Maria Assunta Karini / Dettaglio evento





Dàm - Maria Assunta Karini

Dal sabato 25 marzo 2006
al domenica 30 aprile 2006

Orari:
Da Venerdi' a Domenica dalle 16.00 alle 20.00
(oppure su appuntamento)
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Comunicato stampa evento: Dàm - Maria Assunta Karini

Dàm significa eternità in lingua araba e sangue in ebraico.
La mostra, curata da Riccardo Fai, è composta da due corpi di lavoro:

When Blood with Bood is paid (video e fotografie) e 7 inches ( video)
Sia i video che le immagini sono di stringente attualità.

When blood with blood is paid (quando il sangue si paga con il sangue) narra, tramite video e immagini, la tragedia di donne irachene, cecene, iraniane e afgane. Donne che lottano per sfondare le porte chiuse dell’ignoranza pagando con il loro sangue il sangue versato dalle ingiustizie. Nelle immagini queste donne hanno le gambe provocatoriamente scoperte, i loro piedi calpestano simbolicamente i cuori,
“Sono i cuori di queste donne, straziati e calpestati, sono i cuori dei loro figli morti, ma anche i cuori dei loro carnefici, perché il sangue si paga con il sangue.”

Le immagini di Maria Assunta Karini sono profonde e di forte impatto cromatico; i toni freddi fanno di queste figure un vento di cenere e fantasmi mentre i toni più caldi sembrano innescare un processo di autocombustione.


7 inches, tramite un video cruento, affronta il tema del dolore, della morte e del sangue innocente
come concetto universale che non ha ne religione ne bandiera.
Un maiale agonizzante, crocifisso nel mezzo di una fitta boscaglia, chiede aiuto.
La sua flebile litania in arabo (che però in alcuni punti suona simile all'inglese “help me”),si ripete incessantemente e si diffonde in tutto il bosco.
Fino a quando, una processione di sagome vestite di bianco non raccoglie le sue suppliche.
Le spettrali figure dinoccolate, si rivelano essere arabi a loro volta che, vinti dalla sofferenza, malgrado si tratti del dolore di un maiale (animale considerato tabù dalla religione mussulmana), si inginocchiano e pregano per lui di fronte alla croce.

Il filo conduttore è il cuore “come tenero organo che racchiude immensi poteri o come gigantesca bomba che contiene il sangue del mondo. Aggrappati incerti lo temiamo cercando di capire. Impavido simbolo di forza o di grandiosa fragilità,se lo rinneghiamo lui ci tormenta e ci distrugge se invece lo comprendiamo diventa l'arma invincibile su ogni nemico” scrive Luka Moncaleano.


INAUGURAZIONE: sabato 25 marzo dalle 18.30
26 marzo – 30 aprile 2006


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Verona
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