Artiste invitate: Rosa Maria Arau e Marina Biscola Baldis – Marisa Cortese – anna Rosa Faina gavazzi – Mavi Ferrando – Humus - Nadia Magnabosco – Marilde Magni – Monica Mazzoleni – Nada Pivetta - Antonella Prota Giurleo – Evelina Schatz
Luogo: Gheroartè - Via Gramsci 4 - Stazione FS - Corsico (Mi)
Presentazione: Anna Aurenghi
Progetto: Anna Aurenghi e Gretel Fehr
Testo critico: Donatella Airoldi
Curatrice: Gretel Fehr
Collaborazione: Galleria Quintocortile – Milano; Associazione di Donne Galassia
Patrocini: Provincia di Milano, Città di Corsico
Grafica inviti: Marco Fantasia
Informazioni: Gheroartè 02 45 10 31 13
www.gheroarte.com
E mail:
gheroarte@gheroarte.com
E mail:
gretelfehr@libero.it
La vita, in fondo, è una lunga strada ferrata, due rotaie che corrono all’infinito, parallele.
I vagoni sono il nostro limite di tempo. Gli scompartimenti le fasi della nostra vita.
Qui c’è un vagone: ci sono 11 scompartimenti. Per ognuno un’artista con la sua installazione e un'opera nello spazio espositivo ( ex deposito merci della stazione).
Materiali semplici ma complessi nella rielaborazione del riciclo. Riflessioni di pace e propositi di guerra alla crudeltà. Memorie di giocosa malinconia.
Facile salire. Bello scendere con qualcosa in più negli occhi e nell’anima.
Anna Aurenghi
I piaceri della vita si dimenticano nei vagoni pieni di gente, a volte si fanno viaggi dissestati e si perde il respiro solo sperando in guanciali traslucidi dipinti alla chetichella.
A volte ci sono treni che non partono neppure spingendoli forte e i viaggiatori spazientiti rincarano la dose di anfetamine furiose di bucato.
Alla stazione di Corsico c’è una carrozza parcheggiata su un binario laterale, lasciata come le vecchie cose abbandonate al sole e alla fitta pioggia. Da lì inizia un viaggio che condurrà, i passeggeri viandanti, in luoghi inusitati attraverso 11 installazioni realizzate da altrettante artiste nei suoi undici scompartimenti.
All’arte piace convivere con le situazioni più estreme e corrispondere sottili illusioni nell’immediato frastuono di binari fermi senza scambi parziali. E allora il vincolo di uno spazio molto definito quale è lo scompartimento di un treno diventa la stazione di partenza, undici stazioni per arrivare… dove?
Donatella Airoldi
PRESENTAZIONE MOSTRA SOS Salire O Scendere
Vi proponiamo un viaggio speciale.
L’appuntamento è a Corsico in questa stazioncina fs ex deposito merci della ferrovia. Siamo a due passi da Porta Genova, ma sembra di entrare in una dimensione antica, dove i ricordi si mescolano a idee di un futuro auspicabile. Il luogo si chiama Gheroartè. La mostra SOS Salire O Scendere.
Gretel Fehr,la curatrice, è il deus ex machina o, se volete, la capotreno che rende possibile il nostro viaggio.
Nell’erba, ci aspetta un vagone ferroviario; all’interno di esso, undici scompartimenti accolgono ognuno un’artista con
la sua installazione. Si tratta sempre di materiali semplici, nel dovuto equilibrio con la natura, ma anche complessi nella rielaborazione del riciclo.
Il filo conduttore che tutto accomuna e motivo del viaggio sta nella frase: SOS, Salire O Scendere.
L’acronimo SOS richiama alla memoria l’estrema richiesta di aiuto: accorrere a grida di aiuto, compreso quello della natura, è sempre stata la specialità delle donne, per altro, molto spesso ricambiate con l’indifferenza, o peggio, la violenza. Intanto, tutti continuiamo a percorrere questa lunga strada ferrata che è la vita, scandita da vagoni e scompartimenti che ne sono le fasi. Salire O Scendere dipende dal destino, ma anche da noi.
Sul nostro vagone, le undici artiste vi invitano a entrare per un poco nella loro personale esperienza.
Ali ricamate aiutano il viaggio di Rosa Maria Arau e Marina Biscola Baldis. Marisa Cortese “dimentica” piccoli oggetti pieni di musica e poesia, sparsi qua e là nello scompartimento. SOStare è l’invito che Anna Rosa Faina Gavazzi ci rivolge, affinché guardiamo l’immagine viaggiante che ci propone. Le 4 figure in legno di Mavi Ferrando salgono e scendono nella loro continua immobilità. Gli artisti di HUMUS ci fanno trovare un insolito e rigenerante “Scompartimento vegetale”. Nadia Magnabosco accompagna le sue bambine di carta in viaggio nell’eterno enigma della crescita. Nello scompartimento di Marilde Magni, strani oggetti personali testimoniano il passaggio della viaggiatrice. “Che ti è successo in treno?”: Monica Mazzoleni ci chiede di annotare un pensiero sui piccoli fogli di carta appuntati ovunque nel suo scompartimento. Nada Pivetta racconta di sé e del suo lavoro con le sue piccole sculture. Nulla meglio della cenere rende l’idea della fine e dell’inizio delle persone e della natura, dice Antonella Prota Giurleo che la utilizza per i suoi emozionanti lavori. Evelina Shatz, dalla Russia, evoca qui “I treni della mia vita” e ci coinvolge nella sua appassionata visione.
Vi aspettiamo dunque: non mancate! Facile salire. Bello scendere con qualcosa di più negli occhi e nell’anima.
Anna Aurenghi