Mario Bottinelli Montandon / Dettaglio evento

Nato a: Busto Arsizio Italia



CITTàZIONI: un caso di Public art a Milano

Dal Tuesday 28 October 2003
al Tuesday 06 January 2004

Comunicato stampa evento: CITTàZIONI: un caso di Public art a Milano

Mostra a cura di Mimmo Di Marzio




Inaugurazione: mercoledì 29 ottobre 2003, ore 18.00
Loggia dei Mercanti


Conferenza stampa: giovedì 23 ottobre ore 12 Palazzo Reale, sala Conferenze


Comunicato stampa 3 dicembre 2003
CITTàZIONI: un caso di public art a Milano
mostra a cura di Mimmo di Marzio

Proroga fino al 6 gennaio 2004 per le opere di Silvio Wolf e Roberto Lucca Taroni
Luoghi Milano, Loggia dei Mercanti e Giardini Pubblici di via Palestro, dove un intervento resterà permanente
Orario Loggia dei Mercanti h. 9 – 24 / Giardini Pubblici h. 7 – 20,30

La sfida di CITTàZIONI: un caso di public art a Milano – creare un dialogo tra le opere di giovani artisti contemporanei e la società, attraverso i diversi livelli di comunicazione possibili nei luoghi pubblici – prosegue fino alla fine di dicembre con le opere di due artisti Silvio Wolf “Loggia delle Parole”, e Roberto Lucca Taroni “Intervallo di confidenza”.
La mostra curata da Mimmo Di Marzio è realizzata con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano e il patrocinio della Commissione Europea - Rappresentanza a Milano.

Loggia delle Parole è l’intervento site-specific che Silvio Wolf ha progettato per restituire la perduta visibilità alla Loggia dei Mercanti, così da ricollocarla simbolicamente al centro della piazza e dell’attenzione di coloro che passano per la nuova isola pedonale. Non si tratta soltanto di un luogo di fruizione estetica, ma soprattutto di ascolto e di esperienza: il luogo d’incontro virtuale delle comunità etniche e linguistiche che vivono la complessa realtà socio-culturale della nostra città. L’installazione sonora pervade lo spazio architettonico con le voci e le parole dei nuovi cittadini milanesi di culture e lingue diverse, creando il senso immateriale della loro presenza. Nella Loggia si possono udire, in quattro piazze sonore appositamente realizzate utilizzando la diffusione sonora di voci registrate, le voci di gruppi di persone che dialogano, ciascuno nella propria lingua madre, attorno alle loro vite ed esperienze in questa città. Le 16 lingue parlate nella “Loggia delle Parole” sono: Albanese, Arabo (Egitto e Marocco), Bété (Costa d’Avorio), Cinese, Creolo (Mauritius), Giapponese, Ilocano (Filippine), Milanese, Spagnolo (Equador e Salvador), Polacco, Portoghese (Brasile), Rumeno, Russo, Tigrigna (Eritrea), Turco, Wolof (Senegal). Tramite l’uso non invasivo di luci radenti che evidenziano la ritmicità dei vuoti e dei pieni della struttura architettonica, l’impianto visivo restituisce a questo “monumento parlante” lo spirito della sua illuminazione originaria, costituita da torce sospese sui lati interni del colonnato. L’istallazione è realizzata grazie al contributo della Camera di Commercio di Milano.

Intervallo di confidenza suggerisce una riflessione sulla unicità di un presente che unisce passato e futuro. L’opera, formata da tre installazioni, è realizzata da Roberto Lucca Taroni con alcuni pazienti dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, oggi attivi nelle botteghe d’arte del M.A.P.P. (Museo d’arte Paolo Pini), e con la sovvenzione del settore Sport e Giovani del Comune di Milano.
Ai Giardini pubblici di via Palestro prende forma una complessa articolazione di concetti legati alla parola “pausa”, a sua volta innescata dalla natura stessa di un parco cittadino e delle sue variegate fruizioni.
Il primo intervento, effettuato sulla memoria collettiva, è realizzato nel perimetro dell’ex Giardino Zoologico, dove altoparlanti nascosti trasmettono versi di animali e voci umane che li imitano: i luoghi che per decenni hanno ospitato le varie gabbie rivivono in un nuovo e ironico ambiente.
La seconda opera comprende due light box con immagini fotografiche -tra realtà cittadina e futuro possibile-, e due cannocchiali panoramici situati all’esterno del parco (di fronte alla Villa Reale e all’Hotel Manin). L’installazione vuole rappresentare una visione dei giardini in un futuro che altro non è se non un presente parallelo.
Il giardino medicinale, il terzo intervento, è realizzato in un’area verde di fronte alla scuola materna. Qui i passanti possono avere un’esperienza diretta di un giardino monastico attraverso racconti sonori e oltre 400 piante (una ventina di specie diverse). Si crea così un luogo dove meditare e riposare: i giardini intesi come espressione della vita interiore della comunità. Grazie all’intervento del consorzio vivaisti COGES Il giardino medicinale resterà permanente.

Gli artisti che hanno partecipato a CITTàZIONI: un caso di Public art a Milano (28 ottobre - 30 novembre) sono:
Piero Addis, Stazione Nord di Cadorna - Chema Alvargonzalez, Stazione Centrale - Baer+Knell, Metropolitana Porta Venezia - Mario Bottinelli Montandon, piazzale Loreto e piazza Fontana - Davide Coltro, Sala Anagrafe - Alessandra Iaia Filiberti, Tram ATM - Debora Hirsch, Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele - Annamaria Martena, piazza Affari - Carlo Steiner, Stazioni della metropolitana - Roberto Lucca Taroni, Giardini Pubblici di via Palestro - Silvio Wolf, Loggia dei Mercanti.

Accompagna la mostra un catalogo a cura di Mimmo Di Marzio, con testi di Laura Cherubini, Lucrezia De Domizio Durini, Antonio D'Avossa, Mimmo Di Marzio, Marco Scotini e Irina Zucca Alessandrelli, edito da Silvana Editoriale.

Info pubblico Comune di Milano Settore Sport e Giovani, Ufficio Comunicazione tel.+39-02-88464101 www.comune.milano/giovani
Ufficio Stampa Irma Bianchi Comunicazione e-mail info@irmabianchi.it
www.irmabianchi.it
Tel.+39.02.89400732 – 02.89404694 Fax +39.02.8356467


La mostra CITTàZIONI: un caso di Public art a Milano, realizzata con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano e il patrocinio della Commissione Europea, a cura di Mimmo di Marzio è visibile dal 29 ottobre al 30 novembre 2003 sul territorio della città di Milano.
Dodici artisti in dodici spazi urbani di Milano. E' la sfida di Cittàzioni, nuovo capitolo nella comunicazione e divulgazione dell'arte contemporanea che, sulla scia delle più interessanti esperienze internazionali, porta la poetica dei giovani artisti direttamente nella società e nei luoghi in cui essa tende a riconoscersi.
I lavori degli artisti occuperanno così i luoghi più significativi di Milano, spazi pubblici che esprimono le diverse anime della città e dei suoi abitanti, accessibili ad una larga maggioranza di persone ed aperti a molteplici modi d'uso e di senso.
Gli artisti hanno realizzato opere studiate ad hoc per la città, inserendole nel contesto storico ed etico del luogo scelto e affrontando temi che, per tradizione e morfologia, hanno attinenze con lo spazio d'azione: il lavoro e l'immigrazione, il consumismo e la moda, il dominio dell'editoria e la finanza.

Artisti e luoghi d'intervento:
Piero Addis, Stazione Nord di Cadorna - Chema Alvargonzales, Stazione Centrale - Davide Coltro, Sala Anagrafe - Alessandra Filiberti, mezzi ATM - Annamaria Martena, piazza Affari - Carlo Steiner, stazioni della metropolitana - Silvio Wolf, Loggia dei Mercanti - Roberto Lucca Taroni, Giardini Pubblici di via Palestro - Baer+Knell, Metropolitana porta Venezia - Debora Hirsch, Libreria Rizzoli nella galleria Vittorio Emanuele, Mario Bottinelli Montandon, piazzale Loreto e piazza Fontana -Chicco Margaroli, triangolo della moda.

Gli artisti ridisegnano così una mappa cittadina che va dalla Stazione Centrale - con l'installazione luminosa dell'artista spagnolo Chema Alvargonzalez sul tema del viaggio, dell'assenza e della fuga- fino ai Giardini Pubblici di via Palestro, dove i laboratori artistici del Museo del Paolo Pini eseguiranno tre interventi sul tema cruciale della pausa- fino a Piazza Affari, con l'installazione multimediale di Annamaria Martena sull'imprevedibilità del mercato, fino a Piazza dei Mercanti dove Silvio Wolf riporterà virtualmente, ovvero con luce e suono, la prestigiosa Loggia alla sua antica funzione di crocevia degli scambi di uomini e merci.
Utilizzando tutti i linguaggi espressivi (dalla fotografia al video, dall'installazione alla pittura), gli artisti sfrutteranno per i loro "monumenti provvisori" i media stessi della quotidianità metropolitana: dagli spazi pubblicitari ai mezzi pubblici, dalla grande distribuzione agli uffici della pubblica amministrazione. Così, l'artista fotografico Davide Coltro archivierà i volti e le anime degli utenti dell'anagrafe, le macchine distributrici di Carlo Steiner venderanno sogni e speranze nelle banchine della metropolitana, Mario Bottinelli Montandon "pubblicizzerà" la Bella Addormentata di Jacopo della Quercia nei due luoghi più simbolicamente legati all'idea della morte nella città di Milano: Piazza Fontana e Piazzale Loreto.

Accompagna la mostra un catalogo a cura di Mimmo Di Marzio, con testi di Laura Cherubini, Lucrezia De Domizio Durini, Antonio D'Avossa, Mimmo Di Marzio e Marco Scotini, edito da Silvana Editoriale.




PROGETTI


Piero Addis
Luogo: Stazione Nord di Cadorna.
Opera:Waiting List
Waiting list, lista d'attesa. centinaia di persone disposte ordinatamente, in fila, lungo la banchina del treno di una stazione FNord. La macchina da presa panoramica percorre molto lentamente dall'inizio alla fine la banchina e viceversa. Le riprese sono rallentate per armonizzare i gesti delle persone, gli sguardi, i piccoli movimenti di chi attende. Non c'è impazienza, nè tristezza in loro, ma una sorta di "assenza", di rassegnazione al destino che li porta e li riporta ogni giorno nello stesso punto: d’inverno si parte al buio e si ritorna al buio. D'estate il contrario. Anche nel video la luce è l'unico elemento variabile, come a scandire il tempo dell'attesa, insieme ad una campanella che segnala l'arrivo del treno (che noi non vediamo mai) e che costituisce l'unico sonoro del video.
La vera colonna audio è costituita dal sound live della stazione dove verrà proiettato.

Chema Alvargonzales
Luogo: Stazione Centrale di Milano.
Opera: El viaje de las palabras
Nella Sala delle Carrozze, luogo in cui maggiormente si concentra il transito incessante legato alla funzione propria della Stazione Centrale di Milano, una serie di scritte luminose catturano l’attenzione del passante, che è spinto ad alzare lo sguardo verso questa installazione che colpisce al primo impatto per l’effetto visivo, ancor prima che per il valore concettuale. L'installazione consta di trenta parole "indipendenti", ma collegate tra loro, sul tema del viaggio. Le parole sono legate ai numerosi significati della stazione come "non-luogo" ovvero luogo di attesa, nostalgia, addio, incontro, rinascita.

Baer+Knell
Luogo: MM Stazione Porta Venezia
Opera: Colours of consumerism
I due artisti berlinesi collocheranno un'installazione sul tema dell'economia di consumo lungo il lungo corridoio che unisce le due uscite della stazione.
L’installazione consta di un centinaio di light-boxes di diversi colori, ottenuti con materiale di riciclo, che costeggeranno il passaggio di una ex-area commerciale attualmente dimessa.
I due artisti che hanno già eseguito una istallazione analoga nella metropolitana di Berlino, ironizzano sulla quotidianità visiva dei beni di largo consumo, sottolineando il ruolo del colore nella pubblicità. I pannelli luminosi, di differenti colori riferiti ai principali prodotti commerciali, creeranno un percorso visivo inconsueto e al contempo familiare per il pubblico della metropolitana.

Deborah Hirsch
Luogo: Libreria Rizzoli (galleria Vittorio Emanuele)
Opera: Etix
L'artista proietterà un video sul tema del linguaggio all'interno della libreria.
Il video intitolato “Etix”, consiste in un’animazione in 3D e rappresenta due figure virtuali che pronunciano un elenco di parole a associazioni di idee legate al significato e al valore del termine “Etica”.
L’opera si incunea concettualmente nella relatività dei significati filosofici e nell’ambiguità del linguaggio.
“Il linguaggio - sottolinea l’artista – ha una funzione importante poiché serve a moltiplicare i significati,le metafore, le allusioni implicite ed esplicite. Qui l’ambiguità contribuisce al valore estetico dell’opera consentendone una pluralità di interpretazioni, nessuna delle quali a priori può arrogarsi il titolo di unica e corretta”.
La scelta dell’ installazione in situ, presso gli spazi della più storica delle grandi librerie milanesi, è finalizzata a sottolineare la corrispondenza biunivoca esistente tra parola orale e scrittura, che ha reso Milano capitale dell’editoria in Italia.

Mario Bottinelli Montandon
Luogo: Aiuole di P.le Loreto e p.zza Fontana
Opera: La bella addormentata
"La bella addormentata". L'immagine-base è una copia disegnata a mano (con la tecnica "in negativo" che ho messo a punto da qualche anno) della celebre Tomba di Ilaria del Carretto, capolavoro di Jacopo della Quercia (1374c. 1438) conservato nella Cattedrale di Lucca. Il disegno riproduce il particolare del volto della fanciulla, l'elaborazione digitale lo esalta come icona la più autentica, forse, del repertorio occidentale della Bella Addormentata. All'immagine è abbinato il testo latino del Requiem
Il progetto: l'opera sarà presentata in due aiuole di Piazzale Loreto e di Piazza Fontana, realizzata sotto forma di cartelloni pubblicitari da affissione stradale, quindi di grande formato per godere della massima visibilità. Queste due piazze sono i luoghi di Milano più immediatamente collegati all'idea di morte: la morte non ritualizzata. Per un milanese ma non solo, è la memoria collettiva nazionale che si smuove al solo pronunciare questi due nomi p.zza Fontana e p.le Loreto evocano sentimenti contrastanti: tragedia, giustizia, strage, rivincita, ma l'unica cosa certa, alla fine, è che sono morte delle persone, che in un passato più o meno lontano questi due luoghi della città sono diventati lo sfondo macabro di scene di morte. E queste morti si sentono ancora.
l'interazione: il progetto aspira al rapporto col pubblico, affinché si attivi una rielaborazione della nozione di morte tesa al superamento delle contraddizioni. Una preghiera non è mai contro qualcuno, ma è sempre per. Specialmente quando si tratta di eventi il cui ricordo suscita dolore e rabbia o, peggio ancora, spirito di vendetta, ritengo utile dare la possibilità alla memoria collettiva di rigenerarsi in un¹immagine nuova. Nuova ma non inventata, come è per ogni simbolo: in questo caso la Bella Addormentata, un¹immagine simbolica che attinge al nostro più autentico repertorio iconografico.

Davide Coltro
Luogo: Sala Anagrafe del Comune di Milano.
L’opera: Viventi
L’installazione si sviluppa a partire da un'operazione di "archiviazione" dei viventi effettuata attraverso un semplice fotocopiatore che ne delinea i tratti del volto. Ogni ritratto (opera-documento) dopo essere stato autenticato e plastificato, viene consegnato al legittimo proprietario del volto. Le opere ottenute attraverso questo processo debbono essere considerate documenti che attestano la volontà di rompere un isolamento tra artisti e comunità Il fotocopiatore, mezzo apparentemente neutro, questa "antitecnica" scelta dall'artista, rivela inedite potenzialità di registrazione delle fisionomie e delle espressioni umane attraverso la luce meccanica. Avviene una lettura macroscopica della superficie cutanea, ed i tratti si ricostruiscono man mano che la luce di scansione li perlustra. Dove il raggio di luce verde non incontra nessuna riflessione, dove esso si perde nello spazio, abbiamo un nero profondo, quasi metafisico. Ogni ritratto (opera-documento) dopo essere stato autenticato e plastificato, viene dato al legittimo proprietario del volto, cioè a ciascun componente di quel pubblico nel quale auspico l’aprirsi di una porta di ingresso all’arricchimento di potenziale estetico nella
sua vita istituendo una comunicazione diretta con l'arte contemporanea.
Il materiale raccolto può essere successivamente elaborato al computer e stampato in grande formato, dando dimensione monumentale alle immagini dell'archivio che ne sono alla base. Le opere ottenute attraverso questo processo debbono essere considerate documenti che attestano sia la volontà di rompere un isolamento tra artisti e comunità (composta di individui) che di arricchire quest’ultima di potenziale estetico scaturito da un ciclo completo di interazione con gli artisti ed i momenti topici della loro ricerca.

Alessandra Iaia Filiberti
luogo: tram milanesi
opera: Pepita
Il personaggio creato dall’artista si chiama Pepita ed e’ una ragazza/donna molto fragile , nevrotica , tremendamente insicura. Un po’ visionaria . Usa la pistola contro lo specchio perchè non si piace, cerca amici e fidanzati. Le sue aspettative sono spesso disattese ma va avanti. Pepita la puoi trovare ovunque.
Ha un occhio piccolo , un puntino, quello che vede la realtà ed un occhio grande , un cerchio , raffigurante il mondo interno e fantastico, l’occhio che distorce il modo in cui si percepisce la realtà.
Il suo linguaggio è cinico ed ironico, può far ridere incutendo tenerezza. I suoi pensieri e le sue contraddizioni sono quelli di tantissime donne: una percentuale di Pepita e’ in ogni donna a percentuali diverse.
Il progetto: L’intervento dell’artista consiste nell’appendere nei tram di Milano cartoline ( i così detti pendenti) con Pepita ed i suoi pensieri, che potrà risultare antipatica o simpatica, tenera o cinica, ma comunque una compagna di viaggio che si muove dalla periferia al centro e viceversa, accompagnando, aspettando ed intrattenendo.
Pepita e’ simbolo della lunga adolescenza dell’uomo contemporaneo, con la sua quotidianità e le sue sublimazioni.
Pepita abita in ogni luogo o non abita.
I tram per questo progetto dovranno essere almeno 5 o comunque un numero importante per trovare e ritrovare la sua presenza. Pepita sarà un collante, un minimo comune denominare dei diversi percorsi.

Chicco Margaroli
Luogo: interno spazio moda
Opera: Caschi di lungimiranza
Il casco diventa per il singolo cittadino una presenza sempre più invasiva, l’unica protesi protettiva che stravolge l’armonia corporea di chiunque, anche di top models.
I Caschi di Lungimiranza obbligano l’indossatore a rientrare “a testa bassa” nella materia organica, per impratichirsi, con uno sguardo sul mondo e un nuovo punto di vista. La lungimiranza è accortezza, è profonda conoscenza di sé che consente di prendere distanza e ottenere una visione più obbiettiva.
Per l’installazione l’artista prevede di realizzare alcuni caschi in vescica di vitello stabilizzata, indossabili, con effetto di iperfocalizzazione dovuto all’inserimento di lenti trasparenti per miopi, sulle quali potranno essere incise frasi dedicate al tema, che potranno essere anche customizzate sulla base dell’interazione che si creerà con il potenziale cliente.
Riferimento assoluto dell’installazione sarà un casco (sempre in vescica di vitello stabilizzata) da astronauta, indossabile, che al suo interno conterrà una cuffia stereofonica collegata ad un riproduttore cd. Il play riprodurrà un cluster audio montato che conterrà la registrazione esclusiva della voce di uno degli astronauti della stazione spaziale ISS, unitamente ai dati della telemetria digitale emessi in vari passaggi successivi.

Annamaria Martena
Luogo: piazza Affari.
Opera: Meteoropolis
Videoproiezione. L’opera "Meteoropolis" è strettamente connessa al significato del nome della piazza e al suo essere luogo della finanza. Il video trasmetterà un grafico di grandi dimensioni collocato nella piazza degli affari di Milano che però a differenza dei grafici normali non delineerà un andamento finito, compiuto. In pratica l’istogramma non sarà rappresentato graficamente: esso non sarà “tracciato” e quindi definito ma “animato” perciò in divenire continuo come termometro del divenire dei luoghi in base all’inaspettato e casuale. In pratica, l’istogramma sarà dato da immagini di natura: le onde di un mare mosso (trattate con effetto speciale in post produzione) delineeranno su ascisse e ordinate del grafico un andamento mai fisso, non catturabile e non prevedibile: Meteoropolis appunto, la città nella sua dimensione umana umorale.

Carlo Steiner
Luogo: tre stazioni della metropolitana milanese.
Opera: Distributore di sogni
l'artista, che indaga il tema del consumismo, collocherà accanto ai consueti distributori di bibite e caffè un inconsueto distributore di sculture .
Le stazioni della metropolitana,
luoghi di passaggio per eccellenza, ma passaggio per dove? Spazi intermedi tra la dimensione domestica, caldo, sonno colazione, risveglio, intimità, ecc… e il lavoro, aspirazioni, socialità, denaro, sospetti, amicizie, idee, competizione.
Il lavoro consiste nel sostituire le tradizionali macchine distributrici di snack e bevande con delle altre, trasformate e rivestite, dalle quali sarà possibile prelevare delle piccole sculture di alluminio con a tema le dimensioni e i sentimenti descritti sopra.

Roberto Lucca Taroni
Luogo: Giardini Pubblici di Via Palestro
Opera: Intervallo di confidenza
Il progetto “Intervallo di confidenza”, ideato da Roberto Lucca Taroni per la manifestazione di arte pubblica “Cittàzioni”, è stato pensato per avere come sede i Giardini Pubblici di Via Palestro.
Anche in considerazione della centralità assunta all’interno di questo progetto dalle considerazioni sulla diversità di uno sguardo “altro”, l’intervento prevede la collaborazione degli utenti che frequentano le botteghe d’arte del M.A.P.P. (Museo d’arte Paolo Pini).
L’intervento parte dalla complessa articolazione dei vari concetti legati alla parola intervallo, a sua volta innescata dalla natura stessa di un parco cittadino e delle sue variegate fruizioni.
Se , infatti, in senso locale l’intervallo è lo spazio che intercorre tra due o più oggetti, tra persone, tra punti di riferimento, in senso temporale è lo spazio di tempo che separa due fatti e, conseguentemente, in musica si presta a formare accordi a seconda delle consonanze e delle dissonanze. A queste accezioni spazio-temporali si aggiungono altri concetti, matematici, ottici, statistici, sportivi, produttivi, navali, alpinistici, per tacere di quelli tipografici o bellici.
L’intervento vuole tenere presente questa complessità di fondo e creare alcune aree ove, attraverso la ideazione e la realizzazione di installazioni, tanto sonore quanto ambientali, che inglobano l’azione per eccellenza dell’intervallo inteso come pausa in un parco, ovvero il passaggio, il fruitore/attore/visitatore attraversa, si immerge o contempla micromondi con una loro “diversa” capacità di integrarsi al contesto del parco. Più in particolare, quelli che si verranno a creare saranno alcuni luoghi che, tramite suoni, elementi naturali e immagini immetteranno le persone che li frequenteranno in un sistema di percezioni e esperienze radicalmente “altre” per sensazioni di riferimento rispetto a quelle attuali dei Giardini di Via Palestro.
L’intervento nel suo insieme intrattiene un complesso sistema di riferimenti alla vita passata, presente e futura del sito attraversando le categorie della certezza, dell’incertezza e della possibilità.
Le aree interessate dall’intervento acquistano inoltre una vita notturna (ennesimo riferimento all’intervallo per eccellenza, ovvero il riposo) offrendo alla fruizione dei passanti serali delle vie sulle quali affacciano i giardini alcune immagini di una vita virtuale del parco che verranno illuminate a partire dal tramonto e per una durata che varia a seconda della quantità di luce incamerata durante il giorno da appositi pannelli fotovoltaici.

Silvio Wolf
Luogo: Loggia dei Mercanti.
Opera: Loggia delle parole
Loggia delle Parole è l’intervento luminoso e sonoro che Silvio Wolf ha progettato per restituire la perduta centralità e visibilità alla Loggia dei Mercanti, con l’obiettivo di riportarla all’attenzione della cittadinanza e di ricollocarla simbolicamente al centro della sua piazza, ora che la nuova isola pedonale consente ai passanti si sostare, ascoltarla e percorrerla. L’artista si propone di creare non soltanto un luogo di fruizione estetica, ma soprattutto di esperienza.
La parte acustica del progetto si basa sull’uso della parola e della voce diffuse nello spazio architettonico. L’artista realizza quattro piazze sonore in corrispondenza di quattro delle 14 crociere. Ciascuna piazza sonora é concepita come luogo d’incontro virtuale delle comunità etniche e linguistiche che vivono nella complessa realtà socio-culturale milanese. Nelle quattro piazze si svolgono dialoghi e scambi tra gruppi di persone volta per volta omogenei per lingue di appartenenza.. Le lingue si alternano evocando le presenze delle diverse comunità e delle loro differenti lingue all’interno d’un monumento parlante.
Il grande spazio vuoto e silenzioso della Loggia torna così a vivere con nuovi suoni e luci, evocando la memoria del luogo assieme all’attuale complessa realtà sociale e linguistica della città.




Per informazioni al pubblico:

Comune di Milano Settore Sport e Giovani, Ufficio Comunicazione
tel.02.88464101
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Ufficio Stampa:
Irma Bianchi Comunicazione
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