La mostra è l’occasione per cogliere le diverse sollecitazioni che hanno scandito il percorso artistico di Mario Dondero in cinquant’anni di impegno civile e sociale, viaggi e incontri con donne e uomini straordinari.
«Deve sempre rimanere chiaro che per me fotografare non è mai stato l’interesse principale. Ancora oggi non mi reputo un fotografo tout court. A me le foto interessano come collante delle relazioni umane, o come testimonianza delle situazioni. Non è che a me le persone interessino per fotografarle, mi interessano perché esistono...».
Nato nel 1928, Dondero inizia la carriera scrivendo per alcuni importanti quotidiani. Diventa fotoreporter nel ’52, quando Salvato Cappelli e Giulio Trevisani fondano il giornale fotografico Le Ore, il cui motto era “una foto vale più di mille parole”.
In quegli anni è col gruppo dei “giamaicani” (i frequentatori del mitico bar Giamaica di Milano): Ugo Mulas, Alfa Castaldi, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Giulia Nicolai, Carlo Bavagnoli, Piero Manzoni.
Nel ’54 si trasferisce a Parigi dove collabora con diverse testate italiane e francesi e dove diventa amico di molti scrittori e intellettuali francesi. Notissima, e ormai entrata a pieno titolo nella mitologia letteraria del ’900, la foto di gruppo degli scrittori del cosiddetto “Nouveau roman” ripresi a Parigi nell’ottobre del ’59, davanti alla sede di Les Editions de Minuit.
Alain Robbe-Grillet ha dichiarato che in realtà il gruppo del “Nouveau roman” non è mai esistito: l’ha inventato Mario Dondero una mattina in cui era a Parigi, davanti alle Editions de Minuit, mentre ne uscivano Robbe-Grillet, Samuel Beckett, Nathalie Serraute, Claude Simon e altri. Ha fatto quella fotografia, e facendola ha “inventato” un movimento letterario.
Tornato dalla Francia verso le fine degli anni sessanta, Dondero vive a Roma per circa nove anni e in quell’epoca frequenta Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini, Laura Betti, Enzo Siciliano, Goffredo Parise.
In seguito viaggia moltissimo, realizzando una serie di reportage di impegno civile e politico: in Algeria negli anni della tortura, a Stoccolma con il tribunale Russell, tra i medici cinesi del Mali, in Russia, a Cuba, in Cina, in Afghanistan per Emergency.
In collaborazione con lo scrittore del Mali Makan Diabaté, ha realizzato un documentario nel territorio dell’antico impero mandingo. «Nei villaggi perduti delle savane e nelle più remote aree forestali del Mali, del Senegal, del Burkina-Faso, della Guinea e in tutti gli antichi paesi dell’Africa nera, da secoli la storia si racconta a voce sotto gli ”alberi delle parole” e a narrarla ai giovani sono i grandi vecchi, membri della casta dei Griots, i custodi della memoria. Sono musici, cantori e anche esperti delle arti incantatorie. Ho spesso pensato che, nel nostro mondo senza memoria, i fotografi - sia gli oscuri artigiani radicati da generazioni nello stesso paese che i fotografi giornalisti dediti a registrare il divenire della società, le lotte e le fatiche degli uomini- sono anch’essi dei Griots».
Dondero è tuttora in attività e, come sempre, va controcorrente; il suo è uno stile personale, difficile da classificare, che emerge nel reportage come nel ritratto, che per lui è frutto di lunghe frequentazioni con le persone riprese, per sottolineare che la fotografia non è il fine ma il mezzo per avvicinarsi alla vita.
La mostra è a cura di Giuseppe Casetti ed è inserita nel programma di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma.
In occasione dell’inaugurazione, mercoledì 19 aprile alle ore 18.00, saranno presenti l’artista, l’Assessore alle Politiche Culturali Gianni Borgna, il Direttore Artistico di Fotografia – Festival Internazionale di Roma Marco Delogu e il Presidente di Zone Attive Giorgio van Straten.
Inaugurazione: 19 aprile 2006 ore 18:00
Dal 20 aprile al 1° giugno 2006
Ingresso libero.
La mostra è organizzata da Zètema Progetto Cultura.
FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma è una produzione Zone Attive.
Sala Santa Rita
Via Montanara 8 (ad. Piazza Campitelli)
Info 0667105568
http://www.comune.roma.it/cultura
http://www.culturaroma.it