Nunzio Fucci / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: Giardino d'Inverno

Prima edizione

Il 21 gennaio del 2006 l’Associazione Culturale Arti Visive Kunsthalle di Putignano (Ba) presenta negli spazi di via d Santa Maria La Greca la prima edizione di Giardino d’Inverno, un progetto di mostra-laboratorio realizzato, in questa prima fase, in modo da essere, in seguito, proposto e/o trasferito in altri luoghi. Questa prima edizione, tutta sperimentale, nasce da una domanda postami dai miei due bambini, una domanda immediata, chiara ed innocente: "Papà, ma quando viene la primavera?" - "Disegnate fiori di tutti i colori e uccellini che cantano fra i rami degli alberi e rondini che sfrecciano nell’aria, vedrete che sentirete il profumo della primavera che da lontano di sorriderà e ci farà ciao con la mano". Un Giardino d’Inverno, fra gennaio e febbraio, che abiti e rivesta gli spazi e le nicchie e gli angoli e s’inerpichi su per le scale della kunsthalle! Un Giardino d’Inverno ascensionale che ci ridia la gioia di salire sugli alberi, fra i rami come tanti baroni rampanti per riguadagnare per un po’ il punto di vista degli uccelli nei nidi. Fiori rari e preziosi e fiori di campo e alberi d’alto fusto, erbe magiche e rampicanti e nidi e tane e insetti, tartarughe, lucertole, farfalle, calabroni, api e formiche e profumi leggeri, aromi e frulli di ali e ancora attrezzi da giardino poggiati di qua e di là, e foglie ingiallite: si muovono nell’aria al primo alito di vento; e ancora cinguettii, ronzii leggeri e velocissimi, bisbigli di bambini che nascondono i loro incredibili tesori fatti di niente. E poi il mistero dei giardini, le rughe nascoste, il pensiero che si perde fra i sentieri interrotti.

Un giardino è come un’opera lirica, è opera totale, musica che incontra colori, gesti, segni diversi e intrecciati di una storia che si svela e si rivela in continui rimandi, involgimenti e ripensamenti. I quattro Elementi e i tre Mondi finalmente in armonia in un fazzoletto di terra. Il giardino è una metafora del Creato, il luogo privilegiato di sinestesie virtuose. Il giardino come il Creato, come la nostra anima, è in continua trasformazione: pur conservando i caratteri dell’origine, è qualcosa di molto fragile che può essere sconvolto dalla zizzania, dalla grandine o dalla luce accecante e dall’arsura della controra. Ma partecipa del dono della palingenesi, della rinascita, ogni volta miracolosa. Tutto sembra come risorgere da quello che i nostri occhi avevano rubricato come sterile, morto, annichilito: è questo la primavera, potente, profonda, sconvolgente. Anche l’animo più vecchio o arido la avverte in sé come un vento lontano, odoroso, straziante.

Ma c’è una parte nascosta. È lì che, in fondo, viene deciso tutto: il luogo in cui si intrecciano le radici. Ci sono piante che non crescono mai, o si accartocciano e sdilinquiscono, proprio come le persone che vengono emarginate o rifiutate dai diversi contesti. La trama sotterranea, nascosta, oscura del giardino non accetta il nuovo venuto, il giardino diventa crudele, assolutamente crudele. Ma ecco il vaso e la mano paterna del giardiniere che interviene contro il freddo, contro la grandine e la terra acida e spietata. Ecco il giardino d’inverno: la dimora accogliente, calda e virtuosa della primavera del cuore. È sempre primavera nel cuore di chi è buono e generoso. Non c’è mai nulla di troppo nel buon giardino. Perché tutto si presenta necessario senza darlo troppo a vedere. E se viene a mancare qualcosa siamo subito distratti dal cinguettare nei nidi e da germogli strani, mai visti prima. È incredibile. Se la vita, nella sua meraviglia, dovesse dotarsi di un biglietto da visita questa sarebbe un piccolo buon giardino.

Ci sia pure un che di stantìo, un che di abbandono, qualcosa che è stato posato lì e non più ripreso, un vaso di coccio da riparare, un arnese un po’ arrugginito su cui prova ad attorcigliarsi una punta di edera.

E il giardiniere? È uno che ci parla di Dio, dell’umiltà profonda di Dio, perché deve guardare, una per una le sue creature, accettarne tutte le possibili espressioni e poi deve metterle insieme, le creature, come una specie di com-positore, ma particolare, perché deve lasciare che le creature trovino, ognuna, il proprio spazio, la propria aria, perché si intreccino, dopo essersi guardate, annusate e scelte o respinte. Un compito leggero e gravoso per cui occorre un uomo mite e dissipatore, costante e vigile Il musicista ha in comune con il giardiniere questo: che le sue opere nascono dalla terra e si librano nell’aria.

Non credo nei giardini troppo grandi, troppo aperti o troppo luminosi. Un giardino non deve parlare del proprietario, ma dei mille pensieri e umori di chi muove la terra e rinviene semi che vengono da lontano e li accarezza e li sistema nel modo migliore affinchè possano germogliare semplici, forti e sereni.

Le tecniche sono libere e hanno da rispondere ad un solo imperativo: fare in modo che il visitatore si ritrovi a passeggiare in un giardino dell’arte e non in una mostra sul giardino nell’arte.

Il Giardino d’Inverno realizza, quindi, un desiderio semplice che è anche un bisogno, insieme infantile e poetico, di una primavera anche d’inverno, quasi che Proserpina non fosse mai stata rapita e trattenuta nel ventre buio del regno di Plutone: che l’arte fiorisca anche d’inverno, per gli occhi e l’olfatto e il tatto e per la gioia di chi ancora si ostina ad amare la bellezza! È un Giardino in cui coltivare, sperimentare, mettere a confronto, a dimora, idee, affinità elettive, sensibilità ed approcci desideranti. Un Giardino del pensiero e della creatività in cui gettare e cogliere nuove seminagioni. Abbiamo ritenuto opportuna la presenza attiva di opere ideate e realizzate da bambini, per questa occasione i figli e/o i nipotini degli artisti e dei collezionisti, perché ci pare che un giardino senza la presenza di bambini non sia né giusto né buono né bello. Questa fotografia istantanea fiorita e profumata potrà essere esportata nei luoghi e nei siti d’Italia e del Mondo che guardano alla nostra Puglia come ad un giardino abitato da persone gentili e ridenti.

Vito Intini


Artisti:

Franco Altobelli –Cristina Bari - Vito Capone - Miki Carone –Teresa Ciulli - Alessandro Colucci - Claudio Cusatelli –Guillermina De Gennaro – Mario di Candia – Maurizio di Feo - Patrizia D’Orazio - Rita Faure - Luigi Filograno – Nunzio Fucci - Renzogallo – Giulio Giancaspro - Gianfranco Groccia - Enzo Guaricci - Intini&Laforgia - Iginio Iurilli – Beppe Sylos Labini - Paolo Laudisa – Li Pang - Gianna Maggiulli –Claudio Palmieri – Stefania Pellegrini - Salvatore Pepe - Patrizia Piarulli - Massimo Ruiu - Rosemarie Sansonetti - Satiricon - Lino Sivilli – Iolanda Spagno - Mario Volpe – Franco Zilli.

Con la gradita e straordinaria collaborazione di: Amalia – Caterina - Checco -Daniele - Enrico –Gianvito - Giordano - Giuliano – Marco - Lucia –- Sveva – Tetè -Vassilij.


Testo e cura di Vito Intini


Inaugurazione: sabato 21 gennaio 2006 dalle ore 18
Saranno presenti gli artisti.

21 gennaio 2006 – 3 marzo 2006


KunstHalle
Associazione Culturale Arti Visive
via Santa Maria la Greca, 79
Putignano (Ba)
info: 339 8237840 - 080 4055504
Email: kunsthalle@alice.it