Moio&sivelli / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: Fair.Play

Manifestazione di videoarte

1° edizione

SALERNO – dal 12 al 19 giugno 2005
Complesso di Santa Sofia - Salerno

MB47 Sergio Mari ArteContemporanea e L’ associazione culturale Millenium con il patrocinio della Provincia di Salerno e del Comune di Salerno, inaugura domenica 12 Giugno alle 20.30 all’interno del complesso di Santa Sofia, la prima edizione di FairPlay - prima vetrina di respiro internazionale sulla videoarte realizzata al sud Italia.

Tre i percorsi che contraddistinguono la manifestazione: FairPlay (concorso, da cui prende il nome la rassegna), Play/Document (artisti italiani e ricerca sul reality-video) e Videoforum (video internazionali anni ’70 –‘80).

FairPlay premio – Organizzato dall’Associazione Millenium -
Premio dedicato alla ricerca video che, per questa prima edizione, vede tredici giovani artisti campani in concorso.
Le opere presentate in questa sessione sono una rappresentanza delle molteplici contaminazioni e suggestioni che la videoarte oggi assume.
Un intero piano del Complesso di Santa Sofia a Salerno ospiterà le opere in concorso.

Artisti: Guido Acampa, Vincenzo Balzano, Pasquale Di Stasio & Danilo Tancredi, Lucia Dovere, Vincenzo Frattini, mald’è, Antonello Matarazzo, Girolamo Santulli, Moio&Sivelli, Pier Paolo Patti, Massimo Pianese, Roxy in the Box, Cristina Rauso

Play/Document – a cura di Laura Carcano –
Quante delle accuse fatte alla tv-verità e ai reality show dovrebbero essere invece mosse all’arte contemporanea? Se esistono colpe, se ci sono dei meriti, come e a chi attribuire le une o gli altri?
I video in mostra seguono la formula del documentario inteso nella sua più ampia accezione: i filmati di cronaca e quelli amatoriali domestici, le ricostruzioni telegiornalistiche e le statistiche, le interviste e i backstage. Il progetto espositivo vuole essere anche un gioco volto allo spettatore in cui distinguere il falso dal vero.

Artisti: Mauro Ceolin, Donatella Di Cicco, Simone Filippi, Francesco Jodice, Lucia Leuci, Zak Manzi, Chiara Pirito, Luigi Presicce, Bianco e Valente.

Videoforum – a cura di Laura Carcano -
Il concept alla base di Play/Document indaga il territorio della ricerca storico-internazionale.
Cinque lavori realizzati tra gli anni ’70 e ’80 che dimostrano come da sempre la videoarte abbia gestito il suo rapporto con la reality.

Artisti: Vito Acconci, Sadie Benning, Dara Birnbaum, Ilene Segalove, Bill Viola




PLAY DOCUMENT | VIDEO FORUM: gli artisti e i video

Mauro Ceolin Expensive Look Without the Expensive Price è il disegno di uno skyline globale, ricalcato su un’indagine statistica dei luoghi più visitati e fotografati durante le vacanze dei blogger (coloro che hanno un blog, ovvero un diario online). Il risultato è una lenta animazione accompagnata da un canto nuziale Inuit, in loop come in un mantra.

Donatella Di Cicco In Dolls quattro ragazze della provincia di Caserta raccontano i propri spazi, le aspirazioni di evasione e i piccoli sogni fatti di poco. Scelgono il loro abito da sera migliore e lo sfoggiano per le strade del paese in pieno giorno. Raggiungono un posto isolato, di qui la videocamera indugia in silenzio sulla loro timidezza o spavalderia, sulle note della struggente All by myself che continua a raccontare per loro.

Simone Filippi Da parecchi anni Simone Filippi documenta fedelmente le sue notti di San Silvestro. Da un rave a un conto alla rovescia seguito in tv, passando per la festa parrocchiale e un party in hotel. L’artista in primo piano è impassibile e muto, alle sue spalle scorrono fiumi di spumante e trenini di samba, vassoi di leccornie e una notevole quantità di socialità di fine anno.

Francesco Jodice Tra il 2 ottobre 1998 e il 29 novembre 2002 cinque anziani si sono incamminati nei boschi del Montemaggiore nell’alto casertano. Non sono mai stati ritrovati. Il caso Montemaggiore attraverso ricostruzioni e interviste sottolinea il mistero.

Lucia Leuci Lou Lou è tradita dal suo compagno che dalle chat all’out-net vive una seconda vita segreta. Lou Lou mette allora in atto il solo riscatto possibile diventando lei stessa oggetto virtuale del desiderio, ricorrendo attraverso l’autoscatto a un sovraeccitamento fatto di costumi, attrezzi e giocattoli sgargianti. Good Vibrations risulta così una sorta di indagine sulla paradossale violazione della (propria) privacy.

Zak Manzi Death of a sovversive è la messa in scena di un filmato di Al-Qaeda. La telecamera fissa riprende i sequestratori che sistemano l’ostaggio davanti all’obiettivo. Uno di questi ha il volto scoperto. E’ la fase preparatoria di quei video-messaggi che ci siamo abituati a vedere nei notiziari. E’ un retroscena e, in quanto tale, indiscutibilmente autentico.

Chiara Pirito
Ci è consentito spiare le aspiranti Miss affacciate dalle quinte pronte ad entrare sul palcoscenico. Una a una sfilano in questo angolo di passaggio solo per noi. Sostano giusto il tempo necessario per lasciar trasparire e poi far sparire la loro emozione.

Luigi Presicce
La realtà è un punto di vista e a quest’ultimo è però concesso di contraffare la realtà. Alla festa di compleanno i soli amichetti invitati sono i pupazzi del bambino, sistemati composti a tavola, intorno alla scena si muove una madre premurosa che canticchia gli auguri e sistema la torta a tavola. Nella visione soggettiva del bambino scopriamo il clown, il gorilla e il bambolotto dei Kiss muoversi in carne e ossa.

Bianco e Valente presentano la videoinstallazione Volatile
I meccanismi soffici di una macchina da calcolo riescono a inscenare il volo di uno stormo di uccelli che noi riconosciamo come naturale.
E' una simulazione di vita artificiale.
La macchina genera 30 entità libere di muoversi casualmente in uno spazio virtuale tridimensionale e le assoggetta alle tre semplici regole che seguono anche gli uccelli che volano in stormo:
1- Scegli due compagni e non perderli di vista
2- Non allontanarti mai più di un dato valore da ciascuno di essi
3- Non avvicinarti mai più di un dato valore a nessuno dei due
Questo basta affinchè queste entità, come in natura, un secondo dopo essere state generate, comincino a disegnare, attraverso una videoproiezione sul soffitto, delle traiettorie a noi incomprensibili, ma che nella loro complessità insondabile percepiamo subito come naturali.


Vito Acconci Centers, 1971. Acconci tenta di tenere il dito puntato sempre al centro dell’inquadratura. Questo lavoro apre Play/Document in quanto icona della volontà ostinata di stare nel video.

Sadie Benning Realizza video dall'età di 15 anni con una telecamera giocattolo. Living Inside documenta la sua autoreclusione in cameretta durata tre giorni tra tv, letto, riviste e diario.

Dara Birnbaum Il suo lavoro utilizza come materiale le soap-opera, gli show del sabato sera, le serie tv e i quiz per discutere l’opportunità di ricostruire l’immaginario televisivo alterandone i tempi di montaggio e messa in onda, svelando quanto gli artefatti che non potremmo altrimenti percepire.

Ilene Segalove The Mom Tapes, 1974-78, è un ritratto della madre dell’artista, seguita per casa e molestata dalle continue riprese video della figlia che gli pone domande e le offre risposte solo attraverso l’obiettivo.

Bill Viola Reasons for Knocking at an Empty House, 1983, documenta il tentativo di rimanere svegli in una stanza vuota per tre giorni consecutivi.







PATROCINIO: Comune di Salerno, Provincia di Salerno
CONTRIBUTO: Salerno Sistemi, Salerno Energie, Associazione Sudeuropa
SPONSOR: PELPLAST – CANTINE MANIMURCI - ASER

SPONSOR TECNICO: Engineering Web

ORGANIZZAZIONE: MB47 Sergio Mari ArteContemporanea, Associazione Millenium

UFFICIO STAMPA: TeKnemedia

Per informazioni:
Ilaria Magini, Ufficio Stampa TeKnemedia
Via Galliari, 25 -10125 Torino
Tel/Fax 011 19 70 55 65
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