Mario Saroldi

Mario Saroldi

Mario Saroldi / Dettaglio evento

Mario Saroldi - Corpi possibili

DGallery

Sede Via Balme 20, Torino 10143
Altre informazioni Tel +39 011 7930831 | http://dgallerydeliagianti.blogspot.com/

Data di apertura martedì 03 giugno 2008
Data di chiusura domenica 15 giugno 2008

Gli artisti correlati Mario Saroldi
Curatori Delia Gianti

Comunicato della mostra : Mario Saroldi - Corpi possibili

Caterina Pozzo
“Noli me tangere”
/non son più corpo, sono spirito, puoi vedermi, ma non puoi entrare veramente a fondo/

Mario Saroldi
“Corpi possibili”
un’indagine in 3D

mostre inserite nel progetto
SECRET LIFE
a cura di delia gianti
dal 3 al 15 giugno 2008

D.GALLERY
in Via Balme, 20 a Torino

SPAZIO 22
in via Balme 22 a Torino

Vernissage 3 giugno dalle ore 19.00

Inizia dal 3 giugno una serie di appuntamenti da D.Gallery e nello SPAZIO 22 inseriti nel progetto “SECRET LIFE”; il progetto curato da Delia Gianti è iniziato nel 2006 ed ha avuto nel 2007 il Patrocinio del Comune e della Provincia di Torino, è stato inoltre presentato in collaborazione con la VII Circoscrizione negli spazi Urbani del Cortile del Maglio.

Il progetto SECRET LIFE intende esplorare la ricerca dell'identità personale e quella del rapporto tra realtà interna ed esterna. La riflessione è scaturita dalle parole della scrittrice americana Nancy Mairs, che fra l'altro scriveva: “Se tu ne parlassi probabilmente diresti: “Io ho un corpo, non io sono un corpo” (da Carnal Actis).

Delia Gianti dice: “L'erotico è stato confuso con il pornografico, ma questo corpo che guardo alla specchio ha il mio nome sono io: è il mio essere più profondo; non è nascosto dentro di me, è visibile agli occhi di tutti.
Posso osservare l'azione della psiche, posso diventare consapevole dei miei cambiamenti mentali, posso arrivare alla consapevolezza di chi sono attraverso il corpo, guardando le sue trasformazioni, ho la possibilità di riconoscermi e riconoscere i cambiamenti provocati dal mio vissuto: scaglie delle emozioni che come sedimenti hanno provocato e provocano cambiamenti intellettuali e fisici.

Guardarlo, ma soprattutto “vederlo” equivale a porre attenzione al mio io interiore, alle mie energie: posso amarmi o distruggermi ogni giorno, ogni istante, posso vivere un cambiamento continua e fantastico: ogni giorno, ogni istante.”

Il progetto, aperto e in divenire, si svilupperà in diverse fasi negli spazi di D.Gallery e di SPAZIO 22, in Via Balme a Torino.
Dal 3 giugno, per tutto il mese di luglio, fino ai primi di settembre, gli Artisti: Caterina Pozzo, Mario Saroldi, Letizia Lomma, Claudia Fabris, Francesco Paolo Ruggiero, Christian Rainer e Cosimo Terlizzi proporranno su questo tema mostre personali, performance, videoinstallazioni con una calendarizzazione di circa 15 giorni negli spazi di D.Gallery e di SPAZIO 22, mentre Cosimo Terlizzi presenterà il video e la sua performance a Cuneo il 21 giugno.

Il percorso inizia il 3 giugno dalle ore 19 con Caterina Pozzo e Mario Saroldi

Caterina Pozzo presenta allo SPAZIO 22
“Noli me tangere” /non son più corpo, sono spirito, puoi vedermi, ma non puoi entrare veramente a fondo/
E' il capovolgimento totale della sensazione di calore, emanata da un corpo, rendendolo gelido (il blu/azzurro). Il corpo stesso diventa un dipinto quasi a dire: “dipingimi e poi stupiscimi”.
Caterina Pozzo ha una grande passione per l'arte del tatuare, in questo lavoro ha voluto cercare un senso diverso al tatuaggio, visto oggi principalmente come un accessorio estetico.
Attraverso l'utilizzo dei supporti informatici ha cercato di renderlo una vera e proprio opera d'arte realizzando quasi un dipinto dinamico che si muove con il corpo che lo ospita.
Il corpo diventa uno strano paesaggio e prende ancora più coscienza di essere corpo, si identifica e confronta con il tatuaggio, si plasma con esso, realizzando una metamorfosi per farlo tornare più "corpo" di prima.
Caterina Pozzo presenta una installazione alle pareti con fotografie e un video.

Mario Saroldi presenta alla D.Gallery
“Corpi possibili” un'indagine in 3D
“E’ una mostra che guarda al presente con videoinstallazioni e quadri realizzati con materiali insoliti, quali il pvc, simile a quello utilizzato per i teloni degli autocarri, la cui rudezza e tecnologia fatta di pixel e cristalli liquidi riportano perfettamente l’immagine della contemporaneità in cui tutti noi viviamo. Contemporaneità che viene declinata in un’indagine sulla condizione umana.
Umani sono infatti i soggetti dei video in 3D, umani i soggetti riprodotti sulle telerie. Ed umana è l’analisi, condotta con lucidità e profondità, circa la fluidità dell’essere, circa la capacità di quest’ultimo di farsi influenzare dal contesto in cui si trova, dall’oggetto che lui stesso ha creato.
Quasi una sorta di “J’accuse” che l’artista lancia ad un mondo in cui è andato perso il nerbo, il vigore. In cui l’uomo ha smarrito il suo complesso apparato di valori, ritrovandosi privo di quella struttura ossea che gli permetteva di cogliere il senso del suo esistere, della sua forza. Forza e significato che, oggi, solo gli oggetti materiali, il loro possesso possono infondergli.

E’ in questo che, a mio avviso, risiede la grandezza dei lavori esposti alla mostra che aprirà i battenti il 03 giugno.
L’artefice di questa indagine, la quale travalica la dimensione artistica per approdare su terreni propri dell’Esistenzialismo, è Mario Saroldi.
Già designer di successo, sono sue creazioni la celeberrima Elettrika di Bialetti ed Kobra, trita documenti , Saroldi, zazzera bionda e gentilezza infinita, è affascinato dalla possibilità che possono offrire in campo informatico le nuove tecnologie.
E’ in particolare l’immagine tridimensionale ad attirare la sua attenzione, poiché vede nel 3D il mezzo con cui indagare contemporaneamente variabili quali il tempo e lo spazio, l’interagire dei corpi in essi.
Corpi che nel tempo e nello spazio, all’interno di un video, si muovono, vivono, ballano. Come per magia. Magia della condizione umana che, pur nella rudezza e nella mancanza di senso del tempo presente, Mario Saroldi, da vero artista quale è, riesce ad evidenziare. A sottolineare nonostante tutto.
Davvero un peccato perdere una simile occasione di indagine.
Davvero un peccato perdere una simile mostra”. Maurizio Merlo

DGallery
Via Balme 20
Torino

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