Female
Data di apertura giovedì 26 febbraio 2004
Data di chiusura sabato 24 aprile 2004
Comunicato stampa evento: Female
female
a cura di Norma Mangione
26 febbraio - 24 aprile 2004
duetart gallery/via san martino 5/21100 varese/tel+39 0332 231003/www.duetart.com
venerdì e sabato dalle 15.30 alle 19.30 martedì, mercoledì e giovedì su appuntamento
Dalla pittura dettagliata, minuziosa e analitica di Craven, Dell’Angelo e Hirsch, così come da quella più veloce,” espressionista ” e dall’apparenza provvisoria di Joffe, Plavcak e Watson, emerge un “modo” di dipingere contemporaneo, che si ispira e dialoga con gli altri media, soprattutto con la fotografia, e che crea atmosfere inquietanti e surreali.
ann craven L'artista (Boston, 1974), in passato assistente di Alex Katz, crea immagini di pittura brillante che rappresentano uccelli e cerbiatti ritratti su uno sfondo di fiori, erba, rami e cieli che sembrano una confusa carta da parati. La combinazione di fiori fantasiosi di vibranti colori e dolci sfondi monocromatici, in composizioni dense di significato, evoca l'estetica di cartoline d'auguri. I suoi dipinti, tratti da una realtà verosimile, sono comunque di struttura concettuale: si rifanno infatti, per la serialità dell'immagine, alla Pop Art, ed in particolare a Warhol.
chantal joffe L'artista (Gran Bretagna, 1969) si distingue per una pittura apparentemente non curata e spontanea, che produce un effetto di mistero e dinamismo. I suoi temi (momenti rubati all'infanzia ignara o scene di erotismo domestico) giocano tra l'innocenza e la sensualità, l'ingenuità e l'ironia: con pennellate mature e sicure, che fanno ricorso ad una tavolozza che alterna colori soffusi e tinte forti, Joffe ritrae le emozioni umane creando un certo distacco tra il soggetto e lo spettatore, che prova un lieve, incolpevole voyeurismo.
debora hirsch Dopo una laurea in ingegneria gestionale e un master in economia, l'artista brasiliana, (1967), si affaccia da autodidatta al mondo dell'arte. La sicurezza con cui usa i mezzi audiovisivi dà alla sua pittura suggestioni di iperrealismo e i suoi volti, quanto più sembrano rubati alla realtà, tanto più se ne discostano, in una dinamica che vuol sottolineare la caducità del tempo e la fugacità della bellezza. Nella serie di dipinti "File" (per gioco ironico con la rivista "Life") sono ritratti personaggi della politica, del cinema e della cronaca in lotta contro il tempo, che tutto sommerge. La fama dura lo spazio di un attimo.
jenny watson Legata fin dagli anni '70 al gruppo Art & Language, l'artista australiana (1951) usa un mezzo espressivo apparentemente ingenuo e infantile, che rimanda però a significati complessi: presentando ambienti privati, schiudendo le porte ad una intimità appena accennata, invita ad entrare in un mondo di richiami incrociati, dove un'idea rinvia ad un'altra; solo la lettura globale sembra consentire di ricostruire la trama, che resta comunque labile e allusiva, in una continua scommessa di giochi mentali con lo spettatore.
katrin plavcak Prendendo spunto da ricordi personali e immagini tratte dai fumetti e dai media, l'artista (Germania 1970) pone l'elemento narrativo al centro della sua opera: raccontando storie tratte dal suo ambiente sui temi della famiglia, il lutto, la paura, la violenza, l'igiene e il tempo, sperimenta una pittura asciutta, talvolta incline all'idea del bozzetto. Dietro il suo modo di dipingere senza "abbellimenti", è chiara l'intenzione di raggiungere un intenso effetto espressivo, come se l'opera rappresentasse l'istantanea di un istante rubato al quotidiano.
marta dell'angelo Diplomata in pittura presso L'Accademia di Brera, l'artista (Pavia 1970), affascinata dall'immediatezza consentita dalla macchina fotografica digitale, lavora con la pittura ad olio componendo le sue opere da numerosi frammenti tratti da immagini differenti; utilizzando un ampio materiale di archivio fotografico costituito da istantanee colte a New York negli spazi dell'attesa (stazioni, metropolitane, aree di sosta), crea volti anonimi di donna in cui tutte possono riconoscersi, che sembrano persi in un'atmosfera senza tempo e spazio.
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