Marco Chiesa / Dettaglio evento





Tra disegno e viaggio

Dal venerdì 27 aprile 2007
al domenica 06 maggio 2007

Orari:
10.00/22.00

Comunicato stampa evento: Tra disegno e viaggio

Marco Chiesa - Jennifer Gandossi - Andrea Carrara

Inaugurazione 27 aprile 2007 ore 19.00

28 aprile - 6 maggio 2007

Ateneo
Città Alta
Bergamo

http://web.tiscali.it/anplener



L’esposizione
Una collettiva di tre giovani artisti bergamaschi che affronta il tema del viaggio da diversi punti di vista.
Nelle opere di ciascuno il motivo dominante della mostra è espresso in modo differente: nelle tele e nelle sculture di Marco Chiesa è facile ritrovare luoghi geograficamente esistenti; nei quadri di Jennifer Gandossi è il linguaggio della fantasia e dell’inconscio che ci guida alla scoperta di nuovi mondi; nelle tavole di Andrea Carrara l’esperienza vissuta è più spirituale e metafisica.
Ognuno dei tre artisti, attraverso la propria sensibilità e capacità comunicativa, ci propone una riflessione sulle diverse modalità di viaggio che è possibile sperimentare e sul senso profondo del muoversi, che non è semplicemente muoversi da un punto ad un altro.
Ciascuna persona ha il suo modo di vivere il viaggio, che non necessariamente presuppone uno spostamento fisico. Si viaggia anche con il pensiero, la fantasia oppure attraverso sogni e desideri.


Gli autori
Andrea, Jennifer e Marco si sono conosciuti nelle aule del Liceo Artistico di Bergamo.
A distanza di qualche anno si sono ritrovati e si sono confrontati su come le rispettive esperienze vissute da allora li abbiano cambiati.
Da questo confronto è nata l’idea di condividere parte del loro percorso, lavorando e viaggiando di nuovo fianco a fianco per questa esposizione.


Un’occasione e un’opportunità
L’occasione per i tre artisti di scoprire e aprire porte finora sconosciute o affrontare in modo nuovo vecchi muri, forse dimenticati o scomparsi temporaneamente.
L’opportunità di riunirsi in un luogo al contempo familiare, la Città Alta di Bergamo, e pubblico, l’Ex Ateneo, senza l’ambizione di arrivare da qualche parte in particolare ma con la coscienza di essere di fronte ad una esperienza collettiva da non perdere.

La voglia di esplorare il mondo esterno, ma anche quello interiore, e di confrontarsi con quanti abbiano scelto di avventurarsi nello sfoglio di questi particolarissimi diari di viaggio.

Andrea carrara

Vive a Milano.
Il lavoro di restauratore lo porta spesso a trasferirsi per brevi periodi in diversi posti in giro per l’Italia. Il restauro gli permette di vivere un contatto forte con l’arte in relazione al tempo.
Il tempo che tutto ricopre, in diversi modi: a volte è solo una prima patina scura, a volte sono strati di colore che nascondono il dipinto originale.
In ogni caso è bello ridare vita a ciò che si è nascosto sotto l’incessante scorrere degli anni.
I lavori di Andrea riprendono il concetto del riscoprire, del dare nuova vita a materiale che accusa fortemente i segni del tempo, materiale altrimenti destinato alla distruzione, come le vecchie tavole di legno, segnate, danneggiate, logorate.
Le imperfezioni, segni della storia, caratterizzano il lavoro stesso, il tempo rende pronta la materia ad accogliere un nuovo significato.
Ecco che le tavole si rivestono di colori e segni che giocano con le tracce della “vita” del legno.
I colori si liberano nello spazio verticale delle tavole, le sfumature e i passaggi cromatici descrivono forme aperte che si lasciano leggere in modo soggettivo, esattamente come i disegni delle nuvole nel cielo!
I disegni che si distendono sul legno sono decorazioni di carattere geometrico. Linee e cerchi si ripetono in un ritmo serrato creando una texture ricca di segni che attingono all’universale iconografia dei simboli primordiali.
Il sole, l’acqua, l’uomo, la donna, le stelle: tutto compare in un linguaggio che trascende la natura fisica del mondo.
Un linguaggio che ripercorre tappe di un viaggio umano, mistico, nel codice dei segni che da sempre accompagnano l’idea di una dimensione diversa che possiamo solo provare ad immaginare.



Marco Chiesa

Vive e lavora a Milano.
È la figura del viaggiatore: a muoverlo lungo itinerari sempre nuovi è la curiosità di vedere e conoscere realtà diverse da quella in cui è cresciuto.
Per lui partire per luoghi sconosciuti è sempre entusiasmante.
Ogni viaggio intrapreso gli fornisce un tassello da aggiungere al suo personale mosaico, composto non solo di realtà geografiche diverse, ma soprattutto dalla ricchezza dei popoli incontrati lungo le strade percorse e delle persone che per un periodo hanno diviso parte dello stesso cammino.
Questa vasta conoscenza delle diverse realtà umane, gli dona una visione più ampia dell’uomo sul suo pianeta, e lo aiuta ad interpretare in modo più oggettivo l’essenza dell’essere umano, al di là delle caratteristiche individuali e delle singole culture.
Il suo lavoro di ricerca è tradotto nelle opere che realizza con dei tracciati, segni visibili e inequivocabili dei suoi spostamenti lungo l’itinerario del viaggio affrontato, attraverso città – nazioni – continenti.
Diverse esperienze, condizioni di vita, genti, culture unite da una linea, quella della sua esperienza di viaggio.
Ecco che il mondo intero assume un unico colore, l’azzurro infinito e ricco di sfumature del mare, che tutte le terre unisce, e del cielo dove tutti gli uomini immaginano un mondo perfetto.
“Come in cielo, così in terra”. Le linee di Marco uniscono le città così come ideali linee celesti uniscono le stelle e disegnano le costellazioni.
Le città come stelle, i viaggi come costellazioni nuove, sulla terra, senza confini, senza limiti politico-economici.
Il cielo è uno, l’uomo è uno, poliedrico e bello nelle diversità che non dividono ma uniscono!




JENNIFER Gandossi

Vive e lavora a Bergamo.
La sua occupazione è quella della portalettere, che la vede ogni giorno incrociarsi con la vita di moltissime persone.
Un’esperienza quotidiana che le permette di avere contatto con un’infinità di realtà, case, famiglie; una moltitudine di esseri, ognuno con il proprio mondo, pensieri, parole opere….un caleidoscopio di esperienze che sfuggono a chi lavora dietro la scrivania!
Vite, molte vite dietro i numeri civici, vite comunemente complicate come ogni paio di piedi che calpestano questo mondo!
I lavori di Jennifer sembrano riproporre la complessità che sta dietro ogni numero civico di via Roma o via Garibaldi.
Le tavole sono fitte di segni che illustrano la pienezza di pensieri e sogni che stanno in ogni persona, le frasi che si distendono attraverso la foresta dei disegni, diventano assolute e ci appartengono.
La trama fitta dei segni, ricorda quella degli scarabocchi che si fanno quando si è al telefono e distrattamente la mano viaggia libera, delineando arabeschi e linee che nascono dal nulla.
Ad un più attento esame, vediamo come questi scarabocchi arrivano da lontano, parlano di un mondo sommerso pieno di immagini e forme che poche volte vedono la luce.
Jennifer è capace di entrare in questo mondo e portarne fuori i segni che ci affascinano e incuriosiscono.
E’ un viaggio nei pensieri, nelle idee che parlano la lingua universale dei segni disegnati. Ogni piccola figura è la testimonianza del passaggio di un pensiero che spesso passa nella mente, ma solo quando è veramente libero si posa e trova posto nel colore della tela, nella vita!

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