Strategie mimetiche di vitalità organica
A cura di Gianluca Marziani
Karin Andersen, Corrado Bonomi, Massimo Festi, Luisa Raffaelli, Vittorio Valente
Passoblu si sposta e raddoppia. Nata nel 2003 a Genova dalla volontà degli artisti Federica Barcellona e Gianluca Fazzino la galleria passo blu apre due nuove sedi a Barcellona e Torino.
La prima diretta da Federica Barcellona inaugurerà il 28 settembre con la mostra “Made in North Korea” di Pierpaolo Koss a cura di Joaquin Barrientos R. e Viviana Siviero, la seconda diretta da Enrico Gianotti aprirà i battenti il 19 settembre con la mostra “Epidermis, strategie mimetiche di vitalità contemporanea” curata dal critico Gianluca Marziani, in cui saranno esposte opere di Massimo Festi, Corrado Bonomi, Luisa Raffaelli, Karin Andersen e Vittorio Valente.
Due sedi in due città chiave nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, scelte strategicamente dai due giovani galleristi che faranno dell’internazionalità e del continuo lavoro di ricerca e produzione di un lavoro di elevata qualità artistica i loro cavalli di battaglia.
Accanto a nomi già affermati nel panorama artistico italiano e internazionale come Corrado Bonomi, Pierpalo Koss o Vittorio Valente , Passoblu seguirà attentamente il lavoro di artisti emergenti come Oscar Colombo, Marco Cerutti, Thomas Weinberger o la coppia Macellari-Tinelli.
EPIDERMIS come la pelle che ricopre le forme umane, animali, vegetali
EPIDERMIS come una geografia mutante, uno schermo reattivo, un registratore di eventi
EPIDERMIS come il primo strato su cui tutto accade e trova la sua sintesi estetica
Strategie mimetiche di vitalità organica… ecco l’epidermide registrare emozioni e sentimenti, intelligenze ed involuzioni, eventi privati e globali. La pelle come superficie che sintetizza la complessità biologica e psicanalitica. Una mostra in cui le forme vive raccontano di strane ibridazioni, fatti anormali, cambiamenti esteriori, mimetismi. Cinque artisti per altrettante visioni su come gli organismi si adattano agli habitat contemporanei. Ma anche su come gli habitat creino nuovi dialoghi con le forme viventi, le loro storie, le ragioni individuali e collettive dietro ad ogni vicenda.
Karin Andersen narra di strani personaggi teriomorfi, umanoidi erettili le cui tipologie fisiognomiche stanno mutando con modi tra il verosimile e il plausibile. Seguiamo storie di scoperta, conquista, perdita, confusione. Eventi del quotidiano in cui luoghi e oggetti dialogano con le nuove identità “aliene”. Tutto si trasforma secondo sottili spostamenti: e proprio la pelle diventa il principale recettore del cambiamento, il sismografo che registra l’urgenza di un mondo a misura di alterazione.
Corrado Bonomi agisce sugli oggetti, sui feticci e sulle molteplici protesi del quotidiano. Fiabe perverse, giochi crudeli, invenzioni da brevettatore folle: un viaggio nell’ironia sarcastica dove la scultura rompe le vecchie certezze sui passatempo, sui gadget, sui feticci, sugli oggetti d’uso comune. Quella di Bonomi è una saga di piccoli personaggi che ci somigliano e fanno cose tra la norma e l’assurdo. Figure di varia natura che, dietro le apparenze delle loro superfici, stravolgono le regole del gioco.
Massimo Festi mette la maschera ad alcuni volti in primo piano. Il suo intervento essenziale agisce sulla connotazione frontale del ritratto, evidenziando così la zona d’ombra, il confine da svelare, il lato ambiguo della natura umana. I protagonisti assumono tratti animaleschi che rimandano ad immaginari filmici, alla cultura del feticismo, a spunti di natura letteraria. In realtà racchiudono l’ambivalenza che si ricrea davanti alla maschera come seconda pelle sempre più necessaria.
Luisa Raffaelli ci trasferisce in un giorno di ordinaria follia, tra camere da pura nevrosi, strade dal pathos montante, città che pulsano per adrenalina. Una donna domina la singola scena, sottolineando il punto di tensione emotiva e il climax carico degli eventi. Il suo corpo, la sua pelle, gli abiti e accessori: tutto ricrea un archetipo femminile che si batte contro i possibili nemici. Un viaggio attorno alla “divisa” d’ordinanza del gender, vera epidermide artificiale con cui la donna alimenta il proprio “ruolo”.
Vittorio Valente cammina lungo il sottile e affascinante confine tra arte e scienza. Crea forme inclassificabili che mescolano la tecnologia di nuovi materiali al biomorfismo dei volumi plastici. La sua scultura è un viaggio ossessivo nelle possibili mutazioni epidermiche, un trip visionario in cui la forma si tramuta nei modi più imprevisti e spiazzanti. I suoi sono oggetti inclassificabili, incroci dove i materiali creano entità epidermiche di cui intuiamo qualcosa senza avere una soluzione definitiva.
inugurazione: Martedì 19 settembre 2006 ore 18:30
dal 19 settembre al 14 ottobre
La sede di Barcellona inaugurerà il 28 settembre con la mostra "Made in
North Korea" di Pierpaolo Koss a cura di Joaquin Barrientos R. e Viviana
Siviero.
PASSO BLU
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