Inaugurazione Sabato 20 Settembre 2003 ore 19.00
Durata mostra 20 Settembre – 16 Ottobre 2003
Orario apertura: mar/giov/sab dalle 11.00 alle 13.00 e dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20
Chiusura Domenica
Dopo aver dedicato le prime tre mostre ad importanti artisti contemporanei (Ettore Spalletti, Mimmo Paladino, Nicola De Maria), RIZZIERO ARTE presenta il suo prossimo appuntamento espositivo dedicato ad un grande artista storico del ‘900: Osvaldo Licini.
In mostra saranno presentate circa venti opere tra dipinti e disegni, principalmente degli anni ’50, una selezione frutto di una lunga ricerca tra le rare opere dell’artista marchigiano.
Osvaldo Licini lasciò le Marche, dove era nato, e si trasferì prima a Bologna per frequentarvi l'accademia, insieme a Morandi e Vespignani, poi a Firenze.
Nel '17, ferito in guerra, andò in convalescenza a Parigi, dove conobbe Picasso, Derain e Modigliani, orientandosi verso un naturalismo pervaso di vivaci succhi cromatici alla Dufy.
A Parigi espose più volte al Salon d’Automne e al Salon des Indépendents; presentò la sua prima personale alla Galleria André Devambez e nel ‘28 partecipò alla mostra degli Italiens de Paris.
Ma è a partire dal ritorno in patria che presero a delinearsi i caratteri inconfondibili della poetica liciniana, tutta costruita su immagini archetipe e fantastiche. “Con l'impareggiabile bellezza della sua captante scrittura visiva, Licini trasvola universi ignoti alle mappe dello sguardo”.
Dagli anni ‘40 il suo astrattismo assume accenti fortemente lirici e vicini all’arte informale.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, torna al suo paese natale dove si isola e si dedica alla vita politica. Solo nel 1948 l’artista ricompare sulla scena artistica esponendo alla XXIV Biennale ove viene nuovamente invitato nel 1950.
Il 1957 è un anno cruciale per la fortuna critica di Licini: alla XXIX Biennale, presentato da Umbro Apollonio, ottiene il Gran Premio Internazionale di Pittura.
Come afferma Toni Toniato “Sono ben rari gli artisti per i quali l'opera disegnativa può vantare una qualità pari a quella delle loro pitture espressivamente più alte. Licini appartiene a questo gruppo perché per lui il disegno non solo è materia di pura invenzione formale, assolutamente autonoma, ma perché esso si configura altresì quale organismo morfologico del significarsi proprio dell'immagine, della sua profondità ideativa e della sua spazialità costruttiva”.
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