Punto
Dal mercoledì 06 giugno 2007
al sabato 07 luglio 2007
Orari: Orari: lunedì-venerdì, ore 9.30-12.30 / 14.30-18.30
Comunicato stampa evento: Punto
a cura di Maria Chiara Valacchi
Lo Spazio Guicciardini ospita "Punto", una mostra collettiva d'arte
contemporanea, a cura di Maria Chiara Valacchi, di artisti
internazionali che hanno affrontato nella loro opera la simbologia
estetica e la tematica concettuale del punto: May Cornet, Leonida De
Filippi, Massimo Kaufmann, Nicus Lucà, Davide Nido, Giuliano
Orsingher, Saverio Todaro.
"Il punto fa presa sulla superficie di fondo e vi si stabilisce per
sempre. Così esso è internamente la più concisa affermazione stabile,
che sorge breve, ferma e rapida. Perciò il punto deve essere
considerato, in senso esterno e interno, l'elemento originario della
pittura..... "
Partendo da questa celebre descrizione che Kandinsky fornisce nel
trattato "Punto, Linea, Superficie", sette giovani artisti presentano
lavori inediti, frutto di una riflessione sul significato e sulla
rappresentazione di questo carattere geometrico. Video, installazioni
ed opere pittoriche ci portano alla scoperta di universi creativi,
linguaggi contemporanei capaci di stupire con un'estetica
accattivante, risultato della ripetizione ossessiva del semplice
simbolo. Il punto in geometria è infatti un concetto primitivo,
un'entità astratta, priva di dimensioni (volume, area e lunghezza),
priva di qualsiasi caratteristica salvo la sua posizione.
Sempre Kandinsky a proposito del punto dice "pensato materialmente il
punto equivale ad uno zero. Ma in questo zero si nascondono diverse
proprietà, che sono umane. Noi ci rappresentiamo questo zero -il punto
geometrico- come associato con la massima concisione, cioè con un
estremo riserbo che però parla". Il punto quindi è un inizio da cui
partire ma è anche il segno dell'interruzione e della ripresa di un
discorso, crea legame tra silenzio e parola. E' inoltre
rappresentazione del silenzio, suono del silenzio, assenza di effetti
acustici e presenza del mondo interiore. Con l'immaginazione la sua
staticità si annulla diventando linea e quindi inizio di segni che
determinano percorsi visivi.
May Cornet, artista londinse, nipote di Lucien Freud, realizza mondi
fantastici, mappe topografiche segniche, create dall'incatenarsi di
piccoli cerchi neri. La ricorrenza del gesto sfugge alla volontà
dell'artista che si perde nella rappresentazione di continenti
utopici.
Leonida De Filippi riproduce con il contrasto del bianco e nero fatti
di cronaca, volti sgranati, realizzati dall'accostamento di punti. Le
forme emergono da sfondi monocromi dove sagome di figure e caratteri
fisiognomici rievocano le immagini stampate sui quotidiani, offrendoci
una visone della realtà filtrata dalla sensibilità pittorica.
Massimo Kaufmann, esponente di rilievo della scena artistica milanese
dalla fine degli anni ottanta, dopo sperimentazioni scultoree e
istallazioni si concentra sulla pittura. Realizza tramite accostamenti
cromatici mondi mono-cellulari, composti da piccoli e grandi cerchi
colorati. Punti tonali che confondono e attirano l'occhio.
Nicus Lucà, torinese d'adozione, spazia tra la performance, il video e
l'installazione. Celebra i grandi capolavori dell'arte mondiale
riproducendoli conficcando tanti piccoli spilli sulla tela. Opere
fragili e tragicamente temibili realizzate con la ritualità di un
sacrificio, piccoli punti acuminati che originano ritratti critici ed
ironici della cultura contemporanea.
Davide Nido, la sperimentazione è il fulcro del lavoro di questo
artista che utilizza il silicone per realizzare strutture
tridimensionali e sculture tattili. Il materiale plastico colorato si
muove pulsante e ritmico sulla superficie della tela, rievocando le
atmosfere psichedeliche ottiche della pop art.
Giuliano Orsingher utilizza materiali naturali, pietre e legni
levigati senza modificarne la fisionomia e sviluppandone la creatività
intrinseca.
Saverio Todaro crea opere che divengono manifesti di uno scontento
quotidiano. Utilizza materiali e linguaggi diversi fra loro con la
costante di una rappresentazione ironica del quotidiano.