorta di genetica della pittura, creando cinque diverse etnie, a seconda delle varie espressioni artistiche, gli Insubri-espressionisti, i Felsini-morbidi, gli Etruschi-materici, gli Adriatici-bizantini e i Mediterranei-barocchi. Questa parte comprende numerosi artisti tra cui Cesare Berlingeri, Raffaele Bueno, Momò Calascibetta, Pirro Cuniberti, Beppe Gallo, Marcello Jori, Alejandro Kokocinski, Giovanni Ragusa, Luca Sacchi Gracco, Fabius Tita e Alessandro Verdi.

In mostra è possibile ammirare un consistente nucleo di opere su tela, sculture, installazioni, ceramiche, vetri e fotografie. L'attenzione alla distinzione semantica dei linguaggi è stata particolarmente curata: il Premio intende ridefinire ciò che oggi è pittura, scultura, fotografia, e riportare nell'ambito delle arti maggiori il vetro e la ceramica.

“Il panorama attuale delle arti visive in Italia - precisa Philippe Daverio - è nella sostanza costituito da quattro aree ben distinte: un olimpo sancito dalle aste internazionali, alcuni artisti diventati con gli anni emeriti, una vasta produzione di giovani artisti con notevole e regolare produzione, un schiera più misteriosa di artisti nascosti nei meandri della società ma nondimeno portatori di innovazioni estremamente interessanti. L’intenzione è di portare all’attenzione del pubblico questa ultima categoria, costituita non solo da percorsi ancora sperimentali e in divenire ma anche di evoluzioni professionali accertate, riconosciute da collezionisti nazionali e internazionali. I criteri di selezione, vista proprio la tipologia indagata, non hanno potuto essere quelli usati abitualmente dalla critica tradizionale, sono stati così utilizzati parametri più vicini a quelli della antropologia culturale, in base ai quali la sommatoria degli elementi stilistici ha determinato raggruppamenti raccolti in base ad informazioni trasversali ottenute del mondo della cultura. Si sono evidenziati quasi automaticamente cinque gruppi, definiti non secondo scuole o consorterie ma attorno a tribalità antiche che sicuramente nella penisola sopravvivono così come sopravvivono le abitudini linguistiche e alimentari. L’Italia in questo modo si suddivide, ed è ovviamente una divisione più ludica o concettuale che effettiva, in insubri, felsini, adriatici, etruschi e tirreni. Ciò che è apparso straordinariamente intrigante è che ognuno di questi gruppi esprime uno stile linguistico con un senso di autonomia fortemente distinguibile".

Il Premio Michetti, il più antico in Italia dopo la Biennale di Venezia, quest'anno ospita la mostra 13x17www.padiglioneitalia, un interessante stimolo che ha gettato le basi per una nuova visione dell'arte contemporanea in Italia. Le opere raccolte sono realizzate da artisti di spicco del panorama nazionale e internazionale, a cui si affiancano nomi meno noti al grande pubblico. La manifestazione, sostenuta da Philippe Daverio, è nata dalla protesta della scomparsa del Padiglione Italia dalla Biennale di Venezia 2005. In quell’occasione tutti gli artisti erano stati invitati a essere presenti nella Chiesetta di San Gallo, con un lavoro il cui unico vincolo era la misura di 13x17 cm: una sorta di “ex voto” concepito come reazione a un sistema che non dimostrava rispetto per la produzione artistica nazionale. La risposta è stata corale e il progetto si è rivelato un segno visibile della forza della creatività dell'arte contemporanea italiana. Questa sorta di censimento è diventato per Philippe Daverio lo spunto di uno studio delle diverse tendenze ed espressioni artistiche fino alla catalogazione etno-antropologica.

Il concetto dell'allestimento del Premio Michetti è rivisitato nell'ottica della cultura barocca e dell'ambientazione totale, in modo da consentire alle opere di essere partecipi di un tutto.
Il Premio Michetti verrà conferito da una giuria il 29 luglio, giorno dell'inaugurazione: l'opera che si aggiudicherà il primo premio verrà acquisita dalla Fondazione Michetti ed entrerà a far parte della collezione permanente.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Vallecchi Editore con testo di Vincenzo Centorame, presidente della Fondazione Michetti, presentazione e interventi per ogni gruppo antropologico di Philippe Daverio.


Catalogo: Vallecchi Editore


Inaugurazione: sabato 29 luglio 2006 h.19
Palazzo S. Domenico e Museo Michetti
Francavilla al Mare (Chieti)

Premiazione e inaugurazione sabato 29 luglio h.19
Piazza S. Domenico
Francavilla al Mare (Chieti)


29 luglio - 3 settembre 2006
Palazzo S. Domenico e Museo Michetti
Piazza S. Domenico
Francavilla al Mare (Chieti)


Ingresso: gratuito



Informazioni al pubblico
Palazzo S. Domenico
Tel/Fax 085/4912347
fondazionemichetti@tiscalinet.it


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