Mario Sironi / Documentazione

Nato a: Sassari Italia



Mario Sironi
(Sassari, 1885 – Milano, 1961)
Noto come pittore e illustratore, lo è forse meno come disegnatore satirico e politico. Appena ventenne, nel 1905, realizza tre copertine per l’ “Avanti della Domenica” e poi, dal 1912, collabora con “Noi e il Mondo”, “La Tribuna Illustrata” e altre riviste. La collaborazione al “Popolo d’Italia” inizia nel 1921, su incarico di Mussolini stesso, allora direttore del giornale, e termina nel 1943, quando con la fine della guerra la testata chiude. Per quasi tutto questo periodo la produzione di Sironi è instancabile: ogni giorno egli è tenuto a creare diverse vignette tra le quali il direttore si riserva di scegliere quella da pubblicare.
La grande capacità pittorica dell’artista si esprime anche con questo mezzo: pur in un formato assai ridotto Sironi sa tracciare segni di grande efficacia e incisività. La critica si accorge dei suoi disegni e li loda fin dal 1915, quando ancora la sua pittura è poco nota.
Profondamente convinto dell’ideologia fascista, Sironi mantiene comunque una posizione solitaria nella visione dei singoli accadimenti storici che si trova a commentare con le sue vignette e questo lo isola progressivamente dal Partito fascista costringendolo a ridurre notevolmente i suoi rapporti con il giornale all’inizio degli anni Trenta. Fra il 1931 e il 1935, infatti, Sironi lavora solo per la “Rivista Illustrata”, il ben più innocuo periodico del “Popolo d’Italia”, sulla quale tiene anche una rubrica. Una seconda importante fase di Sironi come illustratore politico si ha a partire dal 1936, quando viene richiamato al giornale, fino al 1942.
In mostra è esposta una selezione di disegni realizzati per “Il Popolo d’Italia”, provenienti da un unico fondo portato alla luce e conservato da Claudia Gian Ferrari.



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