Maristella Campolunghi

Maristella Campolunghi

Maristella Campolunghi / Dettaglio evento

Racconti di Luce e d'Ombra

Accademia di Romania

Sede Valle Giulia - Piazza José de S. Martin 1, Roma 00197
Altre informazioni Tel +39 06 3208024 | accadromania@tin.it | http://www.accadromania.it/

Data di apertura martedì 08 maggio 2007
Data di chiusura mercoledì 23 maggio 2007

Orari:
Inaugurazione: martedì 8 maggio 2007, alle ore 18.00
Periodo: dall'8 al 23 maggio 2007
Orari: lunedì-venerdì, ore 9.00-13.00 / 14.00-18.00; sabato-domenica, ore 9.00-13.00

Comunicato della mostra : Racconti di Luce e d'Ombra

Martedì 8 maggio 2007, alle ore 18,00 a Roma, nell’ambito della VI edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma, presso la sede espositiva dell’Accademia di Romania, Piazza José de San Martin 1, si inaugura la mostra Racconti di luce e d’ombra, curata da Loredana Rea.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 23 maggio secondo il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00 - sabato e domenica dalle 9,00 alle 13,00. Ingresso libero.

L’idea che sta alla base dell’esposizione è il desiderio di proporre, attraverso un nucleo di opere realizzate in questi ultimi anni da tre fotografi differenti per formazione ed esiti di ricerca: Maristella Campolunghi, Teresa Pollidori, Nicola Giuseppe Smerilli, un percorso articolato nella realtà del quotidiano per lasciare emergere la sottile poesia che lo attraversa.

Il punto di partenza intorno cui è stato articolato il percorso espositivo, composto da poco meno di 20 immagini di grosse dimensioni (cm 150x100 e 70x100) è la volontà di lasciare emergere i segni di un linguaggio astraente che da una parte racconti la pienezza della mondo e dall’altra porti alla ricostruzione di una dimensione della realtà assolutamente interiorizzata, giocando sull’ambiguità insita nella fotografia di moltiplicare all’infinito il meccanismo di continuo slittamento del reale nell’illusione, per creare immagini capaci di innescare una riflessione sulla densità della realtà e sulla sua affascinante ambiguità.

Ad interessare Campolunghi, Pollidori e Smerilli è il desiderio di confrontarsi con la quotidianità, per forzare gli asfittici confini, nell’intenzione di comprenderne il senso e superare l’inquietante precarietà che lo pervade. Proprio la possibilità di confrontarsi con il mondo esterno, in una sorta di continuo dialogo tra il dentro e il fuori, di cui il linguaggio fotografico con i suoi calibrati effetti di luce e di ombra, di colori e di bianco e nero, è interprete privilegiato, offre ad ognuno di essi, al di là delle inevitabili differenze formali, l’occasione per penetrare nelle cose e restituirle in una dimensione di irreale realtà.