Olivo Barbieri

Olivo Barbieri

Olivo Barbieri / Dettaglio evento

Ereditare il Paesaggio

Museo del Territorio Biellese

Sede Via Quintino Sella, Biella 13900
Altre informazioni Tel +39 015 2529345 | info@museodelterritorio.biella.it | http://www.museodelterritorio.biella.it/

Data di apertura sabato 15 dicembre 2007
Data di chiusura lunedì 24 marzo 2008

Orari:
dal martedì al giovedì 15-19, venerdì 15-22, sabato e domenica 10-19, chiusura lunedì. Aperto i lunedì festivi dalle 10-19 .

Comunicato della mostra : Ereditare il Paesaggio

Il Museo del Territorio Biellese, vista l’importante tradizione del territorio per quanto riguarda le documentazioni fotografiche, tra cui il lavoro di Vittorio Sella, gli archivi della Fondazione Sella e
di quella della Fondazione Piacenza, ha deciso di realizzare una programmazione specifica sulla fotografia di paesaggio che inaugurerà, sabato 15 dicembre, con la mostra Ereditare il paesaggio.
Nove grandi maestri della fotografia - Barbieri, Basilico, Castella, Chiaramonte, Cresci, Fossati, Guidi, Jodice e Vitali - presentano diciotto giovani fotografi, due per ciascuno, per confrontarsi con
loro sulla fotografia di paesaggio in Italia. Dall’incontro tra i maestri e i giovani autori nasce appunto l’esposizione Ereditare il paesaggio, a cura di Giovanna Calvenzi e Maddalena d’Alfonso, che il Museo del Territorio di Biella promuove e ospita nelle sale del chiostro cinquecentesco di San Sebastiano, dal 16 dicembre 2007 al 24 marzo 2008.

La rappresentazione del paesaggio è sempre stata uno degli aspetti più interessanti della fotografia italiana, specialmente dall’ormai lontano 1984 quando Luigi Ghirri, Gianni Leone e Enzo Velati organizzarono a Bari la mostra Viaggio in Italia, vera pietra miliare nel rinnovamento del dibattito sulla fotografia paesaggistica. La generazione di autori cresciuti intorno a questa esperienza ha utilizzato la fotografia per interrogarsi sui mutamenti che stavano avvenendo sul territorio. Le loro
immagini riproponevano la frantumazione del paesaggio, il proliferare di un’architettura senza qualità e l’espandersi incontrollato delle città, senza denuncia ma prendendo atto dei mutamenti in corso. Oggi quei mutamenti hanno creato nuovi paesaggi con i quali una nuova generazione di
fotografi si sta confrontando.
Ereditare il paesaggio vuole essere un’occasione di confronto e di dialogo tra queste due generazioni. I nove maestri invitati hanno contribuito con il loro lavoro a definire gli strumenti di una nuova ricerca, contaminando i confini tra arte, sociologia, urbanistica e fotografia. E a ognuno di loro, per questa mostra, è stato chiesto di scegliere due giovani fotografi, motivando con un breve
scritto le ragioni delle loro scelte e mettendo in evidenza gli elementi di continuità ma anche le differenze, in una sorta di passaggio di testimone.
Con l’apertura della stagione 2008-09, il Museo del Territorio Biellese si propone di ampliare le riflessioni sul paesaggio contemporaneo, promuovendo e valorizzando, sull’esempio di numerose istituzioni pubbliche internazionali, fotografia e fotografi, e affiancando all’approfondimento della cultura locale l’apertura al mondo globale: le città proposte in Ereditare il paesaggio, in lavori diversissimi tra loro, per numero, tecnica e dimensione, come Napoli e Shangai, Istanbul, San Francisco, Gibellina e Mosca, rappresentano, a Biella, un’apertura al mondo che sta cambiando.
Ereditare il paesaggio è anche un progetto che prevede nuove campagne fotografiche sul territorio del nord-ovest, successivi incontri e dibattiti tra i fotografi, critici, personalità dell’urbanistica e
dell’architettura.
Questa serie di incontri darà origine a materiali registrati, filmati, trascritti e archiviati che, con le immagini, diventeranno parte del progetto stesso e verranno conservati presso la Fondazione Museo del Territorio Biellese, costituendo il nucleo di un archivio sul paesaggio.
La città intende così riannodare il rapporto con la fotografia, già rappresentata dalla Fondazione Sella e della Fondazione Piacenza, e allargare l’indagine fotografica condotta sul paesaggio industriale locale alla fine degli anni 80 da Gabriele Basilico.