Mario Schifano

Mario Schifano
Nato a: Torino Italia

Mario Schifano / Dettaglio evento

Nato a: Torino Italia

L’ARTE DI MORAVIA

Associazione Culturale Florido Esercizio

Sede Strada Maggiore 81, Bologna 40125
Altre informazioni Tel +39 348 3738375 | http://www.floridoesercizio.it/

Data di apertura venerdì 07 dicembre 2007
Data di chiusura giovedì 20 dicembre 2007

Orari:
tutti i giorni, ore 17.00-20.00
Curatori Chimera Poppi

Comunicato della mostra : L’ARTE DI MORAVIA

A cura di Chimera Poppi

FLORIDO ESERCIZIO
ASSOCIAZIONE CULTURALE
STRADA MAGGIORE 81 – BOLOGNA
www.floridoesercizio.it

L’ARTE DI MORAVIA
OPERE DALLA COLLEZIONE D’ARTE DELLO SCRITTORE ALBERTO MORAVIA, NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

L’arte di Moravia, nel senso dell’arte che possedeva, dell’arte che amava, che guardava tutti i giorni, con la quale viveva. L’arte di artisti con cui aveva un rapporto d’amicizia, spesso un vissuto comune, viaggi e racconti. E raccontare il personale, privato e pubblico rapporto che Moravia aveva con l’arte dà senso a questa mostra, che non vuole definire, ma iniziare a considerare Moravia anche in rapporto all’arte del suo tempo.

Inaugurazione: Venerdì 7 dicembre 2007, ore 18.00
La mostra rimane aperta fino al 20 dicembre, ore 17-20. Ingresso libero.
Informazioni: 3483738375; chimera@floridoesercizio.it

Venerdì 14 dicembre 2007, ore 18:
L’ARTE DI MORAVIA, MORAVIA SCRITTORE D’ARTE
Giornata dedicata agli scritti d’arte di Alberto Moravia.
Intervengono i critici d’arte: Cecilia Canziani, Davide Ferri, Elisa Del Prete.
Presentazione del volume monografico dedicato a Moravia di Poetiche, a cura del prof.Fausto Curi dell’Università di Bologna.


Vengono per la prima volta esposte opere dell’Archivio di Grafica del Fondo Alberto Moravia (Roma, Lungotevere della Vittoria 1) degli artisti più importanti del secondo dopoguerra italiano: Guttuso, Scialoja, Tornabuoni, Fioroni, Treccani, Cremonini, Vacchi, Clerici, Poppi, Schifano, Angeli.
Il rapporto con l’arte è un aspetto importante del percorso di Alberto Moravia. Ciò è testimoniato senz’altro dalla stima e l’amicizia stretta con molti artisti, e più ancora dalla sua vasta produzione di scritti che parlano d’arte e che suggeriscono un approccio originale, diretto e personale, all’esercizio della critica. La serata del 14 dicembre è dedicata alla lettura e al commento di presentazioni di artisti e testi di critica di Moravia, a tutt’oggi sconosciuti ai più, in quanto mai sistematicamente raccolti in un’unica edizione.

L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Carisbo, con il patrocinio del Comune di Bologna e la collaborazione del Fondo Alberto Moravia.

Le opere sono visibili anche on-line sul sito www.floridoesercizio.it


L’ARTE DI MORAVIA

L’arte di Moravia, nel senso dell’arte che possedeva, dell’arte che amava, che guardava tutti i giorni, con la quale viveva. L’arte di artisti con cui aveva un rapporto d’amicizia, spesso un vissuto comune, viaggi e racconti. E raccontare il personale, privato e pubblico rapporto che Moravia aveva con l’arte dà senso a questa mostra, che non vuole definire, ma iniziare a considerare Moravia anche in rapporto all’arte del suo tempo.
Le opere della collezione che vengono esposte, in una selezione significativa sia per la qualità artistica che in relazione al legame esistente tra gli artisti e Moravia, vogliono altresì essere il contesto naturale in cui poter collocare Moravia anche come “scrittore d’arte”. Un aspetto infatti forse ancora poco conosciuto della produzione letteraria di Moravia è costituito dalle pagine di presentazione per le mostre di vari artisti, che offrono un’ampia e articolata visione della critica d’arte moraviana. Uno sguardo sereno e appassionato, un approccio all’esercizio della critica che esprime il proprio parere attraverso domande che propongono al contempo una risposta. Talvolta discutibile, non sempre “scientifica”, l’analisi di Alberto Moravia è però diretta e libera nelle associazioni di idee e nella consapevole parzialità di giudizio. E la scrittura restituisce il respiro del narratore.
Ecco allora le litografie di Fabrizio Clerici per il Milione di Marco Polo, un’illustrazione dell’inconscio collettivo del Medioevo rispetto all’Estremo Oriente, un segno che rappresenta con estrema precisione tutto ciò che la precisione di Marco Polo esclude ma lascia immaginare nelle pagine del Milione.
Ecco l’universo furtivo e clandestino di Leonardo Cremonini, dove i bambini, attraverso specchiere ovali e rettangolari, schiacciando il naso contro i vetri delle finestre, osservano avidamente il padre e la madre che si strappano in fretta e furia gli abiti di dosso, chissà perché.
Ecco le allegorie private di Giorgio Poppi, che rappresenta un suo mondo neofigurativo assolutamente chiaro quanto alla rappresentazione e assolutamente oscuro quanto ai significati, evocando con ostinazione e fedeltà improbabili e tuttavia credibili epifanie. Si pensa alle vignette dei rebus: un albero con la lettera “L” tra le foglie, un cane che fugge, un uomo che passeggia con la lettera “R” sul soprabito, una casa con una donna affacciata alla finestra, che cosa vorrà dire?
E anche Mario Schifano, talmente diffidente della mediazione e comunicazione razionali, da ridurre il discorso al solo consenso completo e incondizionato; come dire, ad un “sì” continuamente ripetuto in ogni occasione della vita quotidiana che venga da lui considerata positiva, in quanto espressiva.
Questi solo alcuni dei brani tratti dai numerosi scritti d’arte che ci auguriamo vengano, anche a partire da questa mostra, raccolti e studiati perché possa acquisire dimensione pubblica un altro importante e fino ad oggi poco noto capitolo dell’opera di Moravia. Chimera Poppi